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giugno 2013
Nel corso del 2012 e nella prima metà del 2013 ha
preso vita anche in Italia una consistente offerta di
servizi ICT disponibili attraverso il modello del cloud
computing, un paradigma affascinante ma non del
tutto nuovo, se lo si interpreta come la possibilità
di accedere alle risorse informatiche tramite web.
La promessa è quella di realizzare progetti che in
passato avrebbero richiesto ingenti investimenti e
tempi lunghi in pochi giorni, pagando solo l’utilizzo
delle risorse IT realmente impiegate. Una promessa
che le aziende italiane reputano molto allettante,
come emerge da una recente ricerca condotta da
NextValue su un campione di 142 medio-grandi
aziende attive nel nostro Paese che evidenzia come
il 69% del campione si dichiari disponibile - in li-
nea di principio - a considerare il cloud computing
come un’opzione interessante per la propria orga-
nizzazione.
L’offerta, visto che il mercato dei servizi cloud sem-
bra poter godere in futuro di grande successo, si
sta progressivamente adeguando: stanno infatti
emergendo attori, più o meno nuovi, decisi a pun-
tare proprio sui servizi cloud.
Ma quali sono le caratteristiche della domanda? L’I-
talia è pronta per il cloud? Cosa bisogna fare perché
un mercato potenziale diventi una realtà concreta?
Per dare una risposta a queste domande abbiamo
realizzato una Tavola Rotonda con alcuni opera-
tori impegnati su questo fronte: ne è scaturito un
confronto molto interessante, che, come spesso
accade, presenta luci e ombre.
Quali sono i driver che guidano l’adozione
di servizi cloud, e, più in generale, qual è
la situazione attuale del mercato italiano?
Davide Suppia
, sales & marketing Director Colt - In
Italia, come nel resto del mondo, la crisi che stiamo
attraversando ha enfatizzato il fatto che le teleco-
municazioni stanno diventando una commodity: fino
a ieri un operatore doveva garantire la banda e la
qualità di trasmissione, ma oggi queste sono prati-
camente date per scontate. Per questo un’azienda
come Colt, nata nel mondo delle tlc, ha deciso di
diversificare: il cloud ha aperto molte strade, an-
che perché i servizi che vengono erogati in questa
modalità non sono connection-less. Al fine di com-
plementare la nostra offerta abbiamo anche deciso
di crescere per linee esterne, come testimonia l’ac-
quisizione, lo scorso anno, di ThinkGrid, una società
che ha sviluppato una delivery platform end-to-end
che include provisioning, gestione e fatturazione,
una piattaforma collaudata e scalabile tramite la
quale abbiamo ridotto notevolmente il nostro time-
to-market. Dal nostro osservatorio notiamo che, ad
oggi, le PMI stanno muovendo i primi passi verso
il cloud e in generale si avverte una certa cautela:
uno dei maggiori timori riguarda la disponibilità
dei dati, si teme infatti che, esternalizzando i ser-
vizi, una rete non affidabile possa compromettere
la continuità del lavoro. Nelle aziende più grandi la
Servizi cloud:
l’Italia è pronta?
L’interesse c’è, ma i nodi da sciogliere sono tanti. Uno su tutti:
come cambia la catena del valore? Le posizioni possono essere
diverse, ma, facendo fronte comune, il mercato si amplierà
rapidamente, consentendo a tutti di cogliere nuove opportunità.
Raffaela Citterio
TAVOLA ROTONDA – servizi cloud