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25/09/2013

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Wacom, tutti i vantaggi della firma grafometrica

Intervista a Sonia Cosma Anellino, business development manager della divisione Business Solutions

La firma elettronica avanzata, ambito in cui quella grafometrica riveste un ruolo di primo piano, in Italia è finalmente una realtà: l’emanazione delle regole tecniche - avvenuta con la pubblicazione del DPCM 22 febbraio 2013 nella Gazzetta Ufficiale n.117 del 21 maggio 2013 - permette ora di utilizzare questa tipologia di firma con la garanzia di avere gli stessi effetti di una firma autografa e soddisfare tutti i requisiti di legge previsti per la firma in forma scritta. A partire dal 5 giugno 2013, data di entrata in vigore, la firma elettronica avanzata, quindi, può essere adoperata per la sottoscrizione della maggior parte di atti e contratti, un’opportunità che molte organizzazioni pubbliche e private stavano aspettando da tempo, perché dematerializzare sul nascere tutti i processi che richiedono una sottoscrizione ufficiale, con valore legale, porta automaticamente a un incremento dell’efficienza e a una riduzione dei costi e dei margini di errore molto elevati.
Il mercato che ruota attorno alla firma elettronica avanzata, e in particolare a quella grafometrica, di gran lunga la più utilizzata, è quindi in fermento, per cui non stupisce che Wacom, colosso giapponese leader del settore, abbia deciso di incrementare i propri investimenti nel nostro Paese.

Arriva il nuovo business development manager
 

La prima mossa è stata la nomina di Sonia Cosma Anellino a business development manager della divisione Business Solutions. Sonia Anellino, che vanta una lunga esperienza nel settore delle vendite di soluzioni e servizi in ambito ICT, avendo operato con responsabilità crescenti presso aziende del calibro di SAP, Siav e Canon, avrà la responsabilità dello sviluppo del business eDocs e Signature Pad nel nostro Paese.
“Il mercato italiano, a livello europeo, è già quello che ci sta dando le maggiori soddisfazioni - esordisce Anellino. Con il mio arrivo intendiamo accelerare ulteriormente la penetrazione delle nostre soluzioni di firma grafometrica all’interno di realtà private e pubbliche di tutte le dimensioni, grazie a una normativa particolarmente avanzata, presa ad esempio anche nei forum di discussione dell’Unione Europea”.
Le direttrici in cui intende muoversi Anellino sono sostanzialmente: investire in maniera ancora più consistente sul canale specializzato, incrementare la visibilità del brand e dare visibilità al mercato italiano delle progettualità che hanno adottato le soluzioni di Wacom e dei suoi partner.
Si tratta di consolidare una presenza proattiva dell’azienda sul mercato non solo utilizzando tutte le principali leve di marketing - in ottobre, ad esempio, Wacom sarà presente per la prima volta a Smau tramite il progetto Wacom Village - ma anche, e soprattutto, impegnandosi in prima persona in un’attività ‘educational’, vale a dire di informazione verso gli utenti finali e di affiancamento agli enti preposti a seguire il tema della firma elettronica avanzata che, come tutti quelli legati alla tecnologia digitale, è in continua evoluzione.
Attività che possono essere svolte nel migliore dei modi grazie anche al supporto di un ecosistema qualificato e preparato, consapevole delle opportunità di business che possono derivare dall’inserimento di soluzioni di firma grafometrica nel proprio portafoglio.
“Il nostro go-to- market, per quanto riguarda le soluzioni eDocs, è totalmente indiretto - sottolinea Anellino. Grazie alla collaborazione con una vasta rete di partner di diversi livelli - system integrator, solution e service provider, rivenditori - copriamo tutto il territorio in maniera capillare. Ora l’obiettivo è ampliare ulteriormente il canale, focalizzandoci su operatori a valore, in grado di seguire tutte le fasi di un progetto, dall’analisi dell’esistente al disegno di una nuova architettura totalmente paperless, alle attività di supporto al cliente finale rivolte al change management, sino all’implementazione e alla gestione della stessa. Intendiamo insomma incrementare il numero dei nostri Signature Partner tramite un’attività di recruiting mirata puntando sulla specializzazione e su un coinvolgimento a 360 gradi, senza dimenticare le opportunità che possono nascere da alleanze strategiche con operatori locali interessati a inserire in modalità embedded la firma grafometrica nella propria offerta”. Wacom infatti fornisce i propri prodotti anche come soluzioni OEM a vendor internazionali.

Una tecnologia diventata standard di fatto

Tutta la gamma di soluzioni Wacom si basa su una tecnologia elettromagnetica brevettata (tecnologia ‘penabled’) che è la base input di device senza fili e senza batteria, sensibili alla pressione, diventata quasi uno standard di fatto, e su una tecnologia di interfaccia proprietaria - Wacom Feel IT Technologies: entrambe rispettano pienamente tutti i parametri previsti dalla normativa relativa alla firma elettronica avanzata.
“La nostra tecnologia di firma grafometrica rileva, in alta risoluzione e con la massima accuratezza, un’ampia gamma di caratteristiche - ritmo, pressione, velocità, movimento, accelerazione - che identificano in maniera univoca il soggetto firmatario, garantendo una user experince naturale e paragonabile a quella tradizionale, legata alla firma di moduli cartacei”, spiega Anellino.
La firma elettronica avanzata, però, non è limitata all’atto formale della firma: riguarda un processo ben più complesso, in cui l’identificazione del firmatario è solo una parte. Deve essere garantita anche la corrispondenza univoca della firma al firmatario, il controllo esclusivo del firmatario del sistema di generazione della firma, la possibilità di verificare che il documento sottoscritto non subisca modifiche dopo l’apposizione della firma, la connessione univoca della firma al documento sottoscritto e a tutto il work flow ad esso correlato.
Caratteristiche pienamente rispettate dall’intera gamma di soluzioni Wacom, progettate e sviluppate specificamente per un utilizzo nel mondo Enterprise.
I sign pad più conosciuti di Wacom sono quelli della famiglia STU, composta da device con display che vanno dai 3 ai 5 pollici, con la rilevazione di livelli di pressione molto elevati. Tutti con schermi ad alta risoluzione, i display della serie STU hanno in dotazione una penna in grado di assicurare un’esperienza di firma assolutamente apprezzata.

Il primo tablet da 10” per la firma grafometrica
 

Nel mese di febbraio Wacom ha fatto un ulteriore salto di qualità, presentando il nuovo DTU 1031, “un tablet con un display di 10,1 pollici (26 cm) a colori che - evidenzia Anellino - prima di essere lanciato sul mercato, ha richiesto un lavoro di ingegnerizzazione di tre anni”.
È importante sottolineare questo aspetto a garanzia del fatto che i prodotti che vengono lanciati sul mercato da Wacom sono frutto di forti investimenti in ricerca e sviluppo, questo plus limita oltremodo i rischi di progetto e garantisce elevate performace in termini di defection rate. Il defection rate dei prodotti Wacom è inferiore allo 0,5% e tutti i sign pad Wacom hanno insito un periodo di garanzia pari a 3 anni. Wacom DTU 1031 mette a disposizione un’ampiezza tale da consentire la piena visualizzazione di fogli interi A4 e di documenti formato lettera con uno scorrimento minimo. I clienti possono visualizzare chiaramente i contenuti che sono chiamati a sottoscrivere, firmando in tutta sicurezza, visto che il sign pad integra una soluzione di criptaggio avanzato (criottografia AES a 256 bit con key exchange RSA 2048 bit).
Il design, elegante e compatto, rende il dispositivo adatto ad essere impiegato presso qualsiasi sportello o punto vendita, è inoltre compatibile agli standard Vesa che ne consentono il posizionamento verticale grazie all’utilizzo di appositi supporti.
Il DTU 1031 si connette alla postazione pc con un unico cavo USB dotato di un lock antitaccheggio brevettato, mentre la penna Wacom, sensibile alla pressione e priva di batteria, migliora l’esperienza naturale di firma e garantisce affidabilità e durata.
Il DTU 1031 non è solo una componente fondamentale per le soluzioni di enterprise content management: può anche essere utilizzato come monitor esterno e supportare la presentazione di video e immagini per scopi promozionali personalizzati in base al cliente finale.
Wacom, insomma, continua a investire per rendere disponibili soluzioni sempre allo stato dell’arte, in linea con le esigenze sempre nuove che esprime il mercato.
“In un contesto macroeconomico in cui l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei processi continua ad essere una priorità, in termini sia di cost saving certificati che di recupero d’efficienza, sono sempre di più le realtà consapevoli che i documenti cartacei, anche quando si parla di contratti, costituiscono un costo eccessivo e, nell’era digitale, evidentemente ingiustificato - conclude Anellino. Ora che sono stati fugati tutti i dubbi legati alla validità della firma grafometrica siamo certi che in Italia si apriranno scenari ancora più ampi, visto che, tra l’altro, il nostro Paese è gravato da una burocrazia tutt’altro che snella”.

Tante esperienze positive


Ovunque siano richieste firme con valore legale sui documenti le soluzioni e-Docs di Wacom possono rappresentare la risposta giusta, tenuto anche conto che si ammortizzano in poco tempo, basti pensare alla riduzione dei costi di carta, trasporto, stampa e archiviazione, senza contare il recupero di efficienza e l’incremento di produttività. “La nostra esperienza - dice Anellino - ci conferma che per le organizzazioni complesse che affrontano progettualità paperless il ritorno sugli investimenti si realizza dai 6 ai 12 mesi.”.
Non stupisce, quindi, che la società vanti numerose referenze nei segmenti di mercato più disparati. Tra i primi Istituti di Credito a cogliere l’opportunità di dotarsi di un servizio di firma grafometrica, la Banca Popolare di Milano ha attivato dal 15 luglio 2013 un primo gruppo di filiali con l’obiettivo di arrivare alla copertura di tutta la propria rete per il segmento privati entro il corrente anno (circa 700 sportelli saranno dotati del sign-pad DTU 1031 di Wacom). L’Istituto milanese considera questa importante iniziativa la base di partenza per la banca paperless, che si concretizza con la dematerializzazione ‘ab origine’ e con la conseguente gestione digitale di tutta la documentazione necessaria alla gestione dei rapporti con la clientela, in un contesto di massima sicurezza.
Anche la pubblica amministrazione comincia a muoversi, come testimonia, ad esempio, l’esperienza della Provincia Autonoma di Trento, che, in linea con le indicazioni dell’Agenda Digitala Italiana, ha dematerializzato i processo di gestione delle dichiarazioni Icef (l’indicatore utilizzato per valutare la condizione economica delle famiglie, che sostituisce il modello Isee utilizzato a livello nazionale). La nuova procedura, in vigore dalla primavera del 2012, prevede che, per l’autocertificazione, la firma autografa su moduli cartacei venga sostituita con una firma apposta su un dispositivo Wacom.
Altri testimonial eccellenti sono, nel nostro Paese, Poste Italiane, Banca Intesa, BNL, Geox, Telepass Punto Blu e Hotel Hilton, realtà diverse tra loro, tutte accomunate, però, dall’esigenza di ottimizzare e razionalizzare al massimo i processi documentali.
“L’adozione di una soluzione di firma grafometrica impatta direttamente sul core business di qualsiasi organizzazione - sottolinea Anellino - visto che riguarda contratti e documenti aventi valore legale. Non stupisce, quindi, che, nel momento in cui decidono di avviare un progetto di questo tipo le organizzazioni siano particolarmente selettive: siamo convinti che l’esempio delle case history citate, che potremmo definire early adopter, verrà seguito da molte altre sensibili al tema della dematerializzazione ‘ab origine’ “.

La famiglia dei sign pad STU di Wacom si rinnova: nuovi Wacom STU 430 e STU 530

Sempre attenta ai trend di mercato, Wacom continua ad arricchire la propria offerta: in settembre arrivano sul mercato italiano due nuovi device della famiglia Wacom STU da 4,3 e 5 pollici - Wacom STU 430 e Wacom STU 530 - il primo con display monocromatico, il secondo a colori.
Con un look and feel particolarmente accattivante, i nuovi device sono ancora più efficaci e performanti, grazie, tra l’altro, a livelli di pressione che toccano quota 1024, all’encricption integrata nativamente nel dispositivo e alla dotazione di un lock integrato al cavo USB
I nuovi Wacom STU 430 e STU 530 possono essere personalizzati con logo e colori alternativi a quello in dotazione in base alle esigenze dei clienti, presentano un sistema di ancoraggio ancora più stabile e integrano una porta USB 2.0 che consente l’integrazione trasparente di hardware di terze parti.
 

 

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