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giugno 2013
MWatt di potenza impegnata, 53 gruppi elettroge-
ni, 104 UPS, 48 gruppi refrigeratori e 20mila server
alimentati. I data center sono predisposti per una
connessione a internet attraverso linee multiple
per una capacità complessiva di oltre 5 Gbit/s e
sono dotati di sistemi di condizionamento, gruppi
di continuità, generatori elettrici, sistemi antincen-
dio e monitoraggio attivo 24x7.
“Abbiamo cercato, e trovato, un punto di equilibrio
tra tutte le forze in gioco provando a massimizzare
i vari macro elementi in modo da essere competitivi
in termini di qualità, affidabilità, sicurezza e posi-
zione sul mercato, visto che l’azienda ha da tempo
deciso di rispondere anche alle richieste esterne di
colocation, ovvero l’implementazione di nuovi ser-
vizi rivolti alla clientela interna ed esterna al Gruppo
Telecom Italia”, ha puntualizzato Martiello.
I data center di Cesano Maderno, Bologna, Pomezia,
Roma- Oriolo Romano e Bari sono stati dichiara-
ti conformi agli standard della ‘Tier Classification’
dell’Uptime Institute, secondo la risultanza di studi
professionali realizzati da docenti universitari con
una classificazione media di T3+ e un PUE annuo
medio di 1,6.
Il modello cloud: la scelta
di Ferrovie dello Stato
Il Gruppo Ferrovie dello Stato, la più grande azien-
da di trasporto del Paese e tra i primi operatori nel
mercato europeo, ha un organico di 70.000 dipen-
denti e muove ogni giorno 9.600 treni su tutta la
rete nazionale.
La trasformazione di Ferrovie dello Stato coincide
con la scelta, nel 2010, di affidare in outsourcing
i servizi di ICT. Negli ultimi quattro anni Ferrovie
dello Stato ha quindi assunto una nuova dimensio-
ne aziendale, passando da una gestione in-house
interna a un sistema informativo in cloud. Significa-
tivi i vantaggi in termini di contenimento dei costi,
sia a livello hardware che energetico, di razionaliz-
zazione della struttura dei data center e di qualità
del servizio. Questa l’opinione di
Alessandro Mu-
sumeci
, direttore centrale sistemi informativi del
Gruppo Ferrovie dello Stato. “Siamo passati da un
contratto che prevedeva acquisto di server - spiega
Musumeci - a un accordo che prevede il rispetto
di predeterminati livelli di servizio (SLA) e che si
aspetta dai fornitori l’erogazione di specifiche ca-
pacità progettuali. Da un sistema informativo che
prevedeva la distribuzione dei sistemi sul territorio
alla centralizzazione dei sistemi e delle basi di dati,
dall’implementazione di sistemi ‘ad hoc’ all’adozione
di soluzioni standard, con la possibilità di interagire
con una pluralità di partner”. Gli elementi caratte-
ristici del nuovo contratto in modalità outsourcing
si basano principalmente su sostenibilità ambien-
tale, supporto alle esigenze di business continuity
ed evoluzione della sicurezza logico-fisica.
Per gestire al meglio un data center di grandi dimen-
sioni, il CIO di Ferrovie ritiene che occorra rendere
l’infrastruttura efficiente, cioè creare una struttura
compatibile in termini di costi alle esigenze aziendali,
facendo evolvere l’ambiente tecnologico in modo
tale che sia in linea con le necessità di business e
garantendo che le informazioni siano sempre ac-
cessibili e disponibili.