Regent
Sicurezza
 

22/10/2015

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Tutti gli elementi distintivi di G Data

Focalizzata sulle PMI, mantiene una solida presenza anche nel segmento consumer. L’azienda ‘made in Germany’ da sempre opera sul mercato con una visione concreta ma originale

Nel mercato della sicurezza informatica, come in molti altri segmenti del mondo ICT, ogni fornitore ha l’importante obiettivo di riuscire a distinguersi nei fatti per far emergere la forza e il valore della propria proposta verso i clienti. Lo sa bene G Data, azienda tedesca nata nel 1985 per realizzare il primo antivirus, all’epoca per i sistemi Atari, e lo sa bene anche Giulio Vada, da quasi un anno country manager della filiale italiana della società: “In questi mesi abbiamo messo in atto con entusiasmo una strategia da startup che ci ha consentito di marcare la nostra presenza in Italia in modo concreto e allo stesso tempo originale, ribadendo un approccio che ci distingue dai competitor in diversi punti”.

 

Una strategia di prossimità verso i partner di canale

Il primo elemento distintivo è stato un punto qualificante della strategia che ha cambiato profondamente la relazione con il canale: “Abbiamo dato seguito concreto all’esigenza di prossimità espressa dai rivenditori che incontriamo sul territorio, coniugandola in un team italiano, operante in Italia, che supporta a 360° i clienti italiani. Assicurare tale prossimità è un elemento per noi qualificante nel rapporto con il canale, difficilmente riscontrabile nei nostri competitor”.

 

Non solo, questa novità si inserisce in un complesso di iniziative che hanno visto da parte di G Data anche porre più attenzione al servizio di formazione, un sensibile miglioramento nelle attività di supporto ai partner nella prevendita e un’importante estensione del supporto stesso anche alle attività di post vendita prima seguite solo parzialmente. Per mettere in campo queste energie la filiale italiana, a oggi 10 persone, ha anche rivisto i suoi rapporti con i distributori: “Abbiamo voluto dare dimensione reale alla definizione di ‘distributore a valore aggiunto’, che oggi ha molte sfaccettature e non tutte allineate alla nostra visione. In alcuni casi abbiamo confermato dei partner di eccellenza, in altri abbiamo operato cambiamenti e su questo fronte nei prossimi mesi ci saranno altre novità”. G Data opera sia sul mercato PMI sia su quello consumer: “Oggi i risultati dei due segmenti sono molto simili, sono convinto però che nei prossimi tempi sarà più rilevante per noi il mercato aziendale. Abbiamo lavorato molto su questo fronte nel 2015, ora nel 2016 inizieremo a pensare a qualche iniziativa originale anche per i retailer. Nell’era della consumerizzazione dell’IT è assurdo non continuare a presidiare un mercato che può dare importanti indicazioni a chi sviluppa soluzioni B2B”.

 

PMI: un mercato che richiede soluzioni sofisticate

Lo scenario della sicurezza parla della presenza da tempo di un crescente digital divide tra aziende di tipo enterprise – strutturate, con processi di sicurezza ormai ben organizzati e con budget che permettono investimenti importanti - e realtà come le PMI che invece sono in difficoltà su molti fronti. “Non è una novità affermare cose di questo genere, per G Data però questo significa che il cliente PMI deve essere curato in modo dedicato con soluzioni ad hoc e non trasformate da quelle per le grandi enterprise. Inoltre, essere una PMI non significa non avere necessità di soluzioni comunque sofisticate e per G Data essere focalizzata su questo mercato non significa essere solo un fornitore di antivirus”.

 

Un ambito nel quale Vada sottolinea l’approccio originale di G Data in questo senso è per esempio quello della mobility. Gli esperti di sicurezza di G Data hanno svolto delle ricerche ad hoc sullo stato di sicurezza di smartphone e telefoni cellulari che arrivano nelle mani dei consumatori con un ‘normale’ processo di acquisto e – in virtù del BYOD – vengono collegati alla rete aziendale: “L’esito delle nostre ricerche indica che tra le centinaia di modelli di smartphone affetti da malware riscontrati dai nostri laboratori, 26 in particolare sono stati dotati di malware e applicazioni spia con apposite manipolazioni del firmware a opera di intermediari che modificano il software embedded per trafugare o dirottare dati e comunicazioni degli ignari utenti e/o trarre profitto da attività pubblicitarie”. La mobility è quindi un tema, soprattutto per le PMI, che merita un approccio più sofisticato rispetto alla semplice clonazione delle soluzioni di protezione del mondo pc tradizionale: “In ambito mobile in realtà il mercato ha la necessità di adottare una soluzione più ampia e quindi la nostra proposta di sicurezza è un vero e proprio sistema di Mobile Device Management. Una soluzione sofisticata dunque, ma che essendo indirizzata alle PMI può essere utilizzata anche da chi non ha grande esperienza”.

 

Scuola e università: non solo mercati scoperti

Pur non operando nel mercato PA più tradizionale degli enti e dei ministeri, G Data da un anno a questa parte ha deciso di seguire da vicino, soprattutto per portare anche un contributo culturale, la realtà della scuola e dell’università: “Siamo gli unici operatori del settore sicurezza che partecipano a convegni, eventi e fiere che richiamano migliaia di persone che lavorano in questo mondo e che hanno una richiesta di conoscenza sui temi ICT in genere, e su quelli della sicurezza in particolare, molto elevata.

 

Noi ci siamo con il nostro contributo e la nostra storia e credo che sia un importante investimento anche per il futuro: la fame di professionisti preparati sul fronte della sicurezza informatica è già oggi molto alta e lo sarà di più nei prossimi anni. Iniziare proprio dalla protezione informatica di ambienti come le scuole, che oggi vedono una forte crescita nell’adozione di ICT, e dove vivono i nostri figli e un numero considerevole di professionisti della formazione per molte ore al giorno, è un piccolo ma importante contributo che va nella direzione di colmare anche questo gap”.

 

Global company made in Germany

G Data in questi 30 anni di vita è da tempo diventata una global company presente ormai in quasi tutti i Paesi del mondo: “Manteniamo però un approccio molto concreto, che amiamo definire ‘made in Germany’: puntiamo prima di tutto a essere indipendenti ma naturalmente siamo disponibili a partnership e integrazioni con vendor che condividono la nostra visione: costruire sempre soluzioni solide andando fino in fondo alle cose. La società è quindi un’impresa privata, ancora controllata dai due fondatori originari, e aperta a un azionariato fatto di esperti del settore e non da private equity”.

 

Un tema per il futuro molto caldo per G Data è poi l’Internet of Things: “Stiamo già da tempo investendo molto perché non diventi una Internet of Vulnerability. Purtroppo molte aziende si sono già avventurate nell’IoT troppo avventatamente, senza prendere in considerazione la sicurezza. È ora per G Data di occuparsi anche in questo ambito del sottile equilibrio tra usabilità e sicurezza”. 

 

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