Immagino che, come accade per altre figure manageriali,
occorra impegnarsi giorno dopo giorno per conquistare il
consenso dei vertici aziendali…
Se una critica va indirizzata a tutti noi che lavoriamo nel campo
della sicurezza, è quella di non essere stati sufficientemente chiari
e concisi nello spiegare al top management quello che facciamo
e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Questo vale ancor di più
nell’attuale momento storico. Le banche, per ovvi motivi più sen-
sibili alla materia, negli ultimi anni hanno cambiato pelle, diven-
Chi è Paolo Campobasso
Nato a Roma nel 1963, Paolo Campobasso ha trascorso
gran parte della sua vita professionale tra Europa, Stati
Uniti e Medio Oriente. Sposato con 3 figlie, ha frequen-
tato l’Accademia Militare di Modena ed è stato nominato
comandante nei reparti della Forza di Intervento Rapido.
Dopo l’Accademia ha frequentato la Scuola di Guerra,
dove ha anche partecipato ai master in comunicazione e
psicologia.
Paolo Campobasso si è congedato dall’esercito con il
grado di capitano ed è entrato nel team Hr di General Elec-
tric – Nuovo Pignone, dove è stato a capo di gestione e
qualità delle risorse umane. In questo ruolo ha ricevuto una
preparazione mirata al Total Quality Management. Inoltre,
Paolo ha conseguito un certificato “Black Belt” in Six Sigma.
In seguito, gli è stata offerta la posizione di Security Ma-
nager in GE Corporate, dove aveva la piena responsabi-
lità delle operazioni speciali. Si è poi trasferito – sempre
per GE Corporate – a Bruxelles e Dubai, in qualità di Se-
curity Director per Europa, Africa e Medio Oriente.
Nel gennaio 2007 ha accettato la carica di Group Chief
Security Officer di UniCredit, e ora è Senior Vice President
del Gruppo.
LA SICUREZZA? UN VANTAGGIO COMPETITIVO
tando vere e proprie aziende, con tutto quel che ne consegue. Il
nostro impegno è quello di innalzare i livelli di protezione e sicu-
rezza. Ebbene, nel corso della crisi economica degli ultimi due-
tre anni, seguendo logiche proprie del passato, avremmo dovuto
spendere più soldi, ed invece l’obiettivo è stato, e resta, quello di
garantire più sicurezza con una spesa minore.
In genere, alle attività di sicurezza delle aziende sono prepo-
ste persone provenienti dalle forze dell’ordine. Questo vale
anche per voi?
Direi proprio di no. La nostra struttura non è una caserma: su
180 persone, solo cinque me compreso vengono dal mondo mi-
litare e delle forze dell’ordine. E poi, contrariamente a quanto si
possa pensare, nel nostro department ci sono molte donne per-
ché io per primo sono convinto che siano portatrici di quella sen-
sibilità e quella attenzione ai dettagli che nel nostro mestiere
fanno la differenza. La (talvolta) minor competenza puramente
tecnica, è di gran lunga compensata dalla capacità di ascolto e
di dialogo. Mi sento di dire che il nostro lavoro in questi anni è
stato sicuramente più efficace grazie al fatto di aver messo in-
sieme sensibilità diverse così come esperienze e professionalità
provenienti da vari settori della Banca. Il team è infatti composto
da figure professionali che conoscono il business in tutte le sue
sfaccettature, poiché non si può proteggere quello che non si
conosce. Com’è possibile costruire un sistema che protegga se
stesso, anticipi un problema, individui una vulnerabilità, se non si
conoscono bene i processi aziendali o le logiche di una deter-
minata area di business? La nostra è un’attività cross-functional,
dalla banca retail, a quella corporate, private, al back-office.
Il Dipartimento Sicurezza di UniCredit cresce, si rafforza, o…?
In questi anni, il Security Department è cresciuto molto. Solo
quattro anni fa era un’unità organizzativa, mentre oggi è una di-
rezione che riporta al Chief Operating Officer del Gruppo, ha un
rapporto diretto con il top management e ad esso riportano quat-
tro unità organizzative e due direzioni, e questo solo in Italia. Que-
sta evoluzione è la conseguenza naturale del fatto che sia stata
attribuita alla squadra la capacità di creare valore per il Gruppo
attraverso un servizio di qualità. Ciò è stato riconosciuto come
tale non solo dal top management, ma anche dai nostri colleghi
e dai clienti, sia quando si trovano in agenzia sia quando utiliz-
zano i canali telematici (carte bancomat, carte di credito, internet
e mobile banking).
Che impatto hanno leggi e norme internazionali sulla operati-
vità del Security Department?
È necessario premettere che UniCredit è un gruppo bancario
presente con un proprio network di agenzie in 22 Paesi in Eu-
ropa. In questo contesto (ricordiamo che il sistema bancario è
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maggio-giugno 2011