16
giugno 2013
performance iniziano a degradare, allora vengono
acquistate nuove lame per riportarle a quei livelli che
noi riteniamo ottimali. Dovendo agire con le diverse
società del gruppo che hanno dei focus di business
diversi tra loro, cerchiamo di
mixare risorse e richie-
ste per mantenere
adeguati i livelli di performance senza sprecare ri-
sorse di elaborazione e memorizzazione”.
Per la programmazione delle risorse sul fronte sto-
rage non ci sono problemi. Con l’investimento nel
2012 in una piattaforma enterprise che può arrivare
fino a 94 TB lo spazio disco a disposizione è ampio,
mentre la programmazione delle risorse server su
base triennale ha dei cicli di revisione in alcuni casi
di almeno sei mesi, ma in generale si tratta di un
processo annuale. “L’ambiente totalmente virtua-
lizzato ci permette di raggiungere, a seconda dei
diversi periodi dell’anno, un tasso di occupazione
RAM e CPU tra il 50% e il 60% dei server installati;
in questo momento riteniamo questo risultato sod-
disfacente. Per i prossimi mesi prevediamo però di
mettere in atto un programma di migrazione dalla
piattaforma di virtualizzazione attuale a quella di
un altro vendor. Le funzionalità delle due soluzioni
sono ormai allineate e con performance paragona-
bili. Oltre alla riduzione dei costi della manutenzio-
ne software, con la nuova piattaforma andremo
anche a coprire altre necessità come il backup
per gli utenti mobili e una parte di funzionalità
MDM, mobile device management, attualmen-
te gestite con un’altra soluzione”.
In questo contesto, la gestione delle ecce-
zioni non rappresenta generalmente un
problema: “La gran parte delle richieste
riesce a essere coperta dalla riserva di
capacità che abbiamo a disposizione.
Poiché in questa azienda non man-
cano mai idee e iniziative, la nostra
La voce degli utenti
Cloud? Non nei prossimi due anni
Gruppo Feltrinelli non ha progetti a breve in relazione al tema cloud computing: “La parte dei server decentralizzati
ancora operativi nella nostra infrastruttura in futuro dovrà essere rivista secondo i modelli del cloud privato o anche
in altre configurazioni – spiega Roberto Vidimari, system & network manager di LSI 150, società di servizi interamente
controllata dalla holding. Questo passaggio per ora non è stato ancora formalizzato, ma comunque stiamo valutando
tutte le offerte e le possibilità presenti nel mercato. Credo che questa evoluzione si attuerà nel giro dei prossimi due/
tre anni”.
In passato sono state fatte alcune sperimentazioni di servizi cloud erogati da terzi, ma senza risultati particolarmente
positivi: “Abbiamo visto che questo approccio non va bene per la nostra struttura, preferiamo ragionare in una logica di
cloud privato, dove siamo noi a governare il tutto, disponendo di adeguate competenze interne”.
Un giudizio di merito che però va oltre: “Anche su soluzioni più semplici, come quelle di posta elettronica o quelle di
tipo office, ci siamo accorti che i nostri livelli di servizio relativi alle performance di quanto potevamo assicurare inter-
namente erano comunque migliori rispetto a quelli offerti dai fornitori cloud”.
Il cloud computing implicherebbe inoltre anche un approccio organizzativo diverso da quello attuale: “Nel nostro caso
è importante assicurare velocità e rapidità nei tempi di risposta, che solo una struttura interna può assicurare. Per anda-
re in cloud inoltre bisognerebbe modificare i processi interni poiché non tutta la nostra struttura è abituata a ragionare
in termini di SLA… Nei prossimi tempi ci saranno cambiamenti significativi soprattutto sul lato ERP e si ragionerà molto
in termini di revisione dei processi”.