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04/07/2017

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di Paolo Morati

Testing del software: una cosa seria

Numeri e considerazioni dall’edizione 2017 dell’Italian Software Testing Forum. Tra Agile, Requirements e verticalizzazioni.

STF Forum 2017

Non c’è dubbio che il mondo del software stia vivendo un momento storico in cui il tema della qualità riveste un’importanza, se possibile, ancora più vitale. Utenze consumer e business si trovano infatti costantemente calate all’interno di un universo digitale guidato dalle applicazioni, che permettono di fruire ed erogare servizi critici, capaci di determinare il successo di un’azienda e di un servizio e influenzando processi organizzativi e operativi. Ecco che diventano cruciali le competenze di chi effettivamente deve ‘mettere mano’ al software verificandone la qualità ed effettuando quei test in grado poi di garantirne efficienza ed efficacia. Ancora una volta questo tema fondamentale è stato messo al centro dell’ultima edizione dell’Italian Software Testing Forum, la tre giorni annuale organizzata da ITA-STQB, ITAlian Software Testing Qualification Board (che proprio quest’anno ha compiuto 10 anni), e svoltasi dal 19 al 21 giugno a Milano. Con un totale di quattrocento partecipanti alla conferenza, trenta presentazioni, e cinquantotto partecipanti ai cinque tutorial.  Quattordici invece gli sponsor presenti nell’area espositiva.

Gualtiero BazzanaCrescita costante
Per comprendere l’interesse per queste tematiche Gualtiero Bazzana, Presidente di ISTQB® (International Software Testing Qualifications Board) a livello mondiale e di ITA-STQB, ha snocciolato alcuni numeri recenti che vedono una crescita delle certificazioni in Italia rilasciate dall’organizzazione da lui guidata. “Nel nostro Paese parliamo di una costante crescita. Dal 2008 sono stati 5.000 gli esami erogati, dei quali 1.300 nel 2016. Più di 3.000 invece i certificati ISTQB® rilasciati al 31 maggio 2017, e 300 quelli REQB®. La maggioranza di certificazioni ottenute riguardano il livello Foundation (il 75% del totale), che è prerequisito per poi sottoporsi agli altri esami. Nella realtà in molti hanno successivamente deciso di proseguire il proprio percorso sui livelli Advanced e su quello Agile, con l’Italia che registra proprio una delle proporzioni più importanti in tal senso. A livello mondiale, gli esami ISTQB® svolti sono stati invece finora 700.000 con oltre 500.000 certificati rilasciati. Entro il 2019, il traguardo previsto è di superare il milione di esami. Nel contempo ISTQB® sta predisponendo un registro mondiale delle certificazioni”.
Quello del testing del software è di fatto un mercato che oggi vale 60 miliardi di dollari, ha spiegato Bazzana: “Negli ultimi tre anni ha registrato una crescita composta tra il 10 e il 12% anno su anno. Ma nei prossimi quattro è previsto che questo dato acceleri al 14,4%, un risultato che conferma l’unicum positivo del nostro comparto. Si può quindi definire il testing un mercato maturo? Nella realtà non è una pratica nuova, ma intercetta tutte le novità tecnologiche che emergono e quindi è calata in un contesto in continuo rinnovamento”. 

Ecco che, guardando ai dati del Software Quality Report presentati da Bazzana, si evidenziano i trend che influenzano in modo significativo le attività legate alla qualità,  notando che oggi la spesa dedicata rappresenta circa il 35% del budget IT totale delle grandi aziende, con una crescita fortissima della test automation e ricadute in termini di ottimizzazione. Tante quindi le evoluzioni delle attività in cui le applicazioni svolgono un ruolo: “Andiamo dagli aspetti legati alla digital transformation, alla user experience e all’usability testing, per poi passare dalla security che è una delle preoccupazioni di maggiore rilevanza, nonché l’affermazione di pratiche Agile e DevOps con tutto quello che questo comporta per i processi qualitativi. Fino all’aspetto mobile che è ormai canale privilegiato di accesso anche alle funzioni business”, ha aggiunto Bazzana.

Più opportunità
I dati dunque parlano di nuovo di un interesse crescente per il testing, con ricadute anche sull’evoluzione del portafoglio ISTQB®. “Se storicamente era strutturato in modo orizzontale, senza specializzazioni e generalista, lo schema è stato poi cambiato componendosi in tre stream. Abbiamo quindi mantenuto quello Core, affiancandogliene uno Agile e uno Specialist. Il primo, disponibile ormai da un paio di anni come Agile Tester, è stato ampliato prevedendo ulteriori livelli di specializzazione Advanced, e in particolare uno sugli aspetti tecnici e uno su quelli organizzativi. Lo stream Specialist rappresenta invece la parte più nuova e ha l’obiettivo di rilasciare delle certificazioni verticali coprendo alcune tematiche specifiche. “Parliamo di usabilità, prestazioni, sicurezza, di tipologia di attività (come la test automation) e di dominio applicativo (partendo dal settore Automotive per poi spostarsi anche su altri). Con certificazioni che sono agnostiche fronte vendor e si propongono come pratiche da declinare su ciascuna organizzazione in base alla propria particolare realtà. E sillabi, anche in italiano, disponibili gratuitamente”, ha commentato Bazzana.

Altre novità e prossimi passi
Di recente è stata annunciata anche una novità sul fronte Requirements Engineering, con la fusione dei due schemi disponibili REQB® e IREB®, e con quest’ultimo che dal 1 ottobre 2017 sarà da considerarsi lo schema di riferimento includendo le best practice di entrambi. “Di fatto – ha spiegato Bazzana – i due schemi si erano divisi il mercato mondiale, non garantendo quindi una copertura omogenea. La loro convergenza garantisce in ogni caso il ‘grandfathering’, quindi nessun problema per chi è già certificato REQB® o la sta ottenendo, fino al 30 settembre”. Entro i prossimi 18 mesi ISTQB®  introdurrà invece anche una certificazione Mobile Application Tester, basata sulla certificazione CMAP©, e pubblicherà due nuovi sillabi relativi al perfomance testing e all’usability testing, mentre le verticalizzazioni riguarderanno l’Automotive e l’industria del Gaming e del Gambling. “Riassumendo, il testing continua a dimostrarsi una pratica sempre più importante, e per questo sono necessarie nuove certificazioni, puntuali per settore e capaci di estendere al meglio le competenze dei chi lavora sul software e la sua qualità”, ha concluso Bazzana.

 
TAG: Sviluppo

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