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office automation
novembre 2011
Il nuovo volto del data center
possano permettere loro di associare e attribuire per
ciascun servizio erogato il relativo costo sulla base
delle risorse infrastrutturali e software utilizzate, per
attivare una contabilità precisa e affidabile dei pro-
cessi IT e dei processi di business supportati. Una
tecnologia recentemente presentata da Fujitsu, ‘Ser-
verView Resource Orchestrator’, parte integrante
della piattaforma cloud globale, permette ai clienti di
reagire più velocemente e in maniera più flessibile
alle esigenze interne legate alle continue evoluzioni
dell’IT ed è in grado di erogare automaticamente ar-
chitetture IT predisposte per il cloud. Questo ele-
mento permette ai CIO lo sviluppo e la predisposi-
zione dei nuovi sistemi a una velocità superiore del
90% rispetto ad ambienti tradizionali, evitando i
lunghi e complessi processi di
provisioning manuali che si ri-
velano spesso fonti di errore
umano.
Secondo D’Agnano, nei pros-
simi anni continuerà la crescita
esponenziale della quantità di
informazioni che devono essere
gestite, a cui si aggiunge la ri-
chiesta di elaborazioni sempre
più complesse, la necessità di
maggiori risorse di calcolo (generalizzata e non legata
a uno specifico contesto applicativo) e un livello di
disponibilità dei servizi che non può sostenere in-
terruzioni di alcun tipo. Per soddisfare tutte queste
necessità, i data center nei prossimi anni vedranno
strategie diverse che capovolgono l’approccio tradi-
zionale. In particolare, si ritiene che l’approccio mo-
nolitico non risponda ai nuovi requisiti. Molto più
flessibile risulta essere quello modulare, che per-
mette di rispondere in modo flessibile alle nuove esi-
genze e consente di avere una modulazione degli in-
vestimenti in funzione delle mutate esigenze di
business. Avremo quindi dei data center modulari le
cui dimensioni potranno variare dinamicamente e ca-
paci di autoregolarsi in funzione del livello di servi-
zio da erogare.
“Ci aspettiamo che nei prossimi anni si perfezioni il
percorso verso il cloud computing”, dichiara Fasoli.
“Anche in Italia, il cloud è già una realtà, come di-
mostrano alcune recenti ricerche in cui il 61% dei
CIO dichiara di avere già avviato o di essere in pro-
cinto di realizzare progetti di cloud computing. Le
prime discussioni si sono concentrate nel prevedere
diversi tipi di utilizzo del cloud appropriati per i di-
versi segmenti di utenza, poiché è chiaro che le
aziende, di qualunque dimensione, sceglieranno di-
versi approcci a seconda delle problematiche di bu-
siness da indirizzare. Prevediamo una combinazione
flessibile di molte cloud che offriranno vari tipi di ser-
vizi. La dimensione aziendale non è necessariamente
il migliore indicatore del tipo di modello IT che
l’azienda potrebbe adottare, ma è più opportuno va-
lutare il volume di transazioni, l’internazionalizza-
zione o globalizzazione aziendale, i piani di ingresso
in nuovi mercati, i piani di espansione, eccetera”.
Per Accorrà, nei prossimi anni si dovranno ancora af-
frontare temi come la riduzione dei costi operativi,
la social responsibility legata all’abbattimento dei
costi energetici, la contrazione del time to market, ga-
rantendo un’elevata qualità del servizio IT e della sua
resiliency complessiva. L’av-
vento del cloud, che offre alle
aziende l’accesso a risorse in-
frastrutturali e applicative
senza caricarsi dei costi di un
data center di proprietà, do-
vrebbe accelerare il processo
di consolidamento delle in-
frastrutture IT in pochi data
center ottimizzati, ben ge-
stiti, sui quali l’efficienza
operativa, inclusa quella energetica, farà da fattore se-
lettivo. Ancora più sentita sarà la necessità di dotarsi
di infrastrutture modulari e flessibili, efficienti e re-
silienti, che possano essere gestite in maniera inte-
grata con gli ambienti IT, per poter garantire il cor-
retto provisioning e la manutenzione delle risorse
attraverso piani di investimento mirati. Fondamen-
tale risulterà il ruolo di aziende come IBM, che ga-
rantisce una visione su tutta la filiera di servizi per i
DC, dalla progettazione alla gestione efficace, fa-
cendo leva sulle notevoli esperienze maturate in am-
bito globale e su strumenti di business analytics in
grado di ottimizzare l’intero ciclo di vita del DC.
Secondo Lumassi la tendenza alla virtualizzazione
continuerà, e con essa la ricerca di maggiori flessibi-
lità ed elasticità delle infrastrutture. Operare in tempo
reale sarà sempre più importante per le organizza-
zioni di ogni settore e dimensione, chiamate a otti-
mizzare i loro investimenti in tecnologia, mante-
nendo il più concreto e misurabile possibile il
supporto dato dall’IT al business. I Big Data porte-
ranno un’evoluzione significativa a livello di ge-
stione, in quando sarà sempre più importate per le
aziende poter gestire grandi quantità di dati etero-
genei, strutturati e non strutturati, sotto un unico
Secondo IDC, mentre
nel 1996 ogni armadio rack
ospitava mediamente 7 server,
attualmente i server
nello stesso armadio
possono essere una ventina
“
“