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20/03/2013

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Tecnologia: quando a guidare sono i dipendenti

I dati di una ricerca che ha esplorato il fenomeno del ‘ridisegno’ del lavoro a partire dalla consumerization

Ha coinvolto quasi 600 dirigenti e IT decision maker di 19 Paesi (Italia compresa) la ricerca condotta da Avanade sul tema Work Redesigned, che è andata a indagare l’impatto che l’uso delle tecnologie consumer sta avendo in ambito aziendale; sia per quanto riguarda la conduzione del business che relativamente ai risultati che si possono raggiungere. L’idea di fondo è che - mentre la scelta del tipo di tecnologia sul posto di lavoro ha seguito tradizionalmente le diverse esigenze di business, seguendo un processo di autorizzazione in base a richieste e target aziendali - oggi a guidare sono i dipendenti. Questo in particolar modo quando si parla di sistemi mobili e tecnologie consumer.
In particolare lo studio sottolinea che le aziende anziché chiudere a queste tecnologie non solo le accettano, ma ne promuovono anche l’adozione.

 

 

I device sul lavoro

 

A livello globale il 61% del campione afferma che la maggioranza dei propri dipendenti utilizza dispositivi personali sul luogo di lavoro, un dato che in Italia è leggermente più alto (63%). Il 54% delle realtà intervistate sottolinea invece che la maggioranza dei propri dipendenti si serve degli smartphone per attività semplici quali la consultazione di email, documenti online e l’organizzazione del calendario. Percentuale che per quanto riguarda il nostro Paese si ferma al 47%. Al contrario l’Italia registra un dato superiore alla media fronte impiego dei tablet per svolgere operazioni basiche - 37% contro 33% della media – e operazioni avanzate quali CRM, la gestione dei progetti, la creazione di contenuti e l’analisi dei dati – 47% contro il 33%.


Fronte vantaggi e benefici ottenibili dalla modifica del proprio modo di fare business, avviando processi aziendali completamente nuovi, fondati su questi trend, la ricerca di Avanade evidenzia come il 71% (il 76% in Italia) delle realtà intervistate ha trasformato almeno un processo di business – tra cui quelli di gestione IT, vendita e marketing, risorse umane e customer service – accettando i trend di lavoro emergenti. Si parla ad esempio di uso dei dispositivi mobili e delle tecnologie consumer. E il 20% delle aziende (18% in Italia) ha cambiato quattro o più processi di business in modo tale da massimizzare la crescente importanza della mobility e delle tecnologie consumer sul posto di lavoro.


Inoltre quelle realtà che hanno abbracciato l’emergere delle tecnologie consumer e mobile istituendo nel contempo policy aziendali e processi di business per supportarle hanno riscontrato un aumento significativo nei profitti, migliorato i processi di sviluppo dei prodotti e incrementato il livello di soddisfazione dei dipendenti. Diversi i fronti su cui questa scelta ha impattato partendo dalle prestazioni di vendita, con l’utilizzo dei device personali al proprio interno che ha portato un 73% di possibilità in più di migliorare le vendite e attrarre clienti. Fronte profitti invece si è registrato un 54% di probabilità in più di aumentarli rispetto a chi non adotta tecnologie, policy e processi nuovi. E ancora, è stato riportato un 58% di possibilità in più di migliorare la distribuzione dei servizi e dei prodotti sul mercato e un 37% di possibilità in più di migliorare la soddisfazione dei dipendenti. Lo studio sottolinea come di solito queste realtà tengono molto in considerazione la creatività e hanno una notevole abilità di problem solving.

 

 

Un divario tra livelli

 

La ricerca Avanade mostra anche il differente punto di vista dei dirigenti aziendali e dei manager IT in merito al ruolo delle tecnologie consumer e mobile in azienda. In generale si sottolinea come il divario tra i dirigenti C-Level e il loro staff IT potrebbe essere il limite maggiore alla diffusione dei nuovi processi di business. Inoltre La sicurezza rappresenta certamente una delle preoccupazioni principali che scoraggia l’adozione delle nuove tecnologie da parte delle aziende ed esiste una differenza sostanziale tra la gestione delle problematiche di sicurezza da parte dello staff IT rispetto alla dirigenza. Nel dettaglio dei dati, il 71% dei dirigenti C-level crede che il resto dell’azienda possa svolgere le proprie attività anche fuori dall’ufficio, +39% rispetto a quello fornito dallo staff IT e dai responsabili delle business unit.

 

Infine i decision maker IT tendono a minimizzare i potenziali rischi (55%) che derivano dall’utilizzo di tecnologie personali in azienda. Il management dal canto suo si rivela molto più concentrato sulla massimizzazione dei potenziali benefici (56%) derivanti dall’uso dei dispositivi personali.
 

 
TAG: BYOD

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