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Future Management

Nuove discipline e strumenti per generare futuro nelle organizzazioni

Milano - 01 Marzo 2018

 

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L’organizzazione è un sistema vivente, un insieme di relazioni e interdipendenze.

Come qualsiasi sistema vivente l’organizzazione si muove nello spazio, tra evoluzione ed estinzione, in una relazione tra due forze opposte. Da un lato quelle dinamiche che spingono verso il cambiamento per adattarsi il più fluidamente possibile a differenti e mutevoli contesti in cui siamo immersi; e dall’altro quelle di conservazione che vorrebbero preservare lo status quo.

L’organizzazione deve quindi essere fluida e dinamica per convivere con uno stato di continuo e accelerato cambiamento.

La realtà è liquida (cit. Zygmunt Bauman), e oggi lo è più che mai.

Ecco perché la figura e l’identità stessa del manager è in discussione e richiede un salto evolutivo urgente. Oggi, l’unico leader possibile è colui che sa generare futuro nell’organizzazione, promuovendone l’evoluzione, conoscendo e attuando quelle pratiche che rendono un’organizzazione capace di cogliere il futuro nel suo momento emergente, mentre la realtà cambia.

Le organizzazioni necessitano quindi di sviluppare una cultura aperta a una maggiore plasticità e a un orientamento al futuro mediante lo sviluppo di creatività e intuizione, così da poter vivere e operare in uno stato di costante cambiamento e innovazione.

Se l’azienda vuole mantenersi competitiva, deve poter disporre di manager capaci di interpretare, reagire e perché no prevedere il cambiamento, creando da esso opportunità per “giocare d’anticipo”, gettare le basi e predisporsi in modo maggiormente allineato alle sfide future.

Quindi anche il manager evolutivo deve essere “liquido”.

Ma come può essere considerata la sua eventuale “liquidità” nella funzione che gli è propria, ovvero quella di coordinare, gestire risorse umane, tecniche e finanziarie, produrre risultati, raggiungere obiettivi?

Si può dire che al manager oggi è richiesta una “visione sistemica” dell’azienda in quanto sistema vivente, che ne interpreti tutte le funzioni con approccio integrato.

Ecco quindi che non si può prescindere dalla formazione manageriale, che non potrà far a meno di offrire un mix di competenze tecnico specialistiche e competenze trasversali, focalizzandosi sulle tematiche del cambiamento, della flessibilità e della comunicazione. Le metodiche proposte dovranno agire sulla creatività e sul ruolo attivo dei manager.

Esistono, a questo proposito, tecnologie, pratiche efficaci e concrete per aiutare le organizzazioni e i suoi manager a ‘vedere’ la realtà, cogliere le discrepanze e le opportunità che stanno negli spazi interstiziali.

Quindi la domanda è:
• Di cosa hanno bisogno le organizzazioni per evolvere?
• Di quali qualità e competenze si deve dotare un manager che voglia portare le organizzazioni a essere evolutive e mantenere il passo rispetto a un contesto che cambia  a ritmi accelerati?
• Quale tipo di leadership favorisce l’emergere di queste qualità evolutive?

Per rispondere a queste domande, è necessario iniziare a volgere lo sguardo alle qualità dei manager evolutivi, come per esempio:
• Qualità di presenza, resilienza e consapevolezza di sé
• Capacità di ascolto e connessione empatica
• Capacità di comunicare efficacemente
• Sguardo sistemico e olistico alla realtà
• Capacità di accompagnare e generare il cambiamento
• Gestione del tempo
• Sviluppo dell’intelligenza collettiva e collaborativa
• Capacità di intervenire sulla cultura organizzativa e sul sistema di valori

Alla luce di tutto ciò il convegno si pone l’obiettivo di rispondere ai bisogni delle organizzazioni e dei loro manager, presentando soluzioni, tecnologie, metodologie e percorsi volti a generare futuro e innovazione, affinché le organizzazioni stesse possano evolversi per sopravvivere, stando al passo con il cambiamento.
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