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20/01/2017

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di Paolo Morati

Wildix sempre più internazionale, puntando a una élite di partner

Lo specialista della Unified Communication and Collaboration ha aperto di recente un ufficio negli Stati Uniti. Le novità della Convention 2017.

Stefano OslerUn evento di due giorni, con 24 partner espositori e alla presenza di oltre 400 partecipanti, per trattare in lungo e in largo il tema della Unified Communication and Collaboration con i propri business partner. Così, in breve, si può descrivere la Wildix Convention 2017, svoltasi a Bologna lo scorso 13 e 14 gennaio, nel corso della quale l’azienda trentina ha esposto la sua strategia che ha visto in questi anni un percorso di internazionalizzazione che l’ha portata ad operare in più Paesi. Con profitto. “Il 2016 è andato molto bene. In Germania siamo cresciuti dell’89% anno su anno, arrivando a circa 600 mila euro di giro d’affari e 48 nuovi partner. In Francia parliamo invece di un +25%, con circa due milioni di euro, e alcuni grandi clienti quali H&M, Intersport, Le petit Chaperon Rouge (la più grande catena di asili nido locale). In Italia infine abbiamo registrato una crescita del 18%, per un totale di 4,7 milioni di euro, con clienti come Autostrade. Il combinato totale è stato di 7 milioni di euro a livello globale. Da segnalare inoltre anche il nostro ingresso nel listino Consip, insieme a Vitrociset, per cui nei prossimi 18 mesi la Pubblica Amministrazione potrà comprare i nostri prodotti di comunicazione”, ha commentato Stefano Osler, Amministratore Delegato di Wildix.

Lo sbarco in USA
L’ultima mossa della strategia estera di Wildix è stata l’ingresso negli Stati Uniti, scelta fatta dopo essersi confrontata con Gartner e aver valutato altre alternative, considerando anche quanto conti essere presenti su tale mercato per un marchio di Unified Communication. “È un fatto che la tecnologia di questi prodotti abbia origine lì e abbiamo già constatato diverse reazioni positive. Siamo partiti operando da remoto, avviando il primo partner a Dallas, in Texas, e successivamente ci siamo recati in loco. Nel corso di un incontro con il consulente Robert Cooper, questi è rimasto sorpreso dalla completezza delle funzioni e la semplicità d’uso delle nostre soluzioni, molto diverse da quelle dei concorrenti americani, e quindi si è offerto di darci una mano per entrare negli USA. Abbiamo quindi aperto un ufficio a Columbus, in Ohio, ingaggiato un tecnico da affiancargli e siamo partiti seguendo dal punto di vista commerciale il consueto percorso di lavoro che prevede il coinvolgimento di system integrator. Ad oggi abbiamo già una decina di partner”. Wildix è dunque sempre più internazionale, non solo dal punto di vista operativo ma anche logistico. “Abbiamo un magazzino in Olanda dove sono particolarmente orientati al business, e sviluppatori dislocati in vari Paesi. Io stesso sono invece basato in Estonia, a Tallin, dalla quale seguo le attività di commercio estero”, ha proseguito Osler definendo la repubblica baltica la California europea, un Paese dove c’è grande fermento tecnologico e la connettività Internet è un diritto costituzionale.

Cristiano BellumatPianificare prima di tutto
Dal punto di vista del canale Wildix propone ai partner degli accordi programmati che li ’costringono’ a pianificare i risultati finanziari, e che prevedono una collaborazione stretta con la sua direzione commerciale capeggiata da Cristiano Bellumat, per identificare quelle particolari aree sulle quali concentrarsi e focalizzarsi. “Noi parliamo di DNA dell’ecosistema Wildix, con i nostri partner che sposano direttamente una visione strategica che è prima di tutto loro, non nostra. Nella sostanza sono molto attenti a fornire suggerimenti e idee, e le eventuali problematiche vengono subito messe all’attenzione della nostra direzione tecnica”, ha affermato Bellumat. “Certo, si tratta di una politica commerciale che potrebbe apparire come particolarmente ‘forte’ e impegnativa, ma che li fa sentire parte di noi generando un ecosistema unito di professionisti che ragionano in modo verticale, sviluppando competenze e relazioni, e consolidandole su quello che definiamo un DNA ‘Blu’ comune”. 
Una politica commerciale che richiede una pianificazione precisa a inizio anno, con incentivi che comprendono un supporto formativo non solo tecnico ma anche commerciale finalizzato a spiegare come interagire e proporre tecnologie che da sempre puntano sull’innovazione. “Siamo stati i primi a portare la Unified Communication in HTML 5 nonché a inserire il supporto di Web RTC in tali soluzioni. – ha proseguito Bellumat. A questo si affianca un marketing specifico per i partner disegnato direttamente da noi. Si tratta di una ricetta apprezzata che è dimostrata dai numeri e dal fatto che una volta reclutati non se ne vanno più. Al contrario per noi è più semplice sottrarre partner alla concorrenza e portarli nel nostro ecosistema, dove sono presenti solo quelle realtà disposte a investire sulle competenze. Non ci interessa infatti avere centinaia di partner, ma solo una élite ben selezionata e motivata”. Ecco che per quest’anno sono state già previste delle sessioni formative, sempre a Bologna: “La prima (6-7-8 aprile) è destinata ai contenuti e metodologie per rafforzare e mantenere la clientela e come sfruttare il portafoglio clienti esistenti per acquisirne di nuovi. Stessa cosa avverrà sull’area tecnica (5-7 ottobre), trasmettendo ai partner le informazioni di sviluppo. Particolare attenzione sarà posta quest’anno sul cloud, una tecnologia pronta e attuale, attrezzando il canale per acquisire nuove quote di mercato su realtà con una determinata distribuzione geografica”, ha aggiunto Bellumat.

Dimitri OslerIntegrazione e collaborazione
Passando infine alle novità tecnologiche. Dimitri Osler, CTO di Wildix, ha dettagliato in primo luogo l’integrazione delle funzioni di presence e collaboration della società italiana con Office 365 e Outlook 2016 di Microsoft. Prosegue inoltre la collaborazione con Google che vede l’adozione dei suoi terminali Chromebook in termini di sistemi per contact center: “La nostra è la prima soluzione che permette di usare tali prodotti come piattaforma completa in tale ambito. Da segnalare inoltre anche l’integrazione con Zendesk, e quella con IBM e le sue proposte Notes e Connections”. Fronte videoconferenza Wildix ha invece previsto l’integrazione con il browser Chrome a supporto anche della registrazione delle comunicazioni. E ancora, sono state lanciate nuove versione della app Wildix per Android e iOS, con su quest’ultimo fronte un lavoro di forte personalizzazione, non essendo ancora previsto il supporto per WebRTC, nonché l’implementazione delle API CallKit - ad esempio per quelle chiamate native non interrompibili da chiamate GSM - e SiriKit per il comando vocale dell’app via Siri. “Un altro fronte che abbiamo aggiornato è stato quello della videosorveglianza, ancora una volta con integrazione WebRTC, con comandi remoti, e possibilità di lavorare su Android su questa particolare attività operativa. Abbiamo poi inserito le funzioni di presence in tutti i telefoni da scrivania mentre sul fronte VDI ci siamo integrati con Citrix e siamo certificati come partner tecnologico per Xenapp e Xendesktop. Il tutto per mantenere la massima qualità quando si opera in tali ambienti”, ha aggiunto Osler.

Le soluzioni Wildix nascono da una metodologia di sviluppo che ha sposato le logiche DevOps e Agile, con contestualmente rilasci continui, coinvolgendo risorse che operano in più Paesi quali Ucraina e Russia a livello applicativo, nonché un team in Cina per la parte più prettamente hardware. Nonché un gruppo di collaboratori esterni coinvolti sui singoli progetti. “Un elemento sul quale mettiamo grande attenzione è infine quello della sicurezza, con approfondite azioni di penetration test sui prodotti. È da questo aspetto che partiamo quando pensiamo le nostre soluzioni e attorno al quale poi creiamo il sistema complessivo. Ed è questo aspetto che ci differenzia da quei concorrenti che invece aggiungono la sicurezza come ultimo layer dei propri progetti”, ha concluso Dimitri Osler.

 

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