temente acquisita da salesforce.com, è uno dei fornitori di ser-
vizi PaaS in maggior crescita a livello mondiale e offre solo prezzi
in dollari Usa. La mancanza di prezzi in valute locali introduce un
rischio di cambio. Le potenziali fluttuazioni della valuta influiscono
sulla proposta di valore di un servizio cloud, in particolare se la
scelta di questa soluzione è dettata anche da motivazioni di
costo. Questo rischio può essere considerato anche come
un’opportunità; i servizi cloud denominati in una valuta estera
possono rappresentare una copertura naturale se la valuta è
quella di un mercato in cui l’azienda è presente, o se è correlata
in modo più stretto a valute utilizzate dai clienti.
Spese Internet.
Un’infrastruttura Internet di qualità aziendale
rappresenta una necessità tecnica per l’adozione su larga scala
dei servizi cloud, e oggi nelle economie mature è un’opzione am-
piamente disponibile con costi relativamente contenuti. Le
aziende di grandi dimensioni tendono a stipulare contratti con
più operatori per mitigare i rischi legati alla connettività. Alcune
economie emergenti, come il Messico, hanno costi più elevati
per la connettività a Internet e la concorrenza tra i fornitori è mi-
nima, fattori che possono determinare costi più elevati per l’ero-
gazione dei servizi cloud. I costi per transazione elevati dei servizi
cloud pubblici spingono necessariamente i manager IT di questi
mercati a valutare alternative cloud private che non presentino
lo stesso carico finanziario. Lo spettro più ampio dei sistemi IT
back-office sviluppati internamente rispetto a quello che si ri-
scontra nelle economie mature può anche comportare maggiori
problematiche di integrazione e richiedere perciò il ricorso a so-
luzioni personalizzate e la disponibilità di un personale compe-
tente per una molteplicità di servizi cloud.
Contratti e Sla per i servizi cloud.
Le norme con-
solidate per gli Sla di hosting gestito e l’ar-
chitettura dei contratti di servizio in ge-
nerale rappresentano uno schema di
riferimento di cui i fornitori di
servizi cloud devono tener
conto, o replicare, nelle pro-
prie offerte. Tuttavia, anche
nei mercati in cui il cloud
computing è un tema di
grande interesse, gli
Sla per i servizi cloud
tendono a essere
molto meno maturi
degli Sla tradizionali
per l’hosting gestito.
I Cio esperti delle
economie mature co-
noscono bene la for-
mulazione generale dei
contratti e possono confrontarli con un ampio portafoglio di con-
tratti già stipulati in precedenza con importanti fornitori di servi-
zi IT. Nei mercati emergenti, l’accesso a queste norme standard
e le possibilità di confronto sono spesso limitate a un numero più
ristretto di aziende. Nelle economie mature, i principali fornitori
di servizi cloud offrono soluzioni self-service; nei mercati emer-
genti, che presentano un contesto solitamente meno maturo per
l’hosting gestito e i servizi cloud in generale, i fornitori di servizi
cloud dovrebbero investire maggiormente in metodi di vendita per-
sonali. Occorre inoltre ricordare che, in alcuni casi, le aziende sono
più interessate a stipulare un contratto a lungo termine per ga-
rantirsi una certa stabilità che a massimizzare il risparmio eco-
nomico.
Disponibilità di personale qualificato.
Potendo offrire prezzi
più bassi di quelli delle società di servizi delle economie mature,
diversi outsourcer indiani che offrono servizi nelle aree della con-
sulenza, dei processi finanziari e dei processi aziendali – come In-
fosys Technologies, Tata Consultancy Services e Wipro
Technologies – sono diventati grandi operatori globali. La strate-
gia di concorrenza sui costi perseguita da queste società è ora
sfidata dalle offerte di operatori emergenti nell’area BRIC (Bra-
sile, Russia, India e Cina) e dalle condizioni più difficili del mercato
del lavoro. Diventa perciò particolarmente importante eseguire
un controllo rigoroso sui costi e verificare che i nuovi progetti pre-
sentino un Roi a breve termine. Sotto la disciplina dell’agenzia
governativa STPI, i grandi fornitori di servizi e tecnologie indiani
hanno istituito quasi ovunque i propri parchi tecnologici, che si
estendono per decine di ettari e possono impiegare decine di
migliaia di dipendenti. Ogni campus è dotato di un proprio ge-
neratore di energia, di un proprio impianto per la purificazione
dell’acqua e di una propria infrastruttura di telecomunicazioni.
Inoltre, i grandi fornitori indiani ricevono mediamente fino a 1 mi-
lione di curriculum l’anno, tra cui selezionano da 10.000 a 20.000
persone. Grazie alla loro notorietà, non hanno nessuna difficoltà
a reperire dipendenti qualificati. Questi gruppi hanno inoltre di-
mensioni sufficienti per poter implementare servizi cloud propri.
Ciò che vale per il mercato indiano, tuttavia, non vale necessa-
riamente per altre economie emergenti.
Politiche governative.
Mentre le società indiane scelgono il
cloud computing per ragioni di competitività, le società cinesi lo
fanno spesso per ragioni politiche. Il lancio del Cloud Compu-
ting Innovation Center di Shanghai è uno dei molti eventi con cui
il governo cinese ha dimostrato di perseguire aggressivamente
una posizione di primo piano nel settore del cloud computing.
Questo impegno strategico nel cloud computing incoraggia le
aziende a valutare e a investire in nuovi progetti in quest’area.
Ad esempio, IBM e la società cinese Range Technology stanno
realizzando un data center per il cloud computing da 55 ettari a
Langfang destinato principalmente a progetti della pubblica am-
CLOUD COMPUTING ED ECONOMIE EMERGENTI: OPPORTUNITÀ E PROBLEMATICHE
maggio-giugno 2011