Executive maggio - giugno 2011 - page 19

INTERVISTA DI COPERTINA
A CURA DI PINO FONDATI
LA
SICUREZZA?
UN VANTAGGIO
COMPETITIVO
L
a conversazione con Paolo Campobasso è una sorta di brainstorming che tocca a 360 gradi
tutto lo scibile sulle tematiche della sicurezza. Alla fine, insieme con le informazioni che ci tra-
smette per scrivere l’intervista che potete leggere di seguito, resta la piacevole sensazione di una
persona dotata di forti competenze e di grande passione. Militare per formazione, manager per vo-
cazione, ha accumulato esperienze in molte contrade del mondo, soprattutto in USA e in Medio
Oriente, senza dimenticare i luoghi d’Italia dove ha lavorato. Dappertutto ha raccolto le esperienze
più diverse sul mestiere della sicurezza, arrivando a una conclusione: la sicurezza non può essere
interpretata ex-post, ma deve anticipare i fenomeni. “Il nostro Dipartimento” cita ad esempio “ha pre-
visto con largo anticipo le possibili ripercussioni sulla Libia a seguito delle rivoluzioni che hanno
coinvolto il Nord Africa, utilizzando tra le diverse fonti di intelligence anche i segnali provenienti dal-
l’analisi dei blog e dei social network”. Filosofia che ha riportato tal quale nelle attività quotidiane del
Security Department.
Dottor Campobasso, lei ha fatto della sicurezza integrata una bandiera. Qual è la visione
sottesa?
Nel settore bancario italiano, il Security Department di UniCredit è di fatto un caso unico. Nelle altre
banche, e nelle aziende italiane di ogni settore, le attività di sicurezza sono generalmente fram-
mentate tra varie aree organizzative. L’unicità del nostro Department deriva dall’aver integrato tutte
le attività inerenti alla sicurezza, come Antifraud, la Physical Security, Business Continuity e Crisis
Management, la Strategic Risk Analysis (legata agli scenari geopolitici nazionali e internazionali e alla
Business Intelligence), Data Protection, ICT Security. L’obiettivo è mettere a fattor comune gli ele-
menti utili a tutte le strutture aziendali, nessuna esclusa. Sottesa a ciò c’è la consapevolezza che
non può esistere una sicurezza fisica affidabile se non si dispone di una buona sicurezza informa-
tica, e non si riesce a svolgere un’attività antifrode in grado di proteggere i nostri clienti (e la banca)
se non si dispone di una sicurezza fisica e informatica altrettanto efficaci e coese.
Che tipo di figura è il Chief Security Officer? Quali caratteristiche deve possedere?
Nella mia esperienza si è rivelato fondamentale far parte di organizzazioni complesse e con tante
anime diverse come General Electric e UniCredit. In un contesto così articolato, il Cso deve sapere
interpretare le reali esigenze aziendali, essere l’interlocutore privilegiato del top management e saper
spiegare la valenza strategica della sicurezza e il suo valore nella conduzione del business. Deve
però anche essere in grado di individuare ottimi professionisti, leader nelle attività di sicurezza, e do-
tati di grandi capacità specie nella gestione di situazioni complesse. Il mio compito principale sta
nel valorizzare da un lato le capacità delle risorse interne e dall’altro nell’individuare skill di alto pro-
filo sul mercato del lavoro. Sappiamo bene che solo con l’eccellenza, che è il nostro obiettivo, si at-
traggono i talenti.
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