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05/12/2012

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I Big Data secondo i CIO italiani (prima puntata)

Sono molti i punti di convergenza emersi con i fornitori di tecnologie e servizi

 

 

Sono molti i punti di condivisione tra aziende utenti e fornitori sul tema dei Big Data. È questo il risultato non del tutto scontato che è emerso dal secondo appuntamento di confronto che la redazione di Office Automation ha organizzato per approfondire la tematica. Un appuntamento che questa volta ha coinvolto i massimi livelli IT di cinque aziende italiane che operano in differenti settori verticali e di diverse dimensioni. Era un appuntamento obbligato dopo la tavola rotonda Big Data che ha coinvolto 13 aziende dell’offerta che a vario titolo operano sul nostro mercato nazionale (vedi numero di luglio/agosto 2012 di Office Automation).
 

Ma le iniziative sul tema Big Data non si fermano qui. La terza tappa è stato il Big Data Congress organizzato da Soiel a Milano lo scorso 22 novembre che con la nuova formula delle ‘conversazioni’ ha offerto a tutti coloro che vogliono approfondire la tematica la possibilità di assistere in diretta a un dialogo tra fornitori e, dall’altra parte, CIO e CTO di primarie aziende che operano in Italia (vedi video correlato).

 

Un'esperienza di alto livello che con nuovi interlocutori si realizzerà il prossimo 20 febbrario 2013 a Roma. Non mancate quindi alla nuova tappa del Big Data Congress!

 

 

I punti in comune tra fornitori e aziende utenti
 

 

I Big Data sono destinati a rappresentare una forte discontinuità nel business aziendale nei prossimi anni su una vasta area di applicazioni vecchie, ma anche nuove, e non esclusivamente legate solo al mondo social o solo alla sentiment analysis. Questo è il primo importante punto di convergenza con i fornitori emerso dai CIO che si sono confrontati nella nostra tavola rotonda.
 

Inoltre, i Big Data non sono un tema confinato solo ed esclusivamente in determinate tipologie di aziende, quelle grandi e quelle del mondo dei servizi, come erroneamente molti pensano ancora. I Big Data sono un argomento che interessa anche le aziende manifatturiere, per gestire al meglio la supply chain, ma anche per creare nuovo business, realizzando nuovi prodotti in cui una tecnologia che genera ‘informazioni’ rappresenta un valore aggiunto molto importante.

 

Allo stesso tempo i Big Data interessano aziende di dimensioni di qualche ordine di grandezza inferiore, anche dal fatturato di poche decine di milioni di euro, che devono competere nei mercati esteri o che devono tenere sotto controllo, attraverso analisi predittive su dati non strutturati, elementi fondamentali per il business che però rappresentato delle variabili totalmente indipendenti dalla volontà aziendale.
 

Un terzo tema in cui si registra condivisione è certamente il fatto che i Big Data rappresentano anche una discontinuità tecnologica molto importante, e hanno la necessità di essere affrontati con nuove soluzioni che possano integrarsi anche in contesti di cloud computing, soprattutto per garantire le capacità di calcolo necessarie, ma anche per dar corpo a un’offerta di servizi basati sui Big Data che possono essere immessi sul mercato da broker o da nuove società nate ad hoc. Questo perché, solo in tal modo le PMI potranno avvicinarsi a un utilizzo massivo dei Big Data nei loro contesti di business.


Infine, i Big Data richiedono nuovi skill, nuove figure professionali sia interne che esterne all’impresa e per creare queste nuove professionalità tutti sono chiamati a fare la loro parte, anche le aziende dell’offerta, e non solo le azienda utenti.

 

 

Il valore atteso dai Big Data

 


Che cosa possono dare i Big Data alle aziende utenti che decidono di adottarli? I CIO della nostra tavola rotonda condividono il fatto che i Big Data portano a una maggiore e più profonda conoscenza del proprio mercato di riferimento, che permettono di verificare sensazioni, tesi e sentimenti che difficilmente sono riscontrabili sul campo con altri strumenti, che consentono di dare risposte in tempi adeguati, anche real time, alle eccezioni sia negative sia positive che si riscontrano nel proprio business...

 

Tutto questo è già letteratura, la novità semmai è quella che i Big Data danno a molte aziende la prospettiva di tornare a svolgere in modo innovativo un ruolo di intermediazione del business importante e unico, un ruolo che nel recente passato è stato messo in discussione proprio dall’avvento di Internet.

 

Solo un’entità in grado di svolgere analisi approfondite su volumi enormi di dati eterogenei può essere in grado di dare ai propri clienti una lettura allo stato dell’arte in quel preciso e determinato momento con informazioni ad alto valore aggiunto difficilmente recuperabili dalla vasta platea dei singoli.
 

I Big Data quindi potranno tornare a produrre un valore che paradossalmente proprio l’avvento della Rete ha reso quasi nullo, e questa è forse la discontinuità più importante che vivremo rispetto alla situazione attuale.

 

 

I partecipanti alla tavola rotonda:


 

ITALO CANDUSSO
CIO Italy/Emea
BOMI GROUP
Dal 1985 Bomi Group fornisce servizi di logistica in outsourcing e soluzioni specializzate al settore diagnostico-medicale. Qualità, alta specializzazione, estrema personalizzazione sono i tratti distintivi delle attività svolte e delle soluzioni proposte a clienti e aziende esterne: warehousing e physical distribution, transport management dedicato, gestione cold chain con stoccaggio e trasporto a temperatura controllata, consignment stock con gestione inventariale, kit assembling certificato. Riconosciuta come operatore di riferimento per il settore healthcare, e titolare delle certificazioni ISO 9001:2008 e ISO 13485:2003, la società gestisce 1 milione di consegne l’anno per conto di 80 aziende e dispone di un network internazionale in continua espansione. In Italia la società conta circa 80 dipendenti per un fatturato di circa 17 milioni di euro, numeri che crescono in maniera significativa considerando anche le operazioni all’estero, dove le risorse impiegate sono circa 700 e il giro d’affari tocca i 70 milioni di euro.


 

MARIO MARTINELLI
Responsabile Sistemi Gestionali ed Office Automation
SISAL
Sisal gestisce dal 1946 i giochi pubblici (dati cioè in concessione dallo Stato). Il successo delle “idee Sisal” è alla base del risultato economico e della reputazione dell’azienda che in più di sessant’anni ha costruito una relazione di fiducia e credibilità con oltre 20 milioni di consumatori italiani. Nel 2011 la società, che gestisce un’ampia offerta di giochi on e off-line e di servizi al cittadino, ha registrato ricavi per oltre 800 milioni euro, ha circa 1.500 dipendenti ed opera con una rete di 46.000 punti vendita. Sisal è stata una delle prime aziende italiane del suo settore a investire su Facebook nel 2009. La pagina Facebook del SuperEnalotto, per esempio, attualmente supera i 610.000 fan, ponendosi come uno dei primi brand italiani per numero di iscritti, oltre ad essere la community “lottery” più numerosa al mondo.


 

CLAUDIO NASTI
Responsabile dei sistemi informativi
CHANTECLER CAPRI
Chantecler nasce nel 1947 come gioielleria a Capri: in poco tempo, grazie ai suoi gioielli, unici, diventa una tappa obbligata del jet set internazionale che frequentava Capri negli anni ’50. È l’inizio di un successo che dura da oltre 60 anni. All’inizio del nuovo millennio l’azienda decide di intraprendere la sfida dell’internazionalizzazione, aprendosi alla distribuzione tramite il canale wholesale e ottenendo un successo immediato. Oggi la società, impresa di medie dimensioni, raggiunge più di 120 gioiellerie multibrand e conta 5 boutique monomarca a Capri, Cortina, Milano, Tokio e Astana (Kazakistan). Chantecler è un brand moderno che non subisce le mode e riesce a portare il proprio stile in tutto il mondo.


 

ALESSANDRA BANFI
Responsabile della Direzione Information and Communication Technology
GRUPPO PIRELLI
Fondata nel 1872, Pirelli è oggi il quinto operatore al mondo di pneumatici per fatturato, nel 2011 pari a circa 5,65 miliardi di euro, con una capacità produttiva di circa 66 milioni di pezzi. Presente commercialmente in oltre 160 paesi, la società impiega circa 36mila dipendenti e conta 22 siti produttivi tyre in quattro continenti e tredici Paesi: Italia, Germania, Russia, Turchia, Romania, Cina, Egitto, Argentina, Brasile, Venzuela, Messico, Stati Uniti e Regno Unito. Pirelli è tra i principali produttori di pneumatici di alto e altissimo di gamma, il segmento Premium in cui punta a conquistare la leadership mondiale entro il 2015. La società è da sempre fortemente impegnata nella ricerca e sviluppo, area in cui investe annualmente circa il 3% del proprio fatturato complessivo e il 7% dei ricavi dell’alto di gamma, tra i più elevati del comparto e che consente a Pirelli lo sviluppo costante di sistemi innovativi e altamente tecnologici per la produzione dei propri pneumatici.


 

MASSIMO MESSINA
Head of Service Line ICT Infrastructure
UNICREDIT BUSINESS INTEGRATED SOLUTIONS
UniCredit Business Integrated Solutions è tra le prime società di servizi a livello europeo. Detenuta da UniCredit, nasce dall’integrazione e consolidamento di 16 società del Gruppo ed è dedicata all’erogazione dei servizi di Information & Communication Technology (ICT), Back Office e Middle Office, Real Estate, Security e Procurement. Conta circa 11.000 persone e coordina le attività in 11 Paesi: Austria, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria, New York e Singapore.


 

 

 

 

RUGGERO VOTA
Coordinatore Editoriale riviste ICT

SOIEL INTERNATIONAL
 

 
TAG: Big Data

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