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giugno 2013
La PMI che deve ottenere qualità
con poche risorse
Chantecler Capri è una realtà d’eccellenza del nostro
Made in Italy attiva da oltre 65 anni nella produzio-
ne di gioielli. Nei primi Anni 2000, l’azienda decide
di intraprendere la sfida dell’internazionalizzazione,
aprendosi alla distribuzione tramite il canale who-
lesale e ottenendo un successo immediato. Opera
con alcuni negozi di proprietà e con una rete di ri-
venditori e di punti vendita in franchising riuscen-
do oggi a portare il proprio stile in tutto il mondo.
“Nel mondo del gioiello, così come probabilmente
in altri, i sistemi informativi sono molto utilizzati,
ma sono ritenuti più una necessità di cui non si può
fare a meno, piuttosto che una vera e propria leva
strategica per la crescita del proprio business – di-
chiara
Claudio Nasti
, direttore sistemi informativi
Chantecler. Proprio per questo quindi, nonostante
la mia sia una struttura leggera, abbiamo tutto l’IT
in outsourcing e personalmente coordino solo for-
nitori esterni. Il nostro data center è però all’interno
dell’azienda e penso che ci rimarrà per molto”. Una
realtà nei fatti descritti che oggi è comune anche
a imprese piccole e medie di altri settori, dove la
resistenza a portare fuori le informazioni è sicura-
mente molto forte soprattutto quando entrano in
gioco aspetti fondamentali per il business come la
protezione della proprietà intellettuale e dei brevetti.
La gestione di server e storage
Attualmente nel data center di Chantecler sono
attivi 17 server virtuali in configurazione rack e in
cluster, a questi si aggiungono due server fisici, un
sistema di storage esterno e alcuni sistemi per ge-
stire la ridondanza dei backup. “Abbiamo iniziato il
processo di virtualizzazione nel 2007 e negli anni
abbiamo seguito tutti gli aggiornamenti – spiega
Nasti. L’unica applicazione installata su un siste-
ma tradizionale è la piattaforma applicativa, tutte
le altre invece girano su macchine virtuali. Con il
prossimo anno però anche la piattaforma gestiona-
le verrà spostata su una nuova tipologia di sistema
virtualizzato. Entro il 2014 quindi disporremo di un
ambiente IT totalmente virtuale”.
Il sistema di storage esterno gestisce una decina di
TB e sono più che sufficienti: “Sono consapevole
di essere sovraccarico di capacità, ma è stata una
scelta necessaria per non avere problemi qualsiasi
cosa mi venga chiesta dal business”.
Una capacità che però non va sprecata. Anzi una
buona ottimizzazione degli spazi di memoria con-
sente di tenere il fattore volume dati sotto control-
lo, e quindi assicurare sempre quella capacità di
reazione che giustifica il sovradimensionamento:
“Costantemente mi occupo di gestire e verificare
che in azienda siano presenti i dati sicuramente in-
dispensabili e quelli necessari per la crescita. Inoltre
cerco di evitare di moltiplicare gli stessi documenti
che possono proliferare in modo incontrollato: ho
attivato un meccanismo di condivisione dei docu-
menti sulla intranet aziendale che evita al minimo la
diffusione in più copie della stessa versione di uno
stesso documento. Così come si produce tanta carta
in maniera inutile, in altrettanta maniera si produ-
cono grandi quantità inutili di volumi di storage”.
Anche in Chantecler l’obiettivo comunque è quello
di evitare gli sprechi e ogni innovazione tecnologi-
ca è realizzabile a fronte di un progetto che dia un
ritorno in parte immediato e in parte in un periodo
medio. Ciò non toglie che ogni due o tre anni venga
effettuato un ciclo di revisione dell’infrastruttura
IT, e quindi si proceda anche con la sostituzione di
diverse macchine.
Un paradosso apparente,
ma facilmente risolto
Può sembrare paradossale che in un’azienda dove
il direttore dei sistemi informativi è anche l’uni-
ca persona di staff dell’IT possa essere messo in
Claudio Nasti, direttore sistemi informativi Chantecler