Sicurezza ICT 2019
Mercati Verticali
 

07/11/2018

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di Gianmarco Nebbiai

Trasmettere energia, un lavoro fatto di reti e persone

Le sfide dell’IT in Terna, il Transmission System Operator che assicura l’efficacia costante del sistema elettrico nazionale di fronte ai grandi cambiamenti della transizione energetica.

Alessandro Trebbi

Se fossimo invitati a pensare alle ‘parole chiave’ della nostra giornata la maggior parte delle scelte suonerebbe familiare al lessico comune: traffico, lavoro, social media, wi-fi. Pochi sanno che la parola chiave della quotidianità in una società sviluppata, invece, è un’altra: si tratta del ‘dispacciamento’. Grazie a questo servizio, in ogni istante, viene garantita la corretta quantità di energia a tutte le famiglie e le imprese italiane mantenendo in costante equilibrio domanda e offerta, consumo e disponibilità di elettricità, affinché sia sempre disponibile e ‘tutto scorra’. Di questa missione, in Italia, si occupa Terna attraverso lo sviluppo e la gestione della rete di trasmissione dell’energia elettrica ad alta tensione. Il Transmission System Operator (TSO) italiano opera in regime di concessione e ha come missione il trasporto ed il dispacciamento del sistema elettrico. Dietro questa semplice definizione c’è la gestione e lo sviluppo di un’infrastruttura critica di enormi dimensioni fatta di elettrodotti, stazioni elettriche, sistemi di controllo e conduzione, funzioni ed algoritmi di governo del sistema, gestione del mercato del servizio elettrico, coordinamento con i Paesi confinanti, interrelazione con i distributori, partecipazione attiva alla definizione dei piani strategici nazionali in materia energetica. Quella di Terna è una missione chiave, poiché deve garantire al Paese il fabbisogno quotidiano di elettricità. Al contempo, però, si deve confrontare con la principale sfida del futuro: conciliare crescita e sostenibilità. Tutto questo poggia sull’apporto chiave delle tecnologie informatiche, tanto da poterle considerare elemento intrinseco del sistema infrastrutturale, rappresentando un elemento determinante nella gestione di una epocale trasformazione in atto: la transizione energetica che deve portare la società oltre l’era del ‘carbone’. Ci spiega cosa questo significhi Alessandro Trebbi, Direttore Information & Communication Technology Terna Rete Italia SpA. “Terna è uno dei principali TSO europei. È proprietario della Rete di trasmissione nazionale italiana e si occupa, in regime di concessione, della gestione dei servizi pubblici di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, nel rispetto di requisiti di sicurezza ed economicità. A Terna lavoriamo ogni giorno per lo sviluppo e la gestione di una rete di Trasmissione nazionale di quasi 73.000 km di linee in alta tensione, 870 stazioni elettriche, 25 linee di interconnessione con i Paesi confinanti, 7 sale di controllo. Oltre alle attività regolate in Italia, sta assumendo un valore crescente anche lo sviluppo di nuovi business nel perimetro non regolato, in Italia e all’estero”.

Di che genere di iniziative si tratta?
L’azienda ha maturato un solido know-how nella realizzazione e gestione di asset elettrici, un settore nel quale siamo considerati una realtà di eccellenza. Le principali attività estere riguardano la realizzazione di linee elettriche in Perù, Uruguay e Brasile, che ci consentono di mettere a frutto l’esperienza nel nostro core business. In Europa, stiamo realizzando un collegamento sottomarino verso il Montenegro ed un’interconnessione ‘invisibile’ verso la Francia, che è la nostra frontiera elettrica più importante.

Può farci capire meglio il ruolo di Terna nella gestione del sistema elettrico?
La filiera del sistema elettrico può essere schematizzata in quattro fasi: Generazione, Trasmissione, Distribuzione e Consumo dell’energia. Il TSO si occupa della Trasmissione, ovvero il trasporto dell’energia per grandi distanze grazie ad una rete ad alta e altissima tensione, dai siti di Generazione fino alla consegna agli attori successivi della filiera: i distributori. Questi oggi sono costituiti da una molteplicità di operatori che, a livelli di tensione più bassi, consegnano l’energia all’utilizzatore finale. In questa filiera, i soggetti coinvolti sono molteplici: una pluralità di generatori e distributori, a fronte di un unico soggetto responsabile del governo e funzionamento del sistema, il TSO italiano, ovvero Terna. Infatti una delle principali missioni di Terna consiste nel delicatissimo compito di mantenere in equilibrio costante, istante per istante, la quantità di energia elettrica che viene prodotta e la quantità di energia elettrica che viene consumata, ovvero mantenere ‘bilanciato’ il sistema elettrico nazionale. Ogni scostamento dalla situazione di equilibrio può generare un degrado ed una deriva del sistema, con conseguenze immediate e potenzialmente piuttosto impattanti sul Paese. È uno di quei servizi ‘silenziosi’, dove il successo è dato proprio dalla sua regolarità, puntualità, consistenza.

Cosa significa questo in termini di impegno tecnologico?
L’efficienza e la qualità del servizio richiedono un sistema articolato e distribuito in grado di garantire l’assoluto controllo di asset e dinamiche della rete. Un sistema in cui è necessario mantenere in ogni istante la quantità di energia generata bilanciata a quella consumata, tenendo conto che l’energia elettrica non è sostanzialmente immagazzinabile (a meno dell’utilizzo di impianti di storage idrico o elettrochimico), richiede l’elaborazione di moltissime informazioni in tempi estremamente contenuti. A differenza di altre infrastrutture dove l’inerzia del sistema è maggiore e l’intervallo tra un fenomeno ed il suo effetto è dell’ordine dei minuti, nel caso del sistema elettrico i fenomeni da gestire sono quasi istantanei. Al nostro sistema tecnologico è richiesto di poter rilevare gli eventi, trasportare le informazioni, decidere le opportune azioni e contromisure, attuarle, il tutto in un range di 200-300 millisecondi. È un sistema che lavora in realtime nel quale il ruolo delle tecnologie è evidentemente fondamentale.

Qual è il vostro spazio rispetto ai grandi temi della razionalizzazione energetica e nello sviluppo delle smart city?
È ovviamente centrale. Siamo pienamente coinvolti nel cambiamento che il sistema elettrico vive, stiamo già affrontando la sfida di riuscire a qualificare l’esercizio di un sistema elettrico che sta evolvendo, anche secondo metriche e approcci nuovi. La transizione energetica è già in corso e l’ICT ricopre un ruolo essenziale. Il sistema elettrico sta vivendo un profondo cambio di rapporti e regole. Si sta passando da un modello di generazione di energia elettrica caratterizzato da grandi centrali termiche, connesse direttamente alla rete di trasmissione nazionale, che producono grandi quantità di energia in modo programmabile, ad un modello di generazione più articolato e distribuito, con nuove tecnologie e tipologie di produzione, soprattutto rinnovabili, di dimensioni molto minori, generalmente non programmabili e non sempre allacciate alla rete di trasmissione ma alla rete di distribuzione. Si pensi al pannello fotovoltaico sul tetto delle abitazioni, all’impianto fotovoltaico a terra o sopra le serre, all’eolico, alla piccola centrale idroelettrica. Stiamo affrontando una fase di transizione che trasformerà in modo profondo anche il nostro modo di operare. Un cambio di paradigma così importante che impatta processi e tecnologie, che richiede investimenti e cambiamenti soprattutto a livello informativo.

Quali sono le principali sfide che avete di fronte?
Le sfide dell’ICT sono le sfide dell’azienda: avere un ruolo attivo e proattivo nella gestione della transizione energetica che sta caratterizzando il sistema. Così come Terna risulta utile al Paese, il mio obiettivo è rendere la struttura ICT sempre più utile all’azienda, grazie a una azione basata sui criteri di concretezza e di accessibilità, i nostri più significativi pilastri valoriali. All’interno di questo framework assume sempre più rilevanza il ruolo dell’infrastruttura tecnologica distribuita, per abilitare qualsiasi futura evoluzione. Per esercire il sistema elettrico in sicurezza, considerando anche l’ulteriore sviluppo delle fonti di generazione rinnovabile, dovremo essere sempre più in grado di integrarci con tutto ciò che ci circonda, dai TSO confinanti alle reti dei distributori, per osservare e gestire cosa accade sulla rete elettrica ad alta tensione e nelle reti di distribuzione connesse. Diventa quindi fondamentale poter contare su un efficace scambio di dati con i Paesi confinanti, in particolare, la Francia, la Slovenia, l’Austria e la Svizzera, il Montenegro, Malta e la Grecia. Inoltre, se una parte rilevante della produzione viene installata sulle reti di distribuzione, deve mutare il modello con il quale Terna acquisisce le informazioni per governare l’equilibrio del sistema energetico.
In altre parole, per sapere cosa succede non è più sufficiente il controllo della nostra rete; dobbiamo guardare agli altri TSO e a quanto accade a livello di rete di distribuzione, ovvero diventa necessario avere visibilità dei comportamenti dei diversi soggetti connessi alla rete di distribuzione, con possibilità di indirizzarne il comportamento, per mantenere costantemente il sistema elettrico in condizioni di sicurezza. Considerando altresì che in questo contesto si stanno sempre più affacciando nuovi soggetti: per esempio gli operatori di storage e i prosumer che, se in numero significativo, diventeranno rilevanti per l’esercizio in sicurezza della rete. Il ruolo strategico dell’infrastruttura informatica si trasforma e richiede crescenti requisiti di prestazione. Investiamo sulla connettività con grande attenzione alle fibre ottiche e l’industrial IoT è divenuta una risorsa concreta che, sebbene sia ancora immatura per alcuni aspetti tecnologici, costituisce una soluzione adatta per realizzare un’evoluta rete di sensori in grado di migliorare la gestione dei nostri asset e di osservare i fenomeni che impattano il funzionamento del sistema elettrico. La transizione energetica sta modificando anche il paradigma tradizionale della dislocazione della capacità di calcolo. Oltre alla capacità di calcolo concentrata nei grandi data center, sta nascendo, soprattutto attraverso l’evoluzione dell’IoT e dell’edge computing, la necessità di disporre di capacità di calcolo distribuita; questo consentirà di governare adeguatamente la crescente mole delle informazioni disponibili, sviluppando in parallelo al modello che vede il calcolo concentrato in pochi punti una sua evoluzione nella quale si ha la necessità di disporre della capacità di analisi e di calcolo real time in modo distribuito. In questo modo è possibile avere un portafoglio di soluzioni tecnologiche in grado di gestire qualsiasi fenomeno, in real time o near real time, sincrono e asincrono. Nella nostra realtà, infrastruttura ICT e infrastruttura di rete elettrica presentano enormi e distintive sinergie, realizzando una simbiosi che assume dimensioni strategiche. La fibra ottica di proprietà Terna che utilizziamo per l’esercizio e il monitoraggio della rete per esempio si snoda lungo l’elettrodotto stesso. Quando lei osserva un palo dell’alta tensione, vede i tre conduttori e nella parte alta del palo, sul ‘cimino’, una fune più sottile che ha un ruolo di protezione dalle fulminazioni: con ogni probabilità al suo interno scorre la nostra fibra ottica. Abbiamo ormai una rete di decine di migliaia di chilometri. Non solo, la stazione elettrica, il punto nel quale convergono più linee elettriche e che consente di realizzare la magliatura della rete, ha sottesa un’importante capacità sensoristica installata per elaborare la crescente mole di dati da gestire. Si tratta di una sinergia che riusciamo a creare e capitalizzare grazie alle nostre caratteristiche peculiari. Assumendo un ruolo così strategico, fattore chiave di successo è che l’infrastruttura tecnologica sia un asset dell’azienda, così come la rete elettrica, con elevato insourcing di competenze strategiche governate dalla struttura ICT. Solo questo consentirà di mettere nel tempo a disposizione del gruppo i migliori servizi ICT con efficacia ed efficienza.

La filiera elettrica

Siete la parte centrale di un sistema costituito da tanti attori, come sono articolati i vostri servizi?
I servizi che eroghiamo sono concettualmente raggruppabili in cinque cluster. Il primo cluster è costituito da quelli necessari all’esercizio della rete; sono quelli che servono a gestire il bilanciamento continuo della rete per intenderci, quindi quelli maggiormente mission critical. E sono i servizi che stanno evolvendo proprio per gestire la transizione energetica verso una più ampia diffusione delle energie rinnovabili. Il secondo importante cluster di servizi erogati a Terna e a terzi è legato al mercato elettrico. Terna gestisce il mercato dei servizi, quindi si interfaccia con tutti gli attori del mercato: produttori, trader, distributori, consumatori. Il mercato è di fatto lo strumento con cui Terna definisce il comportamento che ogni soggetto deve avere per garantire il bilanciamento, quindi la sicurezza, del sistema. Alla gestione del mercato sono poi associate importanti partite economiche; abbiamo quindi il compito di valorizzarle e regolarle, gestendo opportunamente il rischio di controparte. Anche il mercato, in effetti, viene rivoluzionato dalla transizione energetica in corso. Per esempio, veniamo da un modello nel quale si effettuavano quattro sessioni di mercato al giorno; oggi le sessioni sono dodici: stiamo andando verso un modello orario, con obiettivo di abilitare il continous trading, che consentirà a tutti gli operatori di formulare offerte in ogni momento e senza alcuna interruzione. Inoltre, se prima il mercato era ‘italiano’, ovvero utilizzava risorse nazionali per erogare servizi comin Italia, stiamo andando verso uno scenario di market coupling nel quale si condividono, tra TSO confinanti, risorse e servizi. Infine si stanno qualificando nuove figure che possono operare sul mercato. Oltre ai tradizionali produttori, trader e consumatori, Terna sta progressivamente abilitando altre tipologie di soggetti: si stanno affacciando al mercato operatori di storage, i prosumer che acquistano e vendono energia a secondo dell’esigenza. Le dimensioni di cambiamento sono molteplici, il perimetro e la complessità mutano continuamente in modo rilevante. Il terzo cluster è rappresentato dalla gestione degli asset. L’azienda, infatti, è asset intensive: mantenere i nostri asset in perfetto funzionamento, effettuando attività di operation & maintenance con continua ricerca di efficienza ed efficacia, rappresenta un importante stream di sviluppo progettuale. Stiamo quindi gestendo significativi investimenti per migrare sempre più la nostra manutenzione da un modello ‘su condizione evoluta’ ad un modello ‘predictive’. Quarto e quinto cluster sono i servizi erogati al gruppo e alle persone. Proprio sulle competenze e sulle persone stiamo affrontando grandi investimenti. Sono le persone infatti che dovranno essere in grado di affrontare al meglio le sfide proposte dal cambiamento. Mi piace citare una frase di Gartner: “La Trasformazione Digitale è Analogica”. Mi piace perché cattura molto bene il ruolo centrale delle persone nel gestire la trasformazione digitale che sta caratterizzando il momento che viviamo. Dobbiamo mettere le nostre risorse nelle migliori condizioni per affrontare il contesto. In questa ottica abbiamo dotato la forza lavoro di Terna delle più moderne tecnologie: gli operativi di Terna oggi eseguono le attività sulla base di un sistema di workforce management evoluto gestito attraverso tablet con elevati standard di sicurezza, accedendo in mobilità a tutti quei servizi e a quelle applicazioni che possono consentire di eseguire al meglio un’attività di manutenzione degli asset. Abbiamo poi una roadmap importante per trasformare il workplace di tutti i dipendenti Terna in logica digitale.

Nella sua disamina fa costante riferimento alla gestione della transizione energetica, quali sono i fattori critici e quanto conta l’organizzazione?
Ho già sottolineato la rilevanza delle persone per gestire qualsiasi transizione e trasformazione. Vorrei soffermarmi sull’importanza dello sviluppo delle competenze delle risorse impegnate nella gestione dei servizi IT. Oggi è sempre più necessario sviluppare quella che definisco la ‘completezza di ruolo’ all’interno dell’organizzazione.

Alessandro TrebbiCosa intende con il concetto di completezza di ruolo?
Per riuscire ad avere un ruolo attivo ed incisivo nella gestione della Trasformazione, la completezza di ruolo è sempre più un fattore critico di successo, non solo nel mondo ICT. La completezza di ruolo si articola su tre dimensioni: completezza di Linguaggio, di Metodo e di Alleanze. Affinché una azione manageriale che guida la trasformazione risulti essere efficace, occorre sempre più essere in grado di gestire interrelazioni complesse con il resto dell’organizzazione. Nasce quindi la necessità di parlare non solo il linguaggio tecnico proprio dell’IT, ma anche il linguaggio del business – per essere propositivi e collaborativi e per comprendere le necessità di evoluzione e trasformazione – e sempre più financial. Saper esprimere bisogni ed opportunità in termini di vantaggio competitivo o finanziario stimola una triangolazione virtuosa nella quale diventano reciprocamente visibili finalità, priorità e opportunità. Il cambiamento che abbiamo attuato punta a sviluppare nelle persone e nell’organizzazione IT la capacità di anticipare e analizzare gli impatti finanziari sia delle scelte tecnologiche che dei grandi progetti di investimento infrastrutturale che gestiamo. Questo richiede un miglioramento pervasivo su vari ruoli degli skill financial e una maggiore comprensione degli indicatori fondamentali di business attorno a cui ruotano la gestione e la governance della nostra organizzazione. Inoltre, consideriamo anche Sourcing e Procurement come elementi centrali per poter disporre di strumenti adeguati, tempestivi e flessibili per accedere a risorse, materiali, servizi e quindi per realizzare la ‘Completezza di Alleanze’ necessaria a uno sviluppo vincente del progetto. La seconda direttrice di cambiamento intrapresa è quella di una maggiore integrazione con funzioni aziendali chiave, partner interni essenziali per consentire l’effettiva esecuzione delle nostre iniziative. L’orientamento a gestire in modo completo le alleanze mira a integrare a monte, nel nostro processo di scelta e prioritizzazione, i corretti vincoli e le garanzie richiesti dall’operare il nostro ruolo strategico nel sistema energetico nazionale. Esiste poi un tema di completezza di Metodo, che significa riuscire a governare in modo coerente e virtuoso la definizione della Visione e l’Esecuzione della stessa. Questo non è sempre semplice e nelle organizzazioni talvolta sono affidate a strutture organizzative diverse, con il risultato che chi elabora la visione è depositario del ‘cosa bisogna fare’ mentre chi la esegue si occupa del ‘come bisogna fare’. Bisogna riuscire a inserire questi due aspetti in un paradigma circolare nel quale chi disegna la visione si ponga anche il problema del come realizzarla, perché la reale capacità di attuare quanto pensato condiziona spesso quanto si progetta. Parallelamente, chi esegue deve essere partecipe del disegno. Riuscire a far convivere nello stesso ruolo capacità di visione e di esecuzione è un percorso di crescita che richiede tempo e traguarda tempi medi ma il risultato, una volta realizzata la virtuosa circuitazione tra cosa si vuole realizzare e come realizzarla, ovvero tra visione ed esecuzione, sarà quello di gestire con maggiore completezza l’intero processo. La mia storia professionale, che mi ha visto ricoprire diversi ruoli di responsabilità all’interno dell’azienda, conmolti anni spesi a gestire la line e le operation, mi consente di avere acquisito competenze e punti di osservazione privilegiati per essere sempre più incisivo nella gestione della Trasformazione e del cambiamento. La completezza di ruolo deve tuttavia caratterizzare non solo il Cio, ma deve essere una caratteristica del maggior numero possibile di persone. Lo sforzo continuo che metto in atto è in questa direzione: riuscire a portare la completezza di ruolo capillarmente nell’organizzazione di cui sono responsabile. È un percorso lento che si sviluppa su un orizzonte di medio termine, ma che consente di traguardare due obiettivi verso i quali pongo molta attenzione: incrementare l’efficacia dell’azione manageriale del gruppo ICT e massimizzare il tasso di successo e di concretezza del corposo portafoglio di iniziative che governiamo.

 
TAG: Energia

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