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giugno 2013
ha già registrato un discreto successo, sia in Italia
che all’estero, presso Paesi che stanno vivendo un
momento di forte dinamismo come la Slovenia e
l’Austria. Un altro bacino d’utenza interessante è
quello dei distretti e delle reti d’impresa che ne-
cessitano di strumenti IT efficaci e convenienti per
mettere a fattor comune esperienze e competenze.
Giovanni Longoni
, chief executive officer di ASP
Italia - Secondo noi cloud significa mascherare - non
nel senso di nascondere ma di rendere semplice -
l’Information Technology, un mondo che in realtà
diventa sempre più complesso ma che l’impren-
ditore medio fatica a comprendere e, soprattutto,
non vuole più governare. Dal nostro punto di vista
l’espressione più pura del cloud è il SaaS: i clienti
non vogliono sapere dove risiedono le applicazio-
ni, ma cosa fanno e se sono congruenti con il loro
business. In altre parole non bisogna più discutere
di tecnologie ma di servizi: come, dove, quando e
a chi vanno erogati. Il servizio andrebbe misurato
in base al ritorno che offre in termini di efficienza,
riduzione dei costi e apporto di una nuova cultura
basata su trasparenza e collaborazione. Purtroppo,
anche a causa della consumerizzazione dell’IT, que-
sti valori vengono dati per scontati. La tentazione,
per le aziende, è quella di utilizzare le tecnologie
nate nel mondo consumer anche sul lavoro, indif-
ferenti ai rischi che questo comporta. Senza con-
tare che gli attori, lato offerta, sono sempre di più:
gli operatori di telecomunicazioni, i grandi vendor
hardware e software, i principali player del web…
La competizione, insomma, si sta facendo sempre
più serrata. Sicuramente si consolideranno i grandi
player internazionali, in grado di fare economie di
scala planetarie. Fortunatamente, però, ci saranno
sempre imprenditori più attenti, che vogliono ave-
re interlocutori reali con cui interfacciarsi e servizi
‘su misura’. Ci dovrebbe essere spazio per tutti,
insomma, a patto di saper mettere a punto offerte
adeguate.
Quali sono secondo voi le tematiche che
oggi possono valorizzare l’offerta di un pro-
vider di servizi cloud rispetto a quelle che
supportano la proposizione dei fornitori che
offrono tecnologie abilitanti per il cloud?
Enrico Celotto
, KPNQwest - Chi oggi detiene le
infrastrutture possiede un valore intrinseco, anche
perché in Italia i player in grado di proporre un’in-
frastruttura consolidata sono abbastanza pochi in
relazione all’ampiezza potenziale del mercato. Chi
possiede l’infrastruttura, quindi, è pronto a inter-
cettare quasi tutta la domanda, in particolare per
ospitare cloud privati. Nel nostro caso, siamo in gra-
do di erogare servizi via web con tempi di delivery
molto rapidi. Ritengo che questa capacità di ridur-
re drasticamente il time-to-market rappresenti un
vantaggio competitivo nei confronti di altri player, a
cominciare dai grandi vendor hardware e software.
Stefano Sordi
, Aruba - Le leve del valore sono quel-
le classiche: time to market, flessibilità, sicurezza,
non parlerei di semplice risparmio economico ma
di ottimizzazione. Con la tecnologia cloud si otti-
mizzano gli investimenti pagando solo quello che
si usa e investendo in risorse IT solo quando se ne
ha bisogno e disinvestendo quando il bisogno viene
meno, arrivando a poter gestire questa flessibilità
anche nell’intervallo di poche ore. Per quanto ci
riguarda riteniamo che il nostro punto di forza sia
quello di aver fatto gradi investimenti in tecnologia
Tavola Rotonda - Servizi Cloud
Gabriele Prati, amministratore delegato Pradac Informatica
Giovanni Longoni, chief executive officer di ASP Italia