Executive maggio - giugno 2011 - page 49

possono creare rischi di affidabilità e solidità dei fornitori di que-
ste aree.
Infine, solo pochi fornitori globali di servizi cloud hanno stabilito
una presenza significativa nelle economie emergenti; questo ha
determinato un aumento dei problemi associati alla latenza di In-
ternet e ha introdotto rischi associati alla domiciliazione dei dati
esterni e alla proprietà degli asset.
Vantaggi e rischi del cloud computing
I potenziali vantaggi del cloud computing sono ben documen-
tati: lo spostamento dagli investimenti di capitale alle spese ope-
rative; la minore complessità operativa; la promessa di un time to
market più veloce; la delega delle competenze non strategiche
a un fornitore di servizi; la possibilità per i fruitori dei servizi di ap-
profittare del ciclo di innovazione del fornitore.
Anche le problematiche sono chiare: minore controllo sugli asset
IT; il potenziale vincolo a soluzioni specifiche dovuto agli stan-
dard; il rischio di impatti sull’attività aziendale causati da interru-
zioni dei servizi dovute a guasti infrastrutturali; la difficoltà di
integrare servizi cloud spesso eterogenei sia con i sistemi on-
premises che tra loro; la curva di apprendimento delle piatta-
forme cloud multitenant avanzate; il costo incerto dei servizi
addebitati “al consumo”; l’impressione che il reparto IT venga
estromesso dal suo campo d’azione tradizionale a favore di for-
nitori di servizi cloud spesso meno familiari.
Comportamenti d’acquisto
I comportamenti d’acquisto possono variare enormemente a li-
vello di regione o di paese, perciò è molto difficile formulare tesi di
validità universale sulla diffusione dei servizi cloud. Sia gli acqui-
renti sia i fornitori dei servizi cloud dovrebbero evitare di formulare
ipotesi generali riguardo agli attributi specifici di determinate eco-
nomie o di determinate offerte: una soluzione che in un dato paese
o in una data regione funziona benissimo potrebbe non produrre
gli stessi risultati in un altro contesto. Ad esempio, le piccole e
medie imprese (Pmi) di Russia e India sono più interessate ai ser-
vizi cloud pubblici rispetto alle loro omologhe di Cina e Brasile,
mentre in questi ultimi paesi si osserva una maggiore propensione
delle aziende verso il cloud computing privato. In America Latina,
le spese IT tradizionali vengono gradualmente sostituite da inve-
stimenti nell’innovazione dei processi aziendali e nel cloud com-
puting. In generale, le organizzazioni latino-americane dimostrano
un minore interesse nei servizi cloud pubblici delle aziende che ri-
siedono in altre regioni, in parte perché questi servizi richiedono
infrastrutture più robuste per il supporto della banda larga.
Barriere all’adozione dei servizi cloud
Barriere finanziarie, tecniche e culturali.
Gli ostacoli di natura
finanziaria, tecnica e culturale all’adozione dei servizi cloud va-
riano molto da un mercato all’altro. Ad esempio, molte grandi
aziende statunitensi che operano in settori non tecnologici pos-
siedono buone competenze nella gestione di data center di
grandi dimensioni creati con forti investimenti di capitale. Nelle
economie mature caratterizzate da mercati di capitale liquidi e
con ampie disponibilità, i finanziamenti necessari per questi in-
vestimenti sono meno costosi di quanto non lo siano nelle eco-
nomie emergenti, dove è spesso più facile sostenere modelli di
pagamento basati sulle spese operative, come quello del cloud
computing. Inoltre, anche all’interno delle economie emergenti
possono esistere differenze significative in termini di disponibilità
di finanziamenti e di tassi di interesse tra aziende che presen-
tano obiettivi industriali verticali, valutazioni e modelli di business
differenti.
Sicurezza dei dati, affidabilità dei servizi e maturità dei for-
nitori.
La sicurezza dei dati, l’affidabilità dei servizi e la maturità
dei fornitori sono fattori di importanza critica per i manager IT
delle economie emergenti. Ognuno di questi attributi è implicita-
mente collegato al rischio finanziario e può avere un impatto ne-
gativo sui risultati:
• la perdita o l’esposizione dei dati possono incidere sul bilan-
cio aziendale e sul valore del marchio;
• le interruzioni di servizio possono incidere sui ricavi;
• il fallimento di un fornitore può avere un impatto sui suoi
clienti.
Garanzie.
Solo pochi fornitori di servizi cloud offrono garanzie
sufficienti a proteggere i clienti dal danno finanziario che potreb-
bero subire se i rischi sopra indicati dovessero realizzarsi. All’ini-
zio del 2009 Coghead, una start-up che offriva piattaforme
applicative in forma di servizi (PaaS), ha chiuso i battenti, lasciando
ai clienti un solo mese di tempo per trasferire i propri dati altrove.
Non essendo possibile effettuare la migrazione delle applicazioni
personalizzate dalla piattaforma proprietaria di Coghead, i clienti
di queste applicazioni hanno dovuto intraprendere a proprie spese
un processo di rifacimento completo. Benché gli asset di Co-
ghead e gran parte dei suoi tecnici siano passati successivamente
a SAP, i clienti di Coghead hanno dovuto fronteggiare l’emergenza
da soli. Situazioni di questo genere risultano certamente più diffi-
cili da gestire se i fornitori dei servizi cloud sono separati dai clienti
da un confine internazionale.
Valute locali.
Importanti gruppi tecnologici come Microsoft, IBM
e Oracle, ma anche società relativamente nuove (ma ben finan-
ziate) come salesforce.com e Google, tendono a istituire data
center locali e regionali per migliorare la qualità del servizio e l’al-
lineamento alle esigenze dei clienti. Le aziende dovrebbero ef-
fettuare i pagamenti nelle valute locali nei casi in cui il fornitore
abbia scelto come mercato prioritario una specifica economia
emergente. Molti fornitori di servizi cloud non hanno scelto paesi
emergenti come obiettivi strategici. Ad esempio Heroku, recen-
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