Office Automation Novembre 2011 - page 57

novembre 2011
office automation
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gliorando la propria relazione con i dipendenti e il
proprio ruolo di consulente ed educatore. Il lavoro
non è solo un luogo ma qualcosa che facciamo. È
uno stile di vita e il ruolo del professionista IT sta di-
ventando sempre più strategico in quanto lo scopo
è quello di supportare le aziende affinché siano agili
e in grado di ampliare la produttività.
In risposta a queste esigenze, Cisco sta fornendo la
tecnologia di rete che consente di gestire central-
mente, e automatizzare, sicurezza e controllo degli
accessi per qualsiasi dispositivo in tutta l’organizza-
zione, così come incorporare il video e la voce nei
processi di business. La buona notizia è che i di-
partimenti IT possono consentire ai dipendenti di
essere produttivi e soddisfare il loro desiderio di so-
cial networking su dispositivi personali o aziendali
grazie all’agilità e alla flessibilità offerta da un’archi-
tetturale di rete che integra switching, routing, si-
curezza, wireless e gestione in un’unica piattaforma
per semplificare le attività dell’IT nel soddisfare
queste esigenze, riuscendo a mantenere elevato il li-
vello di sicurezza aziendale”.
“Il successo dell’introduzione di un nuovo progetto
di mobilità in azienda a supporto di uno o più
processi di business passa per la perfetta orche-
strazione di tutte le componenti coinvolte, dalla ap-
plicazione stessa e da come viene resa disponibile
e fruita sino alla gestione della flotta di dispositivi,
un insieme di elementi decisamente complesso”,
dice Andrea Maggioni. “Confermando quanto af-
fermato da analisti come IDC (secondo cui le
aziende europee sono favorevoli alla razionalizza-
zione dei progetti di mobility rivolgendosi a ‘trusted
advisor’ cui affidarsi in outsourcing), a un operatore
come BT tipicamente le aziende chiedono di farsi
carico dell’intera soluzione, interfacciandosi op-
portunamente con i soggetti specializzati nella rea-
lizzazione della applicazione e occupandosi diret-
tamente delle componenti di hosting e gestione
dell’applicazione stessa e di tutti i servizi di Mobile
Device Management (oltre alla fornitura degli asset
e alla loro gestione fisica anche l’inventario dei de-
vice con dettagli delle applicazioni installate, con-
figurazione over the air (OTA) e distribuzione di ap-
plicazioni, applicazione di policy – inclusa la
limitazione di traffico dati in roaming - protezione
dei dati aziendali grazie alla possibilità di reset,
lock e wipe remoto, definizione e applicazione di
policy di sicurezza”.
“Un progetto di mobilità viene spesso sottovalutato
dal punto di vista dei processi che lo abilitano, ne
incentivano l’uso e lo supportano”, dice Gianfranco
Ulian. “Ovvio che le varie componenti hardware,
software e le necessarie personalizzazioni vadano
considerate, ma per queste – con un supporto si-
stemistico competente come quello messo a dispo-
sizione dal team di Solution Architect di Siemens
Enterprise - si trova sempre un compromesso va-
lido. Abilitato il progetto di mobilità, và però, al-
meno in parte, adattato anche il modello organiz-
zativo. Utilizzare strumenti nuovi per continuare a
fare le cose nello stesso modo può non catalizzare
l’efficenza attesa; è come, con un esempio para-
dossale, abilitare la fruizione in mobilità di tutte le
applicazioni aziendali ma riconoscere l’attività
svolta solo in associazione al passaggio del badge
che rileva la presenza in sede dell’utente. Sarà più
difficile per il management gestire e valutare ri-
sorse in mobilità, soprattutto per le funzioni meno
Fonte: ricerca 2010 dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della
School of Management del Politecnico di Milano
Stato di adozione del Cloud
nelle grandi aziende italiane
Terminale Cisco Cius
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