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Sicurezza
 

11/04/2013

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Videosorveglianza e controllo accessi alla ribalta

Sono diversi i campi di applicazione di queste tecnologie e dei dati che raccolgono

 

Secondo le ultime analisi dell’istituto di ricerca IMS – ora parte di IHS – nell’area Emea e nelle Americhe il mercato delle soluzioni di videosorveglianza continuerà a crescere a un ritmo superiore al 10% anno su anno almeno fino al 2016 (‘The Emea distribution market for video surveillance equipment’ e ‘The Americas distribution market for video surveillance equipment’ pubblicati nel dicembre 2012). La videosorveglianza, e con essa il controllo accessi, si confermano quindi comparti estremamente dinamici e a prova di recessione.
L’impianto anti intrusione, di cui le soluzioni di videosorveglianza e controllo accesi sono parte portante, del resto è ormai all’ordine del giorno, al pari dell’impianto elettrico e di quello di riscaldamento e condizionamento, soprattutto nei nuovi insediamenti sia abitativi che produttivi. Anche la percezione generale è cambiata, e oggi la consapevolezza che la nostra sicurezza dipenda dalla protezione fornita dalla videosorveglianza e dal controllo degli accessi è ampiamente diffusa.
I campi di applicazione, però, non si fermano qui: grazie a tecnologie sempre più performanti che poggiano sul protocollo IP, che possono affiancare o sostituire quelle tradizionali, all’alta definizione, a processori sempre più potenti, al cloud, alla mobility, all’internet delle cose, allo sviluppo di nuovi codici di compressione, solo per citarne alcune, si stanno infatti aprendo scenari difficili da immaginare sino a poco tempo fa.

 

 

Un mercato in crescita


In Italia il mercato della videosorveglianza è particolarmente vivace, come testimonia, tra l’altro, il successo crescente registrato da ‘Videosorveglianza su IP’, il roadshow organizzato da Soiel International che, giunto nel 2013 alla sua quarta edizione, quest’anno ha fatto tappa il 6 marzo a Milano, per poi spostarsi il prossimo 17 aprile a Roma e il 5 giugno a Padova.
Per dare un’idea del fermento che circonda questa tematica, basti dire che lo scorso anno alla manifestazione hanno aderito oltre 600 partecipanti, con una percentuale equa di aziende utenti finali da una parte e operatori del settore - installatori, system integrator, Var - dall’altra. Proprio dai feed back dell’edizione 2012 è emersa l’esigenza di ampliare ulteriormente il raggio d’azione, sviluppando nuove tematiche quali l’integrazione delle soluzioni di videosorveglianza su IP con altri strumenti di security e controllo, controllo degli accessi, building automation, integrazione con sistemi anti incendio e anti intrusione, e molto altro.
La videosorveglianza, insomma, si sta diffondendo in mercati sempre più vasti, grazie innanzitutto al miglioramento della qualità delle immagini in qualsiasi condizione di luminosità (le videocamere HD e la corsa ai megapixel sono all’ordine del giorno) e allo sviluppo di nuovi sistemi in grado di aggiungere funzionalità innovative, a cominciare dai software di analisi video, sia sui nuovi impianti che su quelli esistenti.
Parlare solo di videosorveglianza, quindi, è ormai riduttivo: è arrivato il momento di introdurre nuovi concetti come il videomonitoraggio, la videoanalisi, il videomarketing… La sicurezza, insomma, pur mantenendo un ruolo fondamentale, è solo uno dei campi applicativi di telecamere e relative soluzioni complementari che sempre più vanno a integrarsi con altri device e tecnologie, costituendo di fatto architetture più articolate.

 

 

Cloud, mobility e big data


Altri fattori stanno impattando in maniera significativa il mondo della videosorveglianza e del controllo accessi, come del resto tutto il mondo ICT: cloud, mobility e big data. La videosorveglianza cloud based, o, se si preferisce, la videosorveglianza-as-a-service, sta registrando trend di crescita significativi e apre la strada a nuovi modelli di business in termini, ad esempio, di video analisi o di video monitoraggio: gli scenari che si aprono sono molteplici e nella maggior parte dei casi ancora inesplorati, e non mancheranno interessanti opportunità di business per chi saprà dare risposte concrete alle esigenze sempre nuove che esprime il mercato.
Un altro fattore che sta dando un notevole contributo alla diffusione capillare della videosorveglianza è la mobility, soprattutto in ambito residenziale, grazie alla possibilità di controllare e visualizzare le immagini provenienti dalle telecamere su un tablet o uno smartphone e a un ecosistema sempre più ampio di applicazioni realizzate da hoc dai principali vendor e dai loro business partner. Anche il mobile, quindi, ha grandi potenzialità, ed è facilmente prevedibile una ulteriore crescita di applicazioni che ne permetteranno una diffusione ancora maggiore.
L’ultimo aspetto che vale la pena menzionare è quello legato ai big data, perché l’enorme mole di dati raccolti dalle videocamere di sorveglianza e dagli innumerevoli sensori presenti ormai in maniera capillare nelle case e nelle città racchiudono informazioni preziose, che bisogna imparare ad analizzare in maniera mirata e intelligente per rendere disponibili servizi di nuova generazione.
Il mondo della videosorveglianza, insomma, è in pieno fermento, sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.
Nelle pagine seguenti presentiamo una panoramica dei protagonisti di questo mercato, tutti impegnati nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni in grado di dare risposte concrete a qualsiasi tipo di esigenza.

 

 

I nuovi trend tecnologici


Tra gli standard di compressione video negli ultimi anni ha registrato una larga diffusione l’H.264, conosciuto anche come MPEG-4 Part 10 o MPEG-4 AVC (advanced video coding) sviluppato una decina d’anni fa con l’intento di fornire una buona qualità video sostanzialmente a bit rate (velocità di trasmissione) più bassi rispetto agli standard precedenti.
L’evoluzione tecnologica, però, non si ferma mai, e ora stanno suscitando grande interesse anche l’H.264 SVC (scalable video cabling), basato su una modalità di compressione che suddivide uno stream video in più flussi paralleli di qualità crescente, ciascuno con una diversa risoluzione, livello di qualità e bit rate in base alla qualità di banda trasmissiva disponibile, il WebM, un formato royalty free basato su librerie open source per l’audio e un container basato su Matroska, oltre al codec video VP8 inaugurato proprio con la nascita di questo progetto, e l’High Efficiency Video Coding (HEVC), approvato dall’ITU (International Telecommunication Union) lo scorso 25 gennaio, evoluzione dell’H.264/MPEG-4 AVC, che consentirà di trasmettere video a più alta risoluzione a parità di banda o, viceversa, di ridurre la capacità di trasmissione richiesta mantenendo inalterata la qualità di immagine.

 

 

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