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25/01/2021

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di Antonia Solari

Ufficio con vista sul verde

Protagonista negli spazi all’aperto e parte fondamentale nell’interior design degli uffici, il verde diventa un elemento progettuale di primaria importanza, complice la crescente sensibilità verso la salubrità negli ambienti di lavoro. Ma non solo.

Rooftop, giardini, cortili e terrazze diventano parte integrante degli ambienti di lavoro: una scelta progettuale che interseca tanto i criteri legati a design e stile, quanto i principi di salubrità e, a cascata, la produttività dei dipendenti. Secondo quanto emerso da uno studio condotto nel 2019 dall’Università di Harvard la produttività in azienda aumenta del 30% se l’ufficio è green e sostenibile. I ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health’s Center for Health and the Global Environment, hanno inoltre evidenziato che in presenza di verde si registra un aumento del 26% delle funzioni cognitive del lavoratore e una riduzione del 30% delle malattie. Si tratta di dati raccolti prima della pandemia, a seguito della quale probabilmente si assisterà a una crescente attenzione verso uno stile di vita più salubre e la ricerca di un rapporto più stretto con la natura.

Tetti verdi e calpestabili, cortili e terrazze rappresentano un modo per valorizzare gli headquarter, ancora più se il verde supera i confini fisici dell’edificio per entrare negli spazi chiusi. Le declinazioni, tanto per gli esterni quanto per gli interni, sono molteplici e superano il ‘fattore stile’. Il verde non rappresenta infatti solo uno strumento decorativo o un richiamo all’essenziale rapporto con la natura, ma assume nuove vesti compositive e funzionali: negli esterni estende gli spazi di lavoro e contribuisce a migliorare le prestazioni dell’edificio, favorendo l’isolamento e la schermatura dei raggi solari, mentre negli interni può rappresentare una barriera acustica o trasformarsi in divisorio dei nuclei di lavoro, anche in un’ottica di distanziamento.

Attraverso il confronto con diverse figure professionali attive in questo ambito – dai progettisti a tecnici del verde, sino ai produttori di arredi per esterni – approfondiamo le potenzialità progettuali del verde e i suoi benefici quando presente negli spazi di lavoro anche in termini di Biophilic Design.

Il ruolo del verde nel progetto
La progettazione del verde va letta su diversi piani e obiettivi che vanno dalla rigenerazione urbana, alla riorganizzazione degli spazi di lavoro come quelli della residenza. Come sottolinea Tiziana Monterisi, architetto e sostenitrice attiva della bioedilizia: “Il verde ha un ruolo strategico dal punto di vista decorativo, ma soprattutto come elemento progettuale che concorre alla riduzione dell’inquinamento e al miglioramento della salute pubblica. Per questa ragione, giardini, cortili, terrazzi non vanno pensati come elementi accessori isolati, ma vanno resi integrante degli edifici e delle nostre città. Tema che a livello progettuale viene risolto con l’inserimento di pareti di vegetazione che concorrono alla riduzione degli sbalzi termici, con un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, oppure trasformando la copertura in un tetto verde che stabilizza il microclima locale grazie alla ritenzione dell’acqua piovana e riporta nelle città la biodiversità con veri e propri corridoi ecologici. Un esempio concreto è quello relativo al progetto che abbiamo realizzato per NO.V.A. Civitas, uffici e spazi espositivi presso la sede della Fondazione Pistoletto Cittadellarte a Biella: l’operazione di risanamento qui si è conclusa con una copertura piana verde di 250 mq, trasformata in spazio eventi e al tempo stesso in un’isola ecologica che offre benefici per la biodiversità e il raffrescamento estivo. Un altro strumento nelle mani del progettista sono le serre bioclimatiche che possono ospitare delle oasi verdi che migliorano non solo la qualità della vita indoor e le relazioni sociali, ma contribuiscono al mantenimento di un microclima ideale per la salute e l’efficienza energetica della struttura”.

Spostando l’attenzione sui nuovi ambienti di lavoro, progettati come spazi flessibili e stimolanti che guardano alle necessità del lavoratore, il verde rappresenta l’elemento progettuale in grado di concorrere al miglioramento della qualità di vita e di stimolare l’aumento della produttività; di fatto un vero e proprio benefit aziendale in un’ottica di wellbeing e green sempre più legati fra loro.

Il verde dunque prende piede, ma come farlo diventare parte integrante degli gli spazi ufficio affinché partecipi alla vita lavorativa in modo efficace e attivo?

“Oggi si possono creare molteplici occasioni di connessione diretta o indiretta con il verde negli spazi di lavoro – afferma Bettina Bolten architetto e biophilic design consultant –. Se non è possibile la vicinanza fisica di ambienti naturali, come parchi urbani o spazi verdi, si può intervenire su diverse scale e con differenti budget per creare connessioni con il mondo vegetale. Negli ambienti indoor si possono inserire vasi, da tavolo o da appendere, con piante e fiori aventi caratteristiche specifiche in funzione dell’esposizione, del microclima e degli obiettivi di progetto. Un altro modo riguarda l’inserimento di pareti verdi o muri vegetali; sistemi che hanno il vantaggio di richiedere poca manutenzione perché integrano sofisticati impianti d’irrigazione che li rendono autonomi. Si può anche optare per quadri vegetali, ovvero realizzazioni su misura di verde verticale dalle dimensioni più circoscritte rispetto alle pareti verdi. Un’ulteriore soluzione è rappresentata dall’“indoor landscaping”, giardini costituiti da raggruppamenti di piante collocate in grandi vasi oppure in vasche dedicate impermeabilizzate. Volendo invece optare per interventi più leggeri, si può sistemare il verde su strutture orizzontali sospese, magari con sistemi di illuminazione integrati, che mettono in evidenza aree particolari, per esempio i tavoli della mensa o il bar dell’ufficio. Scenografie ad alto valore decorativo che possono avere effetti positivi sulla salute e un alto gradimento da parte di chi fruisce gli spazi.

Anche per quanto riguarda gli ambienti outdoor si può intervenire in maniera più o meno incisiva. La diffusione di tetti e facciate verdi sta cambiando l’aspetto degli edifici e delle nostre città. Vi sono però differenze sostanziali tra le diverse soluzioni. Con riferimento al verde verticale si possono distinguere due tipologie: le facciate verdi e le living wall. Le prime sono delle chiusure verticali vegetate con piante rampicanti che dal suolo si sviluppano lungo graticci, fili d’acciaio o altri sistemi collegati con le facciate degli edifici. Le seconde sono invece sistemi di pannelli e moduli industriali con svariati sistemi di inserimento delle piante che vengono montati sulle facciate. Anche queste soluzioni contengono l’impianto d’irrigazione e necessitano di poca manutenzione.

Le coperture verdi invece si dividono principalmente in tetti verdi intensivi e tetti verdi estensivi differenti per l’altezza dello strato del suolo, piano di manutenzione, peso delle componenti del sistema e accessibilità o meno delle persone. All’interno dei grandi edifici per uffici si possono creare cortili pensati come delle piccole oasi verdi che, a seconda della loro dimensione, possono contenere alberi, arbusti e altre piante; essere accessibili ai lavoratori e visibili da punti diversi dell’edificio. Infine, pergolati e le terrazze piene di verde, ma anche semplici giardini o parchi intorno agli edifici, possono avere effetti positivi su chi lavora negli uffici.

Un altro modo per portare la natura negli spazi del lavoro riguarda le connessioni indirette o simboliche con il mondo vegetale. Ricerche hanno dimostrato che la sola vista d’immagini della natura, influenza emotivamente le persone. Anche l’inserimento per esempio di tappezzerie o altri rivestimenti con motivi naturali e pattern che simulano quelli presenti nel mondo naturale, ma anche l’utilizzo di materiali, colori e forme presenti in natura, hanno un impatto molto positivo sulle persone”.

Scelta, manutenzione e gestione del verde
Nel diverso approccio al verde gioca un ruolo di primo piano l’evoluzione della domanda, che spinge gli attori della filiera a sviluppare nuovi metodi e soluzioni. Se infatti storicamente le richieste erano guidate da un tema più estetico, si registra negli ultimi anni una maggiore consapevolezza sul valore delle piante nel favorire il benessere e la purificazione dell’aria, nonché della loro capacità di parziale assorbimento acustico, molto utile in ambienti di lavoro.

Come organizzare gli spazi, scegliere le specie più adatte e, soprattutto, come gestirne la presenza ricreando un ambiente lavorativo più naturale, discreto e vivibile?

“Dal punto di vista funzionale, gli spazi esterni devono essere pensati sia come aree relax, sia come aree di lavoro immerse nella natura, nelle quali è necessario creare zone d’ombra per rendere confortevole la permanenza prolungata nelle stagioni più calde – risponde Giulio Arnoldi, CEO Hw Style –. A livello progettuale è fondamentale individuare in anticipo le aree verdi dedicate al lavoro e disporre le piante in modo da separare le postazioni singole da quelle dedicate al co-working dove è necessario far rispettare il distanziamento. Ogni progetto è pensato su misura in base all’architettura dell’immobile e alle esigenze del cliente. Sul piano pratico, la scelta delle specie verdi dovrà tenere in considerazione la collocazione geografica del luogo e la sua esposizione, variando nel caso si tratti di un terrazzo, un giardino, il tetto o gli interni. In linea di massima vengono selezionate varietà di sempreverdi alternate a fioriture annuali, in modo da garantire armonia di colori tutto l’anno”.

Nella fase di sviluppo esecutivo del progetto è necessario fare una serie di considerazioni tecniche per garantire il successo e la durabilità dell’intervento. Stefano Laprocina, CEO e titolare di Verde Profilo suggerisce: “Negli spazi outdoor bisogna tenere conto della necessità di installare un adeguato impianto di irrigazione che, funzionando al meglio, non faccia gravare le ‘bagnature’ su chi vive lo spazio.  In considerazione delle proprie disponibilità economiche e di tempo, è inoltre necessario effettuare la selezione delle essenze tenendo conto del tipo di manutenzione richiesta e se vi è o meno la necessità di un intervento periodico da parte di personale specializzato. Per il verde impiegato negli spazi interni, proponiamo invece sistemi di verde verticale autonomi dal punto di vista della fertirrigazione e dotati di luce fitostimolante che permette di inserire il verde anche in zone lontane dalla luce naturale. Con queste premesse, il mio suggerimento è quello di non farsi intimorire dalla manutenzione, ma pensare anzi che può essere bello e stimolante coinvolgere i dipendenti nella cura del verde con percorsi formativi che aziende come la nostra sono in grado di offrire”.

Arredi per esterni: tendenze e richieste
Previsti gli spazi outdoor negli edifici per uffici, inserite le specie verdi più adatte, l’ultimo tassello per concludere il progetto riguarda l’arredo di terrazze, rooftop e cortili. Il mondo degli arredi per esterni è molto articolato e ricco, tanto nella creatività dei designer quanto nei materiali utilizzati, che dovranno garantire non solo comfort e funzionalità, ma anche la resistenza agli agenti atmosferici.

“Le richieste che stiamo ricevendo registrano un forte interesse per arredi che abbiano le performance tecniche dei prodotti outdoor, ma lo stesso comfort di quelli indoor – specifica Monica Pedrali, CEO di Pedrali. A livello di tendenze, sono maggiormente richiesti materiali che ricordano elementi naturali e c’è voglia di colore. Non solo, facile manutenzione, igiene e pulizia degli arredi sono anch’essi nodi fondamentali, ancor di più dopo l’attuale emergenza sanitaria, a seguito della quale la sanitizzazione degli arredi è diventata prassi quotidiana”. Parallelamente, e in un certo modo ancora una volta in relazione al Covid-19 e alla crescente attenzione verso la salubrità dell’insieme, scalano la classifica i materiali di origine naturale, certificati e prova di un atteggiamento di maggior rispetto verso l’ecosistema.

Riconosciute le tendenze in ambito di design e materiali, è necessario definire quali sono le tipologie di arredo più utili per gli spazi all’aperto connessi ad ambienti lavorativi. Marco Ravasi, chief marketing R&D officer di Unopiù, porta la propria testimonianza: “Se pensiamo a spazi comuni con funzioni di relax, ricreazione, pausa, riunioni per piccoli team e singole postazioni di lavoro, è necessario prevedere arredi (divani, tavoli e sedie) facilmente modulabili, spostabili e versatili. C’è un interesse crescente relativamente all’inserimento del verde nei diversi ambiti, i cui confini sono sempre più labili. Indoor e outdoor, così come casa e ufficio andranno infatti in una direzione di sempre maggiore permeabilità”. 

 

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