Estate 2019
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30/03/2015

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di Paola Cecco

Workplace3.0, vivere lo spazio di lavoro

Il nuovo SaloneUfficio cambia nome a sottolineare l’evoluzione che attraversa l’ambiente di lavoro, sempre più un social place in cui le relazioni giocano un ruolo determinante

Si chiama Workplace3.0. Con una nuova formula la mostra dell’ufficio si propone come fucina delle idee, più che vetrina di prodotti. L’interlocutore privilegiato è il mondo del progetto al quale   si propongono ambientazioni che guardano agli spazi di lavoro nella loro complessità. Stand in cui confluiscono diverse competenze, raggiunte dai produttori attraverso un ampliamento della gamma offerta o mediante partnership che permettono di proporsi al mercato come collettore delle diverse componenti che concorrono nella progettazione degli spazi di lavoro: arredi, pareti, pavimenti, acustica e illuminazione si fonderanno ogni volta in modo diverso per dare vita a nuovi scenari.
Nell’ufficio si vanno manifestando situazioni che richiedono riposte più articolate rispetto al passato. Uno spazio non più riconducibile unicamente alla scrivania, all'ufficio chiuso o all'open space, ma una grande opportunità per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalle sinergie che scaturiscono dalle relazioni tra le persone in azienda.

L'ufficio del futuro è un paesaggio mutevole e creatore continuo di novità; va pensato immaginando uno stile di vita svincolato dalle convenzioni, come una palestra attrezzata per allenare la mente in cui le relazioni generano nuove idee e possibilità”. Con queste parole l’architetto Michele De Lucchi anticipa lo spirito di  Workplace3.0, che lo vede autore del progetto “La Passeggiata” che porta a una reinterpretazione dell'ufficio in relazione ai cambiamenti sociali, economici e culturali.
La Passeggiata è una metafora sull’importanza del non stare fermi perché passeggiare vuol dire guardare il passaggio che muta – ha raccontato  De Lucchi – e le diverse angolazioni da cui si guarda il paesaggio sono il cuore del sapere e del vivere gli spazi. La Passeggiata è la libertà di andare ovunque di vedere le cose per ciò che appaiono e per ciò che servono. In qualsiasi punto del percorso può essere necessario riposarsi, lasciarsi stimolare e inventare nuove cose. Ho voluto immaginare un ufficio in continuo cambiamento, più informale. C’è il posto giusto per stare con gli altri, c’è il posto giusto per stare da soli. Siamo uomini individuali e uomini sociali per cui le due modalità dell’esistenza non possono eliminarsi a vicenda, ma devono convivere. La casa sarà sempre più il luogo personale e l’ufficio sempre di più il luogo delle relazioni, degli incontri e del vivere insieme”.
Nel progetto espositivo l'attenzione si sposta dai singoli oggetti all’ambiente di lavoro: un  panorama che pone nuove sfide al progettista degli spazi e, contemporaneamente, richiede ai produttori di arredi e allestimenti per l’ufficio nuove risposte.
“La sfida non è progettare la forma delle cose, ma progettare le relazioni fra le cose – conclude De Lucchi –. Il vero messaggio della passeggiata è: non è importante tanto la  scrivania quanto il luogo in cui si trova la scrivania, cosa si vede dalla scrivania.  Iproduttori devono impegnarsi a interpretare il bisogno di personalizzazione e non mi sorprenderei se gli uffici fossero ripensati utilizzando componenti prefabbricati che portano a soluzioni totalmente diverse le une dalle altre. L’Italia è il paese per fare questo, perché ha sempre protetto l'artigianato. L’artigiano ha il talento per mettere insieme le cose, è in grado di realizzare progetti su misura utilizzando altri componenti”.

La Passeggiata
La realizzazione vede un allestimento suddiviso in quattro aree: Club, Uomini Liberi, Agorà, Laboratorio.  
Il verde circonda lo spazio di lavoro de “La Passeggiata”: un giardino che offre la possibilità di scegliere dove e come svolgere il proprio lavoro. Si può assistere all’alternarsi delle stagioni, godere del profumo dei fiori, beneficiare e riconoscere la bellezza dell’universo. Così come la contaminazione e l’ibridazione che si osserva nelle piante lasciate incolte, così la creatività si manifesta in quelle aree che non rientrano in una specifica disciplina o categoria della conoscenza e questi “spazi incolti” risultano vibranti e ricchi.

Club
È l’area destinata agli incontri e agli scambi, una sorta di piattaforma di comunicazione in cui lo spazio è informale e può ricordare le sale di attesa degli alberghi o degli aeroporti, ospitali e comode. Le sale attesa diventano il punto di riferimento per gli uffici aperti e liberi, senza scrivanie e obbligo di presenza. Nel Club tutto è organizzato in modo da favorire le modalità di lavoro possibili, per soddisfare la voglia di un caffè o mangiare in qualsiasi momento.
Uomini Liberi
Lo spazio di lavoro deve incoraggiare lo scambio di idee e competenze alla base del processo creativo e produttivo, rendendo possibile il giusto equilibrio tra “l’io e il noi” tra il bisogno di concentrarsi e la necessità di condividere. Deve essere un luogo stimolante in cui l’ambito relazionale ha un ruolo determinante: nutrire la creatività del singolo e sviluppare le potenzialità del lavoro di gruppo.
Agorà
Un padiglione ideato per consentire diverse tipologie di incontri: conferenze, presentazioni, proiezioni, spettacoli esposizioni e eventi speciali. Un’area in cui presentare le idee e conoscere quelle degli altri, dove incontrare i colleghi e scambiare e condividere opinioni, un’area nella quale sentire il senso della comunità.
Laboratorio
Nel laboratorio si concretizza il processo creativo. Qui è possibile apprendere lavori manuali, esplorare nuovi strumenti, inventare e aggiornarsi perché i diversi processi contribuiscono alla creazione e al consolidamento della comunità.
 

 

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