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18/10/2017

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Riccardo Montanari

Work/Life Balance: questo sconosciuto

Come trovare il giusto equilibrio fra vita lavorativa e vita privata... mentre quello che può essere giusto per qualcuno, può non essere l’aspettativa di un altro.

© Olivier Le Moal - fotolia.com

Viviamo sin dai tempi della scuola due inizi e due fine dell’anno. Quello del calendario, che comincia il primo gennaio di ogni anno, e finisce al 31 dicembre e quello così detto accademico, ossia che finisce a giugno e ricomincia a settembre. Solo che nel business il rischio, è quello di non staccare mai. Mi ricordo che molto tempo fa rimasi impressionato dallo studio che citò uno dei miei maestri. Disse che una prestigiosa università americana aveva fatto uno studio identificando che diversi studenti usciti dal loro MBA e che avevano poi ricoperto incarichi prestigiosi, alla soglia dei quarant’anni circa avevano avuto un infarto. Ora, non voglio spaventare nessuno, ed è noto che gli americani sono molto orientati alla carriera per permettersi gli stili di vita che hanno sempre desiderato. Nel 2013 quando ero responsabile vendite per l’Europa dell’Est in una multinazionale nel settore delle telecomunicazioni, ho battuto il mio record personale di aerei presi in un anno, arrivando a prenderne circa ottanta e dormendo fuori casa ben 110 notti. Alla fine quindi tiriamo tutti fino ai limiti del possibile, sperando poi nelle sudatissime ferie, dove comunque ci stanchiamo a stare dietro ai figli, o non riusciamo mai a rilassarci veramente. Io ho spesso sentito persone in vacanza usare l’espressione ‘meno male che torno in ufficio’ oppure ‘non so cosa fare in vacanza’. Siamo così assuefatti dal lavoro che se ce lo tolgono andiamo in crisi. Il cervello rimappa la propria struttura e di conseguenza i propri comportamenti ogni tre settimane circa, quindi ci vorrebbero almeno tre settimane di ferie per riuscire ad abituarci a fare qualcosa di diverso da quello che facciamo ogni giorno. Ma non sempre è possibile.

Trovare il giusto equilibrio
Quindi, è fondamentale avere un giusto ‘work-life balancing’, ossia il giusto bilanciamento fra vita lavorativa e vita privata. La coperta purtroppo è corta, e se la si tira troppo da una parte (il lavoro) si fa carriera, si guadagnano un mucchio di soldi, ma lentamente la nostra vita si sgretola, perché questo è l’alibi che maggiormente ci diamo quando diventiamo dei così detti Workaholic, ossia alcolizzati di lavoro. Oppure, se all’opposto, ci dedichiamo alla nostra vita privata, ecco che restiamo fermi dove siamo, non facciamo carriera, e ci sentiamo comunque infelici. È estremamente importante, quindi, trovare quel famoso o famigerato equilibrio. E non è per nulla facile trovarlo. A complicare le cose infatti, c’è la questione che quello che è il giusto equilibrio, lo determiniamo noi, e quello che può essere giusto per qualcuno, può non essere l’aspettativa di un altro. Ho letto e ascoltato molte ricerche, interviste su questo argomento, ed ognuno dice la sua. In questo articolo, vorrei quindi darti alcuni strumenti utili, suggerimenti dettati dal buon senso. Uno su tutti, lo troviamo nel posto più inaspettato possibile. Devi sapere che sono un grande appassionato della saga di Guerre Stellari e come il saggio Maestro Yoda consigliava al giovane Luke Skywalker, vivi più che puoi nel presente. Quando stai facendo una cosa, pensa solo a quello che stai facendo in quel momento. Ultimamente va molto di moda anche la disciplina della Mindfullness, che ha come mantra l’espressione ‘Qui e ora’.

Qualche esempio pratico
Ecco qualche esempio pratico. Se hai deciso di andare a vedere la partita di calcio di tuo figlio, vai e goditi la partita. Sii presente, evita con tutte le tue forze di stare al telefono con i clienti o l’ufficio, non muore nessuno se per due ore non ci sei. Gli americani chiamano questo concetto ‘quality time’, tempo di qualità. Sii presente e dai alle persone o alla situazione che stai vivendo, del tempo di qualità. Detto questo, che ti può sembrare una cosa ovvia, la cosa più pratica che posso consigliarti, è di darti con la massima sincerità possibile, la risposta alla domanda:

Che cosa è davvero più importante per te in questo momento?

Può essere utile anche prendersi del tempo per sé stessi ogni giorno. Alcuni si alzano molto presto al mattino e meditano, oppure vanno a correre o a nuotare. Nei Paesi anglosassoni questo rituale si chiama ‘morning routine’. Un’altra strategia molto utile è chiedere al proprio partner o ai propri figli, di venire da noi a chiederci un po’ di attenzioni, secondo tempistiche che gli abbiamo dettato. Questo ci permetterà di uscire dallo stato di trance lavorativa, ed entrare in quella che viene definita come la ‘No work zone’. Dormire bene e sufficientemente, può essere un ulteriore strategia per poter affrontare meglio le priorità: quando gli impegni superano una certa soglia infatti, se non siamo più che riposati e lucidi è difficile pensare chiaramente. Paradossalmente funziona anche evitare di cercare di bilanciare tutto, e concentrarsi invece su quello che si deve fare, impostando semplicemente delle priorità. Insomma qualunque cosa si decida di fare per ottenere un giusto compromesso fra vita e lavoro, l’importante è il risultato.

Lo stesso approccio sul lavoro e nel privato
La gestione delle priorità, e del proprio tempo, non va fatta solamente per il mondo business. Va fatto in modo speculare anche per la vita privata. Non è affatto diverso. Se sappiamo cosa è più importante sul lavoro, lo sappiamo anche per quanto riguarda il nostro privato. Una risorsa molto utile per me è stata il libro “Il monaco che vendette la sua Ferrari” di Robin Sharma, un libro molto bello, che fa vedere la vita lavorativa e quella privata da una prospettiva diversa. Avrai capito che ci sono diverse cose che puoi fare per trovare una soluzione quando senti che la coperta è più corta di quello che pensavi, l’importante è che qualunque sia il metodo che hai identificato per porre rimedio alla vita stressante che vivi, di usarlo e metterlo in pratica! Per mia personale esperienza, le decisioni migliori - e attenzione ho scritto migliori, ma questo non significa che fossero facili - le ho prese durante i periodi di calma, mentre ero sotto l’ombrellone, o in montagna a fare una passeggiata. O quando il lavoro era un po’ calato e c’era più tempo per dissociarmi dalla situazione della quale ero in balia. Ecco perché sto scrivendo questo articolo, sperando che tu possa riprendere il controllo delle situazioni che ti stanno sfuggendo di mano. Se è importante concentrarsi su quello che si sta facendo in un determinato momento, ricorda che è importante anche avere in testa il quadro generale.

Concentrarsi sul momento, è diverso da essere ossessionati da quello che si sta facendo. Ci sono persone talmente assorte dalla loro routine che quando gli parli non ti ascoltano neanche, e questo è tra le principali cause di litigio all’interno della coppia. Spesso torniamo a casa, e la nostra mente è così immersa in quello che abbiamo fatto, che i nostri partner, i nostri figli ci parlano e noi annuiamo senza neanche neanche renderci conto di quello che ci stanno dicendo. Sappi che le persone si accorgono velocemente di questo comportamento e piano piano cominciano ad allontanarsi, perché capiscono che in noi non troveranno mai quello che le persone che hanno una buona gestione della loro vita posseggono, ossia la presenza. Se dovessi riassumere i concetti espressi in questo articolo, credo che sceglierei proprio questa parola, ‘presenza’. Sii presente quando stai svolgendo il tuo lavoro, quando parli con i tuoi collaboratori, colleghi e così via. Dimostra loro che li stai ascoltando e li stai capendo, e quando semplicemente svolgi il tuo lavoro, sii lì il più possibile con la mente. Poi quando rientri a casa, o partecipi alle attività della tua famiglia, fai esattamente lo stesso... Sii presente, e vedrai che le persone ti percepiranno diversamente, arrivando a chiederti come tu riesca ad avere questa straordinaria gestione della tua vita lavorativa e di quella privata.

 

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