18
giugno 2013
lenti oftalmiche da ricetta, direttamente ai siti di
produzione di Carl Zeiss. “Non è una banalità per-
ché questo software è supportato da dei sistemi di
calcolo molto complessi e sofisticati”.
Lecaratteristichedel sistemainformativo
L’azienda ha circa 15 sedi in Italia e dispone di due
data center: uno più piccolo con sette macchine
server e il più grande a Castiglione Olona con una
ventina di sistemi, di cui una buona parte virtualiz-
zati. L’applicazione custom gestionale per la divisio-
ne oftalmica, in ambiente AS/400, è in outsourcing
presso una terza parte, come allo stesso operatore
sono affidati diversi sistemi in hosting di ambienti
pubblici a supporto dei clienti.
“All’interno di una VPN a livello globale certi ser-
vizi vengono già erogati dalla struttura corporate
con una logica pay per use in un ambiente ‘virtual
cloud’: per un utente che aggiungo o tolgo ho un
costo supplettivo o meno in base a un catalogo
servizi messo a disposizione a livello corporate”.
“Soprattutto in ambito storage, per i più svariati
motivi dovuti alle diverse normative, oggi non c’è
una predisposizione all’utilizzo del cloud puro. E’
chiaro però che la mia struttura può usufruire di
servizi erogati in questo ambiente virtual cloud
che possono essere forniti anche da terze parti.
Oggi presso il nostro outsourcer locale abbiamo a
disposizione alcune aree di storage che possono
essere co-utilizzate da diverse divisioni”.
A parte questo però, la gestione dello storage è in
gran parte affidata ai data center di Carl Zeiss Italy
in configurazione sia SAN sia interna ai server. Vie-
ne direttamente acquisito sul mercato e ogni anno
il volume da gestire è di qualche decina di TB. “Per
garantire servizio e prestazioni possiamo agire con
un’ampia autonomia di decisione, mentre su altri
punti seguiamo delle linee guida dettate dalle cor-
porate. C’è autonomia gestionale per comprare e
gestire localmente hardware, software e quant’altro;
ma dobbiamo garantire il più possibile la standar-
dizzazione dei sistemi. Questo per avere una ge-
stione coerente dei livelli di security, delle policy di
utilizzo dei sistemi e per disporre di un più sempli-
ce consolidamento dei dati sia finanziari di budget
di gestione dell’IT sia di parco hardware installato;
e con un occhio sempre attento alla possibilità di
affidare dei servizi in outsourcing”.
La gestione della domanda
Per quanto riguarda server e storage, le dinamiche
di acquisizione sul mercato di queste risorse sono
radicalmente cambiate rispetto al recente passato:
“Dal mio arrivo nel 2012, l’esercizio che cerchiamo
di fare è quello di predisporre una programmazione
più strutturata di questi acquisti – spiega Pignatelli.
Oggi non ragioniamo più con la logica di compie-
re un grosso investimento in un sistema di storage
particolarmente potente che poi magari può risul-
tare sovradimensionato per un lungo periodo di
tempo. Per razionalizzare i costi dei sistemi e ren-
derli più efficienti tendiamo a seguire la domanda
cercando di ragionare con un approccio proattivo
ma commisurato all’esigenza”.
L’obiettivo è seguire la domanda del business, evi-
tando il più possibile invece di procedere per ‘grandi
progetti’, che implicano anche un supporto infra-
strutturale consistente. Una linea politica che però
può essere messa in discussione quando la corpora-
tion lancia grandi iniziative IT di standardizzazione.
Ma questa è l’unica eccezione.
“Normalmente ogni anno in sede di definizione del
budget IT facciamo delle stime in eccesso di quelli
che possono essere i volumi che andremo ad af-
frontare nei successivi 12 mesi, e su questo pianifi-
chiamo i nostri acquisti, cercando di scadenziarli nel
tempo. Verso metà esercizio le previsioni vengono
poi riviste, per capire se siano ancora in linea con
le richieste del business o meno, rivedendone la
pianificazione, in più o in meno, a seconda dei fat-
tori eventualmente cambiati. Quello che vogliamo
evitare è di trovarci con dei periodi di ‘sofferenza’
La voce degli utenti
Lo storage può diventare un servizio ai clienti
Lo storage di Carl Zeiss Italy oggi è centralizzato, ma un domani potrebbe essere anche più distribuito: “Attualmente,
per esempio, se un cliente ha un problema perché una macchina genera un’immagine di tipo medicale che non è co-
erente con le proprie aspettative, non potendo condividere queste immagini di grandissime dimensioni per i vincoli
d’accesso alla VPN aziendale, spesso si presenta la necessità d’intervenire in loco con un tecnico che va a controllare
quale possa essere il problema – racconta Luigi Pignatelli, ICT manager della società. Se invece fossimo in grado di
acquisire in casa l’immagine del cliente per analizzarla, ottimizzandone l’acquisizione in un ambiente intermedio (fuori
dalla VPN aziendale), allora potremmo risparmiarci il costo e il tempo speso per il viaggio presso il cliente; e i tempi di
risposta del servizio sarebbero quasi immediati, con benefici anche sul fronte della relazione”.