novembre 2011
office automation
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numerosi. La gestione del data center è cambiata in
modo ancor più drastico: i server presenti sono ti-
picamente meno numerosi, più performanti e più
utilizzati rispetto al passato, secondo la regola ormai
imperante del fare di più con meno. Se una volta
ogni server era utilizzato al 30% della sua potenza,
oggi percentuali del 70-80% sono la norma. E la con-
centrazione di servizi e applicazioni ha contribuito ad
abbattere i costi legati all’alimentazione e al condi-
zionamento. Non è raro trovare oggi data center
che, al termine del processo di consolidamento dei
server, hanno un fabbisogno energetico 2 o 3 volte
inferiore rispetto a prima. Inoltre, i data center hanno
guadagnato molto in flessibilità e gestibilità, diven-
tando di fatto un supporto sempre più concreto al
business, che ora può contare su risorse ottimizzate
e sempre disponibili”.
Dario Bonavitacola
, re-
sponsabile della dire-
zione infrastrutture tec-
nologiche, servizi e
sicurezza, del gruppo
Cedacri, dichiara: “Ne-
gli ultimi anni la conce-
zione stessa dei data cen-
ter è cambiata: da
‘semplice’ allestimento di
spazi (gestione dello
spazio e mantenimento
della continuità in ter-
mini di impianto elet-
trico e di cooling) a forte
focalizzazione su questioni legate all’impatto am-
bientale, sia in termini di compliance normativa che
di investimento proattivo (utilizzo di materiali, ri-
sparmio energetico, impatto sulle emissioni inqui-
nanti). A tale riguardo Cedacri sta ultimando il pro-
prio sito di Castellazzo Bormida improntato
all’efficienza energetica, grazie a un alto livello di iso-
lamento ambientale per ottimizzare la potenza refri-
gerante, tecniche di raffreddamento innovative e
parziale autoproduzione energetica mediante pan-
nelli solari. Una seconda tendenza emersa è la minore
importanza della prossimità del data center rispetto
al luogo di utilizzo, grazie alla disponibilità di banda
trasmissiva e alla diminuzione del digital divide, con
un conseguente trend di aggregazione dei data cen-
ter, che possono essere localizzati lontano dai grandi
nodi di fruizione mantenendone inalterate le pre-
stazioni. Per quanto concerne i servizi richiesti, si ri-
scontra una forte correlazione con la maturità del
cliente, divisa in tre fasi: housing, hosting ed out-
sourcing/application management. In un primo
tempo il cliente mantiene le conoscenze e il servizio
di gestione esternalizzando solo l’allocazione degli
spazi tecnici; quindi, superata un’iniziale resistenza
al cambiamento e fatta la valutazione del rischio, dà
in carico all’outsourcer il funzionamento e la ge-
stione dei sistemi base, mentre nella terza fase re-
motizza anche la parte applicativa e di servizio”.
Un’evoluzione che continuerà
Ma quali sono le tendenze per i prossimi anni, in am-
bito data center ? “Grazie alla diminuzione dei vin-
coli alla remotizzazione, prevediamo un aumento
di scala dei data center, con un contestuale cambia-
mento nella loro progettazione”, dichiara Bonavitacola.
“Infatti, pur continuando il trend di aggregazione, i
nuovi siti presenteranno spiccate caratteristiche di
modularità. All’interno di impianti sempre più ampi,
saranno predisposte solo le infrastrutture di base,
mentre la componente di cooling ed erogazione del-
l’energia, adeguatamente predisposta a livello di
spazi, sarà implementata solo su specifica esigenza
del cliente. Se, infatti, la fase di costruzione fisica del
centro è quella che richiede più tempo, la sua im-
plementazione tecnica, supportata da un’adeguata
capacità di investimento, permette di coniugare al
meglio le esigenze di ottimizzazione delle risorse
dell’outsourcer con quelle di time-to-market del
cliente. Considerando che la prossimità dei data cen-
ter è un problema sempre meno rilevante, la scelta
della loro collocazione dipende soprattutto dall’otti-
mizzazione dei costi di approvvigionamento del-
l’energia e dalle condizioni di sicurezza. Anche se
questi siti diventano sempre più efficienti in termini
di consumi, nel complesso la loro densità di aggre-
gazione ne fa degli ‘energivori’, rendendo la possibi-
lità di approvvigionamento di energia a buon mer-
cato la voce di scelta principale, seguita dalle
condizioni di sicurezza (delocalizzazione in aree che
siano prive di rischi sismici e di alluvione)”.
Secondo Nalon, le aziende devono iniziare a investire
nell’ottica di rendere i propri data center sempre
più flessibili, organizzandoli per rispondere di volta
in volta alle mutevoli esigenze organizzative, accele-
rando i tempi di IT provisioning e identificando le
tecnologie e le opzioni di sourcing più adeguate.
Inoltre, sarà sempre più necessario mettere a dispo-
sizione dei clienti gli strumenti e le tecnologie che
Dario Bonavitacola, responsabile
della direzione infrastrutture
tecnologiche, servizi e sicurezza,
del gruppo Cedacri