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18/02/2013

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Vidyo, i pionieri della Personal Telepresence

Videoconferenze con centinaia di partecipanti e device diversi per un dialogo del tutto naturale

 

I sistemi di videoconferenza non sono certo una novità, essendo presenti sul mercato da alcuni decenni. All’inizio si trattava di sistemi costosi, complessi da installare e configurare, in grado di erogare una qualità audio-video abbastanza modesta, ma oggi la situazione è completamente cambiata: processori sempre più potenti, sufficiente disponibilità di banda wired e wireless e sistemi ottici HD stanno facendo vivere alla videoconferenza una seconda giovinezza, grazie anche al dinamismo e alle intuizioni di alcuni player particolarmente innovativi. Tra i pionieri della Personal Telepresence spicca, ad esempio, Vidyo, società fondata nel 2005 che offre una ampia gamma di soluzioni che consentono di effettuare videoconferenze multi punto in alta definizione su pc, notebook, tablet e smartpone, oltre, naturalmente, su sistemi per sale riunioni.


“I nostri punti di forza - spiega Fabio Tessera, Vidyo vice president Semea - sono essenzialmente due. Innanzitutto sin dagli esordi abbiamo puntato su internet quale canale trasmissivo, adottando lo standard H.264 SVC (scalable video cabling) in un momento in cui lo standard di riferimento era l’H.264 AVC (audio video coding)”.
Lo standard H.264 SVC, ideale per una rete come internet, che non è gestita e non prevede garanzie sulla qualità del servizio, è basato su una modalità di compressione che suddivide uno stream video in più flussi paralleli di qualità crescente, ciascuno con una diversa risoluzione, livello di qualità e bit rate in base alla qualità di banda trasmissiva disponibile.


“Una scelta coraggiosa, in anticipo sui tempi, che ci ha garantito, e continua a garantirci, un significativo vantaggio competitivo - prosegue Tessera. In secondo luogo abbiamo brevettato una architettura, battezzata VidyoRouter, che sfrutta al meglio le caratteristiche dello standard H.264 SVC e offre una estrema flessibilità nella gestione degli errori (packet loss) ed elimina la necessità di utilizzare una MultiPoint Central Unit (MCU), che si basa invece sul sistema di transcoding presente nei sistemi di videoconferenza tradizionali”.

 

 

Una architettura performante e conveniente


Di fatto, il VidyoRouter non effettua il transcoding dei pacchetti ma li instrada in maniera intelligente, colloquiando costantemente con l’infrastruttura con cui ogni partecipante accede alla videoconferenza, valutando per ognuno quanta banda trasmissiva, capacità di elaborazione e risoluzione video ha a disposizione, e inviando una quantità di pacchetti idonea. In questo modo è possibile organizzare videoconferenze con centinaia di partecipanti, ciascuno collegato con il device a lui più congeniale (pc, smartphone, tablet...) mantenendo una qualità video costante e una grande naturalezza, a un costo decisamente competitivo. Abilitare un qualsiasi device alla videoconferenza targata Vidyo è semplicissimo: basta infatti scaricare gratuitamente l’applicazione resa disponibile sui principali App Store per accedere, tramite semplice user name e password, ai servizi resi disponibili dal provider di riferimento, che, a sua volta, può personalizzare la propria offerta grazie alle API rese disponibili da Vidyo.

 

 

Pronti per la quotazione in Borsa


L’approccio alla videoconferenza di Vidyo raccoglie ampi consensi in ogni parte del mondo, visto che l’azienda continua a registrare un trend di crescita molto sostenuto, che nel 2011 ha toccato l’82% e che anche quest’anno sarà a doppia cifra, nonostante un contesto macro economico non certo facile. Un successo confermato dal fatto che l’azienda ha raccolto sino ad oggi finanziamenti per circa 100 milioni di dollari, raggiungendo un valore che le permette di pensare seriamente alla quotazione in Borsa, operazione prevista, se tutto va secondo i piani, entro il 2013.

 

“L’Italia - assicura Tessera - è uno tra i mercati più dinamici d’Europa. L’estrema flessibilità della nostra piattaforma ci consente di cogliere un gran numero di opportunità sia all’interno di grandi organizzazioni quali Ansaldo, Eni, Banca Mediolanum, sia presso realtà di dimensioni medio-piccole. Nel valutare nuovi investimenti, però, le aziende oggi valutano più positivamente offerte basate sugli opex piuttosto che sui capex.
La nostra piattaforma è nella posizione ideale per venire incontro anche a questa esigenza, attraverso modalità di fruizione innovative - basti pensare al cloud - che portiamo sul mercato insieme ai nostri business partner”.

 

 

Puntare sui servizi


Sempre attenta alle evoluzioni del mercato, a livello sia tecnico che commerciale, Vidyo guarda con grande attenzione anche al cloud, che approccia attraverso un ecosistema qualificato e motivato. L’estate scorsa, ad esempio, è stato siglato un importante accordo con Itway, uno dei principali distributori a valore d’Europa: la piattaforma Vidyo è stata infatti scelta per fornire i servizi di videoconferenza proposti attraverso iNebula, il brand che caratterizza l’offerta cloud di Itway.


Altre importanti partnership sono quelle con le società Intesys Networking di Verona, che poggia sulla piattaforma Vidyo la propria offerta denominata Quivideo, Impianti SpA di Carate Brianza e ATS di Modena, senza dimenticare il recente accordo siglato con BT Italia, che ha scelto Vidyo per mettere a punto la propria offerta di servizi di personal telepresence.


In un mondo in cui i confini tra mondo enterprise e consumer si fanno sempre più labili non è più possibile, però, confinare la videoconferenza solo all’ambito professionale.
Ecco perché Vidyo ha deciso di ampliare ulteriormente il proprio target di riferimento siglando anche accordi di OEM con attori del calibro di Google (per Hangouts) e Nintendo (per le video chat tramite Wii), abilitando in tal modo anche questi colossi a fornire servizi di videoconferenza adatti al mercato consumer.


“L’obiettivo, per il prossimo futuro, è di consolidare le alleanze in essere e costruirne di nuove, affinché tutti possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla videoconferenza, un modo di comunicare che presto entrerà nelle abitudini quotidiane di ciascuno di noi, sul lavoro come nel tempo libero”, conclude Tessera.
 

 

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