Office Automation Giugno 2013 - page 14

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campo un processo così articolato e complesso.
Ma la soluzione del paradosso è semplicemente
detta: “Per reggere questo ritmo ho trovato come
estremamente comodo il discorso del noleggio dei
sistemi, che estendo a tutti gli apparati IT e non
solo a server e storage. Grazie a tale soluzione, tra
le altre cose, non mi devo più occupare della parte
di smaltimento dei vecchi sistemi che sta diventan-
do un processo veramente complesso e oneroso in
termini di tempo e burocrazia. Si pensi che è ne-
cessario ogni volta far intervenire un notaio perché
comunque i sistemi ricadono nei cespiti aziendali.
Con il noleggio posso quindi svecchiare facilmente
il parco macchine esistente”.
Questa formula che riflessi ha sui tempi di reazione
alle richieste ‘impellenti’? “Dal momento in cui con-
tatto il ‘noleggiatore’ al momento in cui faccio una
serie di valutazioni di offerte e scelgo le macchine
passa circa un mese. Per alcune richieste specifiche
può passare anche più tempo”.
Ma il vantaggio principale è la possibilità di dimen-
sionare di volta in volta l’intero sistema informati-
vo sulle necessità reali, risultando sempre in linea
con le ultime versioni delle tecnologie che si vo-
gliono implementare: “Per un’azienda molto ela-
stica e con un forte turn over delle risorse interne
anche il dimensionamento dei desktop è variabile.
Con contratti di questo tipo a canone mensile ‘va-
riabile’, nel momento in cui emerge una richiesta
di rinnovamento tecnologico, o il posizionamento
dei desktop per gli stagisti, il provider dietro una
riconfigurazione del canone mensile mi mette a di-
sposizione in tempi ragionevoli la mia richiesta di
cambiamento. Se per esempio decidessi di passare
a Windows 8, cosa che però non farò, posso de-
cidere molto velocemente quando sostituire tutte
le macchine”.
Il noleggiatore fornisce una serie di servizi a sup-
porto compresi nel canone, dall’assistenza online
all’help desk a più livelli. In ogni caso è l’unica in-
terfaccia con l’azienda utente che invece non deve
andare a cercare i diversi vendor dei sistemi quando
si verificano anomalie e malfunzionamenti.
Un vantaggio non di poco conto è poi il fatto che
l’azienda utente non deve compiere investimen-
ti nella continua formazione di personale interno.
Anche questo è un costo non indifferente che può
incidere in modo sostanziale sul budget IT di azien-
de medio piccole.
“Per evitare l’effetto di lock in del fornitore è sempre
meglio frammentare i propri provider. E’ una regola
che seguo non solo per l’hardware, ma anche per
il software applicativo e per la consulenza. Avere
più punti di riferimento è meglio, poichè un punto
di riferimento unico può venire a cadere per qual-
siasi motivo. Non so se forse si può parlare di un
‘cloud ibrido o pubblico’ con in realtà i sistemi in
casa; certo è che questo è l’unico modo per avere
qualità con poche risorse”.
La governance degli acquisti
di una banca ‘globale’
In una realtà globale molto estesa e complessa come
Deutsche Bank dal 2007 è stato avviato un pro-
gramma di standardizzazione di tutte le risorse IT.
Questo anche a seguito della firma di un contratto
per la gestione dell’infrastruttura valido per tutti i
Paesi europei con un player importante dell’offerta
di servizi di outsourcing.
In questo scenario quindi anche l’infrastruttura data
center di Deutsche Bank Italia è stata centralizzata
a livello europeo, principalmente in Germania, e a
oggi non esistono più data center operativi local-
mente nel nostro Paese di questa azienda, mentre
rimangono attivi in DB Italia alcuni server di servi-
zio per esigenze specifiche.
La voce degli utenti
“Mai trovarsi a dover dire... impossibile”
L’esigenza IT principale di Chantecler Capri è quella di essere in linea con le novità tecnologiche per evitare problemi
alle soluzioni software e applicative di cui necessita il business: “Già il prossimo anno sostituirò la configurazione rack
in cluster – afferma Claudio Nasti, direttore sistemi informativi della società. Per molte realtà non è un investimento
consistente, ma invece nel mio budget ha sicuramente un peso importante. Dovrò sostituire i server sui quali girano
le macchine virtuali, questo perché la nuova versione del virtualizzatore che utilizziamo non girerà più con i micropro-
cessori che attualmente abbiamo sul blade. L’azienda ha la necessità, ed è in questo senso mio dovere supportarla, di
essere sempre e in ogni momento sul mercato”.
Una infrastruttura IT non in grado di supportare anche le ultime tecnologie può avere una ripercussione molto negativa
sul business: “Oggi, per esempio, abbiamo il progetto di mettere in alcune boutique dei tablet che possono essere utili
al cliente per la consultazione della nostra offerta. Se la mia azienda mi chiede questa cosa, io devo essere pronto a
supportarla; sarebbe una sconfitta, soprattutto per me, se la mia risposta a questa richiesta fosse: impossibile”.
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