Office Automation Giugno 2013 - page 51

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nali. Nel suo insieme, quindi, il mercato appare ri-
cettivo. Anche le PMI cominciano ad avvicinarsi al
cloud, orientandosi sul cloud pubblico per ridurre
al minimo, al proprio interno, le complessità lega-
te all’IT. E’ indubbio che c’è ancora molta strada
da fare: da un lato bisogna fare cultura, spiegare i
vantaggi offerti da questo nuovo modello, dall’altro
vincere le resistenze perché, come si diceva, questo
modello porta con sé nuovi processi, trasformazioni
organizzative, aggiornamenti nelle competenze e
cambiamenti di ruolo: queste sono tutte novità e
trasformazioni a volte complesse che devono es-
sere governate.
Gabriele Prati
, amministratore delegato Pradac In-
formatica - Pradac utilizza il paradigma del cloud
per potervi inserire all’interno applicazioni terze.
Di fatto, con l’offerta Fully, ci proponiamo come
broker del cloud, un approccio innovativo indivi-
duato anche grazie alla consulenza di un analista
del calibro di Gartner. Quindi noi operiamo su un
altro livello, non ci occupiamo di IaaS o PaaS, sia-
mo anzi clienti di diversi operatori, alcuni dei quali
siedono a questo tavolo. Il nostro obiettivo è quel-
lo di rendere disponibili servizi realmente utili alle
aziende, soprattutto a quelle di dimensioni medio
piccole, che però guardano ancora al cloud con
una certa diffidenza. Temono per la sicurezza dei
dati, che in realtà, a volte, sono più sicuri sul cloud
che all’interno, grazie agli Sla. Per superare queste
barriere spesso proponiamo un approccio ibrido:
disponiamo infatti di un system aggregator che per-
mette di trasportare all’esterno, in modo rapido e
sicuro, i dati di un server o di uno storage interno.
Utilizziamo come sistema di integrazione Micso, un
provider che consente di usufruire di servizi terzi
in modo semplice e sicuro. Un ostacolo alla diffu-
sione del cloud, secondo noi, è rappresentato dal-
la grande confusione che circonda ancora questo
tema anche a causa di alcune offerte commerciali
particolarmente aggressive e fuorvianti, che fanno
presa soprattutto presso le aziende che non hanno
un vero e proprio dipartimento IT e che non si ren-
dono conto che, sotto la punta dell’iceberg, ovvero
la disponibilità del servizio, vi sono attività di ma-
nutenzione e aggiornamento che non si esaurisco-
no all’atto della vendita. Per il futuro, comunque,
siamo abbastanza ottimisti. Partito da poco, Fully
Enzo Bagnacani, marketing infrastructure solutions director
business di Telecom Italia
Seeweb
Seeweb nasce nel 1998. La focalizzazione dell’offerta sugli
aspetti tecnologici, strutturali, di qualità del servizio porta
alla costruzione di una propria server farm a livelli di ec-
cellenza tecnologica quanto a infrastrutture informatiche,
sistemistiche e di rete e alla creazione di una linea di pro-
dotti di hosting e housing estremamente competitivi in
termini di tecnologia, qualità, scalabilità e rapporto prez-
zo/prestazioni. Nel 2005, in concomitanza con l’apertura
del data center in Caldera (Milano), Seeweb si colloca tra
le prime compagnie nazionali del settore.
L’offerta dei primi servizi cloud risale al 2009, e oggi la so-
cietà si caratterizza come pure player, offrendo una gam-
ma di servizi di cloud computing a 360º: cloud hosting,
cloud server, cloud infrastructure, cloud storage, cloud
streaming.
Telecom Italia
Telecom Italia offre oggi infrastrutture e piattaforme tec-
nologiche su cui voce e dati si trasformano in servizi di te-
lecomunicazioni avanzati e soluzioni ICT e media all’avan-
guardia. Vicinanza al cliente e innovazione sono le parole
chiave del Gruppo con un’organizzazione snella e centra-
ta sulla qualità del servizio, offerte semplici, attenzione ai
momenti di contatto con la clientela e costante attività di
ricerca e sviluppo.
L’offerta attraverso cui l’azienda intende portare le azien-
de del nostro Paese nel cloud è stata battezzata ‘Nuvola
Italiana’. Deriva dalla lunga storia maturata da Telecom
Italia in qualità di erogatore di servizi IT e dal progetto
Next Generation Datacenter che ha portato la stessa Tele-
com Italia a cambiare in modo radicale il proprio modello
di fruizione dell’IT.
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