Estate 2020
Servizi
 

26/11/2013

Share    

Verizon: contribuire alla definizione del cloud di domani

Cambiare il cloud per facilitare le cose agli utenti e non costringerli ad adattarsi al cloud

È difficile definire esattamente come sarà il ‘cloud del domani’ per tutti i cambiamenti che avvengono nel settore dell’IT – cambiamenti che riguardano l’architettura delle applicazioni, i modelli di servizio e le interazioni tra le parti. Il cloud continua a sconvolgere l’IT in modo nuovo e, proprio per questo motivo, prevedere il domani sarebbe come riuscire a colpire un bersaglio in continuo movimento. “Un punto è però chiaro - sottolinea Alfonso Correale, group sales manager per il Sud Europa di Verizon. Perché la tecnologia cloud abbia successo, occorre concentrare l’attenzione su quattro aree chiave: sicurezza, gestione, maintenance e performance”.
La sicurezza può essere un duplice problema poiché si utilizzano misure diverse per proteggere server e dati. Da un punto di vista della rete, in ambito cloud lo sviluppatore o il cloud service provider sono responsabili della protezione del server. L’offerta cloud futura dovrebbe pertanto fornire condizioni di isolamento simili agli ambienti IT tradizionali e, contemporaneamente, assicurare una strong protection abbinata a policy applicabili a tutta l’azienda - sollevando così gli sviluppatori da questa responsabilità.
Per la protezione dei dati, il cloud dovrebbe offrire servizi aggiuntivi quali funzioni di encryption controllate dagli utenti per fornire metodi personalizzabili di protezione dei dati indipendenti dai cloud provider.

 

 

Semplificare e nel contempo incrementare le prestazioni

 

Oggi la gestione del cloud è complicata perché i sistemi e le applicazioni devono tener conto di ogni differente ambiente di sviluppo. La prossima evoluzione del cloud dovrebbe fornire un livello di controllo sufficiente affinché gli utenti possano uniformare i differenti ambienti ed eliminare il bisogno di ulteriori conversioni. Attualmente il numero delle componenti di una soluzione IT è estremamente impegnativo e time-consuming per gli utenti cloud per le varie dipendenze di ciascun elemento.
In un modello IT classico, quando si scoprono vulnerabilità riguardanti la sicurezza, solitamente l’utilizzo di una patch è considerata una buona idea; in un ambiente cloud, è fondamentale che siano prese in considerazione anche le altre componenti per essere certi che la nuova patch non intacchi altre funzionalità. Nel caso un’altra funzionalità sia interessata, molte soluzioni cloud richiedono l’aggiunta di agent, script o device driver per effettuare il controllo nel cloud, facendo così salire i costi. Ciò comporta un numero consistente di nuove dipendenze e interazioni che complicano la maintenance delle applicazioni utilizzate. In pratica i cloud provider dovrebbero semplificare la gestione del processo per consentire il funzionamento dei sistemi pur mantenendo bassi i costi.
Infine, la performance è fondamentale. La sicurezza è sempre stata la preoccupazione principale per le aziende nel valutare l’implementazione di soluzioni cloud, ma la performance ora la sta superando. É veramente difficile gestire e prevedere le prestazioni delle attuali offerte cloud. L’ostacolo maggiore è superare l’effetto ‘multi-tenancy’. Le offerte future dovrebbero puntare alla performance come obiettivo principale. Il cloud del domani dovrebbe considerare la performance come una funzione fondamentale, permettendo agli utenti di scegliere il livello di performance che necessitano per le loro applicazioni.
“Non accettando i limiti che caratterizzano oggi il cloud, assisteremo allo sviluppo di molte altre applicazioni cloud-based - dice Correale. Permettendo a workload tradizionali di unirsi alla rivoluzione cloud, non abilitiamo solo il ‘vecchio’, ma formiamo maggiori controlli e capacità per costruire applicazioni cloud sempre più performanti. Dovremmo cambiare il cloud per facilitare le cose agli utenti e non costringerli ad adattarsi al cloud”.
L’unica domanda che rimane è: chi sarà il primo a dare risposte esaurienti, benché semplici, sul cloud?

 

 

TORNA INDIETRO >>