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11/09/2018

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Trasformazione digitale e HR

Una ricerca di Cornerstone OnDemand. È la resistenza al cambiamento il principale ostacolo da superare all’interno delle aziende italiane.

Federico FranciniLa trasformazione digitale è ormai una priorità strategica per la grande maggioranza delle aziende italiane, ma il nodo delle competenze da far crescere in azienda o reclutare sul mercato rimane uno dei passaggi più critici che le imprese devono affrontare. È questa, in sintesi, la conclusione della ricerca promossa da Cornerstone OnDemand e condotta in collaborazione con IDC per il terzo anno consecutivo sul tema intrecciato dell’innovazione e la gestione del personale. Il vendor è attivo a livello globale nello sviluppo di software e soluzioni cloud per la formazione e la gestione del capitale umano che sono utilizzate da più 3.250 clienti in 192 Paesi e in 43 lingue. La ricerca IDC ha coinvolto professionisti HR, responsabili IT e manager di linea operativi in aziende con oltre 500 dipendenti. Il totale degli intervistati è stato di 1.900 persone distribuite in 14 Paesi diversi, Italia compresa.

Il nodo dei talenti
Lo studio ‘Future Culture: costruire una cultura di innovazione nell’era della trasformazione digitale’ parte dal dato di fatto che nel 2018 solo il 7% delle aziende italiane sostiene di non aver ancora iniziato un percorso di trasformazione digitale. Dato più basso rispetto al 2017 (9%), e che si sta allineando alla media degli altri Paesi europei. Tuttavia, a fronte di questa propensione verso l’innovazione, rimane consistente la resistenza al cambiamento, citata dal 33% degli intervistati, anche se in forte calo rispetto all’anno scorso quando era al 46%. Il secondo problema è una base applicativa ancora molto legata ai sistemi legacy (30% nel 2018 e 21% nel 2017) e a seguire la mancanza di innovazione interna (24% nel 2018 contro il 27%) e la carenza di partnership (20% nel 2018 contro l’11% per l’anno precedente).

Alla radice di molti dei problemi emersi dalla ricerca, secondo Cornerstone OnDemand, sta l’incapacità delle aziende italiane di reclutare e far crescere i talenti in grado di dare impulso alle strategie di cambiamento, con capacità di ‘soft skill’ da utilizzare sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Ciò è testimoniato dal fatto che prevale ancora la selezione interna piuttosto che l’utilizzo di strumenti più innovativi come le piattaforme di reclutamento che possono identificare candidati esterni con competenze adeguate, nuove idee e una mentalità innovativa: “Per innovare davvero, le direzioni HR italiane devono incoraggiare il cambiamento e coordinare la gestione dei talenti in tutte le fasi del ciclo di vita del dipendente”, è il commento di Federico Francini, regional sales director di Cornerstone OnDemand Italia.

 

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