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19/01/2015

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Un passo in più per i servizi wireless

La piattaforma Aruba Mobile Engagement permette di offrire applicazioni interattive e informazioni mirate direttamente sui dispositivi mobili

Dal 2002, anno della sua nascita, l’obiettivo di
Aruba Networks è stato quello di trasformare
le reti di accesso in chiave wireless, supportando le applicazioni in mobilità all’interno delle imprese. Il tutto creando una infrastruttura di accesso basata su tecnologia WiFi che sia performante e in grado di ospitare in sicurezza qualunque tipologia di applicazione, garantendo una gestione semplificata. “Siamo arrivati a un fatturato di 750 milioni di dollari (luglio 2014), il tutto grazie a una crescita organica, con la grande spinta che è arrivata dall’adozione di dispositivi di accesso che non hanno la possibilità di connettersi via cavo”, spiega Massimo Delpero, country manager Aruba Networks Italia. Lo scenario è quello della trasformazione avvenuta negli ultimi anni relativamente al mondo dei dispositivi di accesso per cui se un tempo esisteva una prevalenza di pc desktop tradizionali si è poi passati al mondo dei portatili ai quali si sono poi aggiunti i tablet e gli smartphone. “Questi ultimi stanno oggi affermandosi anche relativamente all’uso di applicazioni evolute che necessitano di una connessione dati e, potendo operare solo in modalità wireless, è cresciuta parallelamente la necessità di realizzare infrastrutture WiFi che garantiscano standard di utilizzo elevati e nel contempo siano sicure e gestibili”.

 

Un esempio di applicazione tipica dif-fusa oggi è la Unified Communication la quale stimola un ripensamento operativo e del modo in cui un dispositivo di accesso si presenta in rete. Di fatto, se fino a pochi anni fa entrando in ufficio si accedeva alla rete via cavo Ethernet per svolgere solo poche attività, ad esempio legate all’uso dei sistemi gestionali così come all’e-mail, oggi a un indirizzo IP vengono associate più applicazioni con caratteristiche completamente diverse: chiamate, video comunicazione, messaggistica in tempo reale e via dicendo. “Ciascuna di esse – continua Delpero – ha esigenze differenti in termini di qualità del servizio (QoS): la voce non richiede molta banda, ma prontezza di riposta. La videoconferenza ne assorbe invece parecchia e necessita di una QoS molto elevata, il trasferimento di file ha altre problematiche e via dicendo”. Il tema della qualità del servizio rappresenta dunque una sfida importante in quanto uno stesso dispositivo può, come abbiamo visto, assumere contemporaneamente anime varie e distinte l’una dall’altra. Da questo punto di vista Aruba Networks si è quindi specializzata nella realizzazione di infrastrutture che garantiscono le prestazioni necessarie sulle nuove reti di accesso. “Il wireless permette di realizzare una rete senza gli investimenti necessari delle reti cablate, è rapido, ha meno spese in conto capitale, e costi di esercizio più bassi. Tutte caratteristiche utili alla creazione di una infrastruttura pubblica laddove non è possibile operare altrimenti”.


Ingaggiare l’utente che diventa cliente 

Di fatto, WiFi non vuol dire solo navigazione Internet e utilizzo di servizi popolari come i social network o le chat, ma apre un ventaglio di opportunità di business. Per favorire questo trend Aruba Networks ha di recente annunciato anche in Italia un soluzione mobile interattiva battezzata Aruba Mobile Engagement che lega insieme l’utilizzo della rete wireless e servizi di localizzazione che sfruttano la tecnologia Bluetooth. “Per mobile engagement – spiega Delpero – si intende il coinvolgimento delle persone che attraversano spazi definiti con un dispositivo mobile, relazionandosi con loro al meglio, sfruttando più modalità di ingaggio in funzione del luogo di transito”. L’idea di base è che la tecnologia mobile riguarda la sfera dei comportamenti, e chi ha un dispositivo ne fa quotidianamente un uso pervasivo, considerato che quella dell’always on è ormai percepita come condizione naturale di un universo dove in determinate aree geografiche esistono più dispositivi che persone. L’opportunità è dunque quella di poter collegare queste ultime ad applicazioni (e servizi) verticali, che si trovino all’interno di una impresa privata o di un luogo pubblico, modificando i modelli di interazione e fruizione di contenuti e cose. Un percorso che ha visto il settore retail in prima linea e tra i propulsori di tale cambiamento, con le prime app che facevano ‘pushing’ di offerte commerciali in cambio dell’accesso gratuito al WiFi. Quanto propone Aruba Networks va però oltre identificando diversi luoghi – quali aeroporti, centri commerciali, ospedali – dove è possibile fruire in mobilità di servizi mirati che erogano indicazioni sui vari percorsi per arrivare in un dato punto, sulla disponibilità dei servizi di cui bisogna usufruire (che siano voli, prodotti commerciali o esami medici).

 

Diverse fasi di impiego
Quando si parla di applicazioni mobili di questo tipo la prima fase del percorso di un utente riguarda l’ingresso in un dato luogo, con la possibilità di collegarsi in rete a fronte dell’accettazione di alcune informazioni di offerta. Si accede a un portale, ci si autentica e a quel punto si ricevono i dati, inizialmente indipendenti dalla propria posizione e monodirezionali, e grazie a soluzioni come quella di Aruba Networks, oggi anche bidirezionali. Un esempio reale è quello dello stadio della squadra dei San Francisco 48ers dove, a fronte dello scaricamento di una app, migliaia di spettatori possono ricevere una serie di servizi di localizzazione, con una mappa interattiva che li guida verso il proprio
posto, dove verrà portato nel caso uno spuntino ordinato sempre tramite lo smartphone, e con la possibilità di rivedere alcune azioni della partita appena concluse. In uscita, la stessa app li riporterà al luogo di parcheggio. “Dal punto di vista infrastrutturale e tecnologico si tratta di progetti complessi dai requisiti elevati. Si parte da una copertura WiFi estremamente sfidante per via del numero di utenti e sessioni di accesso contemporanee da soddisfare. Dati difficilmente prevedibili e soggetti a picchi in funzioni del momento della giornata, ad esempio in un albergo o un ospedale, nonché del tipo di servizio che si sta utilizzando”, commenta Delpero. “Una volta implementato il network, bisogna pensare all’autenticazione che noi offriamo tramite la soluzione Clear Pass Guest che consente di utilizzare un universo di credenziali che permettono di entrare in rete e, se c’è l’autorizzazione, a scaricare la app dedicata”. Relativamente a quest’ultima, Aruba Networks fornisce l’ambiente di sviluppo Meridian studiato per realizzare rapidamente un ‘oggetto’ in grado di interagire con i sistemi informativi e le altre applicazioni presenti in un dato ambiente. Le informazioni sulla posizione dell’utente vengono raccolte tramite dei piccoli apparati Bluetooth battezzati Beacons – alimentati a batteria o tramite rete elettrica - e da installare nell’area designata. Il tutto monitorato attraverso una piattaforma centralizzata che controlla i diversi elementi della rete.

 
TAG: Mobile App

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