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20/12/2013

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Unify: l'innovazione per un nuovo modo di lavorare

Oggi serve un nuovo approccio per lo scenario delle comunicazioni e della collaborazione in azienda

Era il 1847, quando Werner Von Siemens costruì il primo telegrafo di tipo pointer dando il suo contributo fondamentale al nascente mondo delle telecomunicazioni moderne. Ma la storia di una realtà come Siemens Enterprise Communications può annoverare altre tappe importanti nello sviluppo di questa storia: la prima installazione di un centralino telefonico, nel 1909 a Monaco di Baviera; l’invenzione nel 1927 della telegrafia facsimile per trasmettere le foto; nel 1984 il primo sistema di comunicazione, Hicom, che integra voce e dati; e nel 2009 la prima integrazione per gli ambiti di business tra un social network, l’allora emergente Twitter, e un sistema di Unified Communications & Collaboration, ovvero la piattaforma OpenScape che la società offre con successo da anni anche in Italia. Tappe che hanno portato l’azienda a connotarsi come un operatore consolidato e affidabile per la comunità internazionale del business: oggi punto di riferimento per il 75% delle imprese Fortune Global 500 attive in 90 Paesi del mondo. E che dallo scorso ottobre ha cambiato il suo nome in Unify: “Perché il mondo sta cambiando e noi vogliamo essere identificati come dei protagonisti di prima fila di questo cambiamento”, spiega Riccardo Ardemagni, confermato amministratore delegato della filiale italiana di Unify.


Uno scenario complesso e diversificato
 

“Fino a poco tempo fa anche evoluzioni molto radicali nel modo di comunicare e collaborare delle persone riuscivano a essere assorbite dalle piattaforme tecnologiche esistenti. In questi due anni però il mobile ha travalicato ogni confine tra consumer e business, arrivando a rappresentare una forte discontinuità per come le imprese comunicano al loro interno e per come inoltre pianificano e gestiscono le loro relazioni sul mercato con clienti, partner e fornitori; pensiamo solo a WhatsApp. È stata una vera e propria rivoluzione dal basso, non indotta dai tradizionali fornitori di tecnologie di comunicazione, ma nemmeno da qualche impresa utente particolarmente all’avanguardia: i protagonisti di questa rivoluzione sono state le persone che oggi vogliono comunicare e collaborare, anche quando lavorano, con la stessa facilità e la stessa immediatezza di quando agiscono nella sfera delle loro relazioni private… Quindi abbiamo capito che per seguire questo importante cambiamento socio-tecnologico, anche noi dovevamo cambiare per dare ai nostri clienti la visione di un futuro dove la complessità si riduce e aumentano invece le opportunità di business”.
Unify si posiziona nel mercato come soggetto in grado di semplificare, armonizzare e mettere ordine tra le architetture di comunicazione aziendali nate e cresciute nel caos di questi ultimi anni. “Le modalità di comunicazione si sono rapidamente diversificate: sono emersi nuovi device come tablet e smartphone, il cui impatto è stato amplificato a causa del fenomeno del bring your own device; sono entrati nell’utilizzo quotidiano nuovi modelli di relazione e condivisione delle informazioni come i wiki e i social network più popolari e conosciuti, così come quelli aziendali che ne hanno ricalcato di relazione e condivisione delle informazioni come i wiki e i social network più popolari e conosciuti, così come quelli aziendali che ne hanno ricalcato modalità e caratteristiche; ma anche la possibilità di realizzare videoconferencing in ‘n’ modi diversi… Le aziende si sono trovate quindi a inseguire di volta in volta per ragioni tattiche l’innovazione del momento. Come per esempio la soluzione che poteva incidere rapidamente sulla riduzione dei viaggi delle persone e dei relativi costi, o il sistema che forniva velocemente circolarità e allineamento delle informazioni a tutti i soggetti interessati a un tema particolare”. La realtà di oggi, secondo una ricerca di Unify, dice che nelle grandi aziende ormai il 35% delle persone lavora abitualmente al di fuori di una postazione fisica fissa, il 20% comunica per modalità e caratteristiche; ma anche la dice che nelle grandi aziende ormai il 35% delle persone lavora abitualmente al di fuori di una postazione fisica fissa, il 20% comunica per ragioni di business al di fuori dell’orario di lavoro, mentre il 79% condivide il suo operato in team virtuali con colleghi che possono stare dall’altra parte del mondo, così come due piani sotto al suo. Ma la confusione delle comunicazioni in questo scenario fa si che il 75% delle persone durante le riunioni sia distratto dalla lettura di messaggi di posta elettronica, social, SMS e che il 56% si senta meno produttivo rispetto al passato, proprio perché deve dedicare del tempo a ricostruire la dinamica delle comunicazioni avute con colleghi e clienti.


Armonizzare la comunicazione aziendale
 

La comunicazione è già oggi un fattore persistente e pervasivo, e di fatto si sono improvvisamente moltiplicati i canali di comunicazione e collaborazione all’interno dell’impresa tra i colleghi, ma soprattutto all’esterno nelle relazioni di business con partner, fornitori e clienti. Questa multicanalità è però lungi dall’essere integrata, da essere governata da un’unica logica, non riesce a dare risposte immediate e coerenti a tutto il percorso fatto a partire dalla prima richiesta arrivata magari da un cliente, proprio perché prima bisogna ricostruire tutto il pregresso. “La realtà di oggi ci dice che nelle aziende sono presenti n canali paralleli che difficilmente hanno dei punti di contatto tra loro e quindi sono come tanti silos che sono però attraversati dalle relazioni con i clienti in modo casuale e frammentario; la conseguenza è che il più delle volte si genera un caos informativo che produce inefficienze. In questo scenario è molto facile che qualcosa venga tralasciato se non addirittura perso e questo può mettere a rischio la relazione con il cliente”. Il modello di crescita delle comunicazioni in azienda fino a oggi portato avanti sta rilevando in pieno molti aspetti negativi: “Non c’è solo il fatto che diverse soluzioni risultano spesso incompatibili tra loro. Nelle aziende l’opinione dominante è che, nonostante le implementazioni realizzate, le infrastrutture di comunicazione rimangano comunque ‘incomplete’, manca sempre qualche tassello per chiudere il cerchio. Senza contare invece le ridondanze che nel tempo si sono generate: quante sale per la videoconferenza create solo tre o quattro anni fa, con investimenti non certo di poco conto, oggi non sono più usate perché viene più facile e immediato fare videoconferencing dalla propria scrivania o addirittura in mobilità?”.


Le modalità di comunicazione diventano personali
 

Unify cambia lo scenario dei fornitori facendo un passo in avanti per rispondere a ogni esigenza di integrazione che emerge da tutte quelle aziende che a partire da oggi e in futuro si troveranno a dover fare inevitabilmente i conti con un processo di armonizzazione delle comunicazioni. “Unify arriva per proporre al mercato due approcci virtuosi intrecciati tra loro e coerenti con la visione di unificazione che sta nel nostro stesso nome. Da un lato diciamo che ogni business nasce da una relazione, e quindi da una conversazione che può prendere ogni volta una forma diversa. Quindi non ha senso concentrarsi sul canale attraverso il quale è arrivata questa opportunità: una mail, una telefonata, un messaggio social al customer care o quant’altro. Semmai dobbiamo seguire passo passo come la relazione si sviluppa nei diversi canali fornendo una visione integrata del flusso informativo coerente cronologicamente con tutti gli attori che entrano in gioco. Dall’altro Unify è un operatore platform indipendent in grado di interagire con una qualsiasi infrastruttura e con le soluzioni di comunicazione anche di altri già adottate in questi anni dall’azienda cliente. Questa può contare nelle capacità di eccellenza sul fronte dell’integrazione sviluppate negli anni e messe a disposizione dalle nostre strutture e da quelle dei nostri partner”. Il principio su cui Unify fonda la sua missione va però nella direzione di riconoscere che anche nei contesti di business le modalità di comunicazione e collaborazione diventano sempre più personali: “Vogliamo costruire una conversazione intorno all’individuo, che non ponga vincoli a prescindere né sulle opzioni di oggi né su quelle di domani, quando nuovi strumenti, nuovi device, nuove interfacce potrebbero diventare di uso comune nella sfera privata delle persone e quindi arrivare in azienda in modo casuale e incontrollato”. Una visione che quindi promette di integrare tutti i cambiamenti, anche quelli radicali, che presto o tardi si verificheranno nel tempo: “Su questo fronte ci siamo spinti dove finora nessuno è mai arrivato. Forse tra due/tre anni le persone vorranno interagire attraverso gli smart glass e le aziende devono essere pronte a recepire anche quelle novità oggi futuribili”.


Project Ansible
 

A dare corpo alla visione e alla missione di Unify sarà Project Ansible: “E’ un sistema verso cui potranno essere integrate via API tutte le applicazioni e le infrastrutture di comunicazione e collaborazione presenti in azienda, ma anche le soluzioni applicative core aziendali: SAP, Salesforce.com solo per citare le più importanti, senza escludere anche gli applicativi custom che un’azienda si è sviluppata in casa”. La prima versione della piattaforma, che verrà annunciata nei primi mesi del 2014 e sarà realmente disponibile prima dell’estate, supporterà simultaneamente quattro canali di comunicazione: voce, video, testo e condivisione remota dello schermo, fornendo capacità immersive di conferencing video e audio. Permetterà agli utenti di condurre conversazioni multicanale, muovendosi da dispositivo a dispositivo con un semplice gesto. Inoltre, Unify ha confermato che la prima versione di Project Ansible darà vita ad un’offerta SaaS basata su cloud. Project Ansible è progettato per integrarsi con un’ampia gamma di soluzioni di comunicazione e collaborazione già esistenti, inclusa naturalmente l‘offerta OpenScape di Unify, e con piattaforme di telefonia corporate fornite da altri operatori. Nella consapevolezza che ogni relazione di business nasce da una conversazione, Project Ansible ha l’obiettivo di adattarsi di volta in volta alla modalità di comunicazione di ogni interlocutore: “Massima flessibilità dunque, senza vincoli, dando contemporaneamente alle persone la libertà di interagire come meglio credono nel momento in cui approcciano l’azienda”. Project Ansible fornirà tutte le soluzioni che permettono di tenere traccia del contenuto di ogni tipologia di comunicazione che intercorre nella relazione tra le persone, comprese quelle audio e quelle video, fornendo per esempio anche script di testo generati automaticamente. Elemento fondamentale di Project Ansible è l’interfaccia utente il cui disegno è stato affidato alla società internazionale Frog Design, attiva da tempo nella modellazione di applicazioni, prodotti e servizi per il mondo digitale: “E’ un vero e proprio spazio dedicato alla conversazione intelligente, dove ogni singolo utente ritrova con facilità i flussi di comunicazione che ha in corso, o che ha avuto, con colleghi e clienti”. Il senso di cambiamento impresso da Unify con Project Ansible sta proprio in questo: “Non sono più le organizzazioni a imporre modelli di comunicazioni rigidi e standard. Ma la comunicazione personale di ognuno di noi sarà al centro del modo di lavorare futuro di ogni organizzazione”.
 

 

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