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04/10/2012

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Come si porta il tema Big Data al mercato (Quarta Parte)

Ultima puntata della Tavola Rotonda con i protagonisti dell’offerta

 

 

 

Ultima puntata della Tavola Rotonda con i protagonisti dell’offerta

 

 

Approccio consulenziale e seminari anche accademici. Fino a oggi sono queste le formule che i vendor hanno messo in campo per spiegare alle aziende italiane un’offerta complessa e articolata come quella dei Big Data. Gli approcci sono diversificati e in alcuni casi è previsto anche il coinvolgimento dei business partner. Inoltre la tematica richiede skill e competenze finora inedite nell’ICT.

 

 

Il mercato, davanti a un tema così articolato e in rapida evoluzione, come reagisce? Come si riesce a far capire il valore di una offerta complessa come quella legata alla gestione dei Big Data?

 

 

 

Guarino, Oracle – Siamo in una fase di ricerca e di studio in cui il cliente chiede un supporto consulenziale piuttosto che una soluzione ready-to-go. Ricorda un po’ la fase pionieristica dei primi sistemi decisionali, in cui contava molto il rapporto con il cliente piuttosto che la presentazione classica di prodotto. La nostra strategia è quella di essere vicino ai nostri clienti, ascoltarli con attenzione per aiutarli ad affrontare al meglio le loro problematiche. A questo si affianca una attività di marketing coerente in ogni parte del mondo tesa a dare visibilità a queste tematiche.

 

 

Ferraro, SAS – Per noi l’approccio ai Big Data in fondo è uguale a quello per i normal data: escludendo il fattore autorizzativo, poter eseguire analisi su più indicatori e profilazioni più accurate utilizzando maggiori informazioni e migliori modelli predittivi rappresenta una semplificazione: fino a ieri, infatti, si prendeva un campione, lo si analizzava, valutava e monitorava, per poi passare a un altro campione. Ora si può allargare il campione al massimo, riducendo i tempi operativi e ottenendo informazioni più accurate. Si apre quindi la prospettiva di fare molte più analisi, con il rischio però, di generare report eccessivamente voluminosi e numerosi. La vera sfida è bilanciare bene l’uso delle tecnologie Big Data, facendo in modo che portino i vantaggi attesi senza appesantimenti.

 

 

Maio, QlikView – Il segreto è sapere ascoltare il cliente e proporre soluzioni efficaci. La nostra offerta si basa sul modello associativo per l’analisi del dato, che rispecchia il modo in cui funziona la mente umana, ed è efficace oggi, che parliamo di Big Data, come sarà adeguata domani, quando si parlerà, magari, di ‘esagerate data’. Il nostro approccio è quello di fornire una soluzione efficace in tempi rapidi a problemi che, spesso, in altro modo non sono stati risolti. L’evoluzione tecnologica, poi, apre scenari sempre nuovi per chi, come noi, fornisce una tecnologia legata all’hardware.

 

Borgonovo, Adobe – La nostra piattaforma consente di creare contenuti, gestirli, analizzarli e ottimizzarli, arriviamo alla gestione dei Big Data come elemento finale. Le informazioni, poi, devono essere messe in relazione tra loro attraverso strumenti di tipo statistico, di data mining, e di analisi per consentire di effettuare scelte che, in maniera retroattiva, tornano ad applicarsi alla generazione dei contenuti. Integrare dati eterogenei per comprendere meglio gli eventi non è banale, gli strumenti ci sono, ma in Italia le società che decidono di investire in questa direzione sono ancora poche.

 

 

Giannetti, MicroStrategy – Cerchiamo di far toccare con mano ai clienti la validità delle nostre soluzioni organizzando eventi, come quello svoltosi ad Amsterdam di recente, in cui sono i nostri clienti a parlare delle soluzioni realizzate in ambito Big Data e cloud, testimoniando in tal modo il valore della nostra tecnologia. Per quanto riguarda l’Italia, il prossimo 23 ottobre si svolgerà a Milano il Microstrategy Symposium, dove i protagonisti saranno sempre i nostri clienti.

 

 

 

Gentile, Fujitsu Technology Solutions – La nostra strategia è quella di proporre una vastissima scelta di soluzioni di ultima generazione, integrata da una gamma altrettanto ampia di servizi, in grado di supportare i clienti nella scelta dell’infrastruttura IT e nel modello di delivery più adatti in ogni circostanza. Anche per affrontare il tema dei Big Data partiamo da qui, organizzando naturalmente anche attività di marketing e di lead generation, tenendo però presente che un progetto di Big Data non si vende sulla base di una presentazione o di un assessment  ma su dati concreti, meglio ancora se su dati reali. Noi siamo in grado di gestire questo processo realizzando proof of concept presso i clienti.

 

 

Bellinzona, Ecos, Dedagroup – Organizziamo seminari di taglio accademico in cui invitiamo accademici che hanno modelli da proporre. Si tratta di incontri indirizzati a CIO, CEO, CFO in cui cerchiamo di fornire spunti concreti attinenti al business, visto che spesso sono indirizzati a mercati verticali specifici. In questo contesto insegniamo come riconoscere i Big Data, come gestirli e analizzarli, cercando di costruire insieme un percorso di ottimizzazione. Abbiamo realizzato anche una pubblicazione con Gartner su questo tema, perché crediamo nella formazione.

 

 

 

Guerrini, Reply – Ritengo che le tecnologie di cui stiamo parlando rappresentino un cambiamento paragonabile al cambio di paradigma seguito all’introduzione dei database relazionali, che credo non scompariranno ma coesisteranno con le nuove tecnologie. Quando parliamo con un responsabile IT cerchiamo di spiegare cosa sta cambiando nel suo mondo, ma ci troviamo anche a interagire con interlocutori diversi, perché sta cambiando anche lo spending: su molti temi, come per esempio il marketing, non è più l’IT che decide, anche se mantiene il controllo del budget.

 

 

 

Serventi, EMC – La nostra strategia si articola su tre livelli: tecnologico, di alleanze strategiche e di creazione di nuove figure professionali. Nel primo caso la recente acquisizione di Greenplum già citata, che completa la nostra proposizione tecnologica; nel secondo ci stiamo aprendo verso player a noi complementari, come per esempio SAS, con cui organizziamo attività congiunte. Per quanto riguarda gli skill, infine, abbiamo creato delle nuove figure, che chiamiamo data scientist, con un background soprattutto matematico e statistico, che hanno la capacità di creare modelli costruiti intorno alle specifiche esigenze dei clienti.

 

 

 

Sassi, IBM – All’interno dell’Information Agenda che costruiamo insieme ai clienti ci sono attività già citate come i test sul campo e i Business Value Assessment, realizzati spesso in collaborazione con i nostri business partner. Il modo migliore per parlare di questi temi, però, ritengo sia quello di parlare di Big Data lifecycle, perché bisogna gestire il dato lungo tutto il suo ciclo di vita. IBM ha un’offerta ampia e variegata che va dalla raccolta dei dati all’analisi, all’integrazione nel nostro data management fino alla compliance e alla presentazione sia in termini di report che di analisi predittiva: se riusciamo ad articolare adeguatamente tutto questo siamo in grado di far percepire il valore che stiamo portando.

 

 

Agolli, Informatica – Noi da sempre integriamo dati. Il nostro framework consente di raccogliere i dati dalle fonti più svariate, senza bisogno di avere conoscenze specifiche sui linguaggi variopinti che vanno proliferando. Questo da un lato consente di salvaguardare gli investimenti già effettuati, dall’altro migliora anche l’interazione tra il business, proprietario del dato, e l’IT, che ha il compito di gestirlo, fornendo a ciascuno una interfaccia che parla la sua lingua. In pratica disaccoppiamo le complessità tecnologiche dalle esigenze di business.

 

 

Todaro, SAP – SAP è entrata in modo prepotente nel campo della tecnologia, mentre è conosciuta come player del mondo Erp. La sfida che abbiamo davanti è quella di spiegare ai clienti questo cambiamento, soprattutto dopo l’acquisizione di Sybase e l’introduzione di Hana. Rendiamo disponibile una Real Time Data Pltaform che consente una gestione dei dati real time, dove Hana è la punta di diamante ma che integra anche tematiche relative a database a colonne, strumenti di movimentazione dati, qualità del dato, data management, data governance, e molto altro. In questa veste dirompente che ci presentiamo sul mercato.

 

 

Venturelli, Microsoft – Per noi il futuro è nel cloud, una strategia che, in tema di Big Data, si concretizza con l’implementazione del framework Hadoop su Windows Azure. Abbiamo poi introdotto altre innovazioni, come Windows Azure Numerix che semplifica l’utilizzo di Hadoop, e i connettori con i social network out of the box, senza dimenticare che la versione SQL 2012 integra tecnologia in-memory. Per fare conoscere tutte queste novità puntiamo innanzitutto sui nostri business partner, fondamentali per raggiungere in maniera capillare il mercato, e su attività educational come i customer briefing. A livello internazionale un’esperienza interessante è cloud.com, una start up che dà un ranking a ogni singolo individuo o azienda che abbia una presenza sui social network: un modo nuovo per capire come vengono utilizzate le tecnologie, in particolare, naturalmente, le nostre.

 

 

Testi Tavola Rotonda Big Data a cura di Raffaela Citterio

Servizio fotografico e video a cura di Giuseppe Pantano Arnone

 
TAG: Big Data

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