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01/10/2012

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Tavola Rotonda Big Data: l’IT di domani è alle porte (Prima Parte)

Non sono un tema di nicchia confinabile solo a un numero ristretto di aziende

 

 

 

Non sono un tema di nicchia confinabile solo a un numero ristretto di aziende

 

 

Ruggero Vota

 

 

I Big Data rappresentano una parte consistente del futuro dell’IT e non sono invece un tema di nicchia facilmente confinabile solo a un numero ristretto di aziende e in alcuni ambiti di business. Partiti un po’ in sordina, e guardati inizialmente con sospetto da molti CIO, i Big Data stanno oggi registrando l’interesse anche in Italia di aziende molto diversificate tra loro sia per settori sia per dimensioni.

 

 

Un mondo sempre più digitale

 


Leggere la realtà delle cose, interpretarla e prendere decisioni, sempre di più un domani per un’azienda, per un ente pubblico o per una organizzazione di qualsiasi altra tipologia significherà inevitabilmente confrontarsi principalmente con il mondo digitale, ovvero con l’unico ambiente in grado di garantire un’ampia lettura della realtà, oggi magari non ancora completa, ma che in futuro sarà sicuramente onnicomprensiva ed esaustiva. Tutte le altre modalità di lettura con cui fino a oggi abbiamo lavorato, che potremmo catalogare come ‘analogiche’, nel confronto sconteranno comunque sempre il fatto di fornire una ‘verità’ parziale, se non addirittura manipolata o distorta.


Ci sono entità oggi che possono ancora permettersi di guardare alla realtà con gli strumenti del passato? Certamente sì, ma tra queste oggi non ci possono certo essere le aziende che devono rilanciare il loro business in un periodo di crisi economica, che cercano di mantenere un vantaggio competitivo sulla concorrenza e che intendono cogliere ogni possibile opportunità che emergere comunque dal mercato, anche in una fase difficile come l’attuale. Così come ai Big Data guarda chi vuole fornire un servizio pubblico di qualità ai propri cittadini o alle imprese di un determinato territorio.


Arricchire le basi dati tradizionali con le informazioni che arrivano dai social network, distribuire servizi in formato digitale che nascono direttamente dalle applicazioni, raccogliere e analizzare i dati degli ambienti machine-to-machine o tenere sotto controllo la propria internet delle cose, elaborare centinaia di milioni di informazioni in tempi ristretti… E questo non solo per svolgere meglio attività come vendite o marketing, ma anche per fare una fraud detection più esaustiva di quanto poteva essere realizzata con le tecnologie precedenti, oppure per arricchire le analisi sul rischio supportate dai modelli predittivi con nuovi parametri fino a oggi non disponibili o per implementare organizzazioni multicanale integrate ed efficaci. Tutto ciò, e molto altro ancora, oggi si muove in Italia sotto il cappello Big Data. E questo non era scontato.

 

 

Da dove arriva il valore

 


Parlare di Big Data significa naturalmente affrontare le problematiche legate al volume dei dati e della velocità che deve assicurare tempi di elaborazione rapidi e certi. E queste sono le problematiche tecnologiche che i CIO e l’IT sono chiamati ad affrontare con la consapevolezza che la gestione dei Big Data si realizza con logiche di real time, oppure il loro valore complessivo si depaupera rapidamente.

 

Non sono problemi banali e l’offerta di tecnologia è consapevole del fatto che oltre ai passi finora fatti ne dovranno seguire altri, per assicurare quelle infrastrutture robuste e scalabili necessarie per supportare in modo efficace l’elaborazione dei Big Data e per distribuire i risultati delle analisi su un complesso di dispositivi ampio e diversificato.


Parimenti al volume e alla velocità però, non è assolutamente da trascurare l’aspetto della varietà, che non a caso è il punto sul quale, invece, dimostrano molto interesse le persone del business. Questo per la convinzione che l’analisi sui Big Data porta tanto più valore quanto più è estesa alle diverse fonti dati che entrano in gioco oltre ai data warehouse e alle applicazioni transazionali più tradizionali.


È questo sguardo ‘oltre’ che affascina e scatena la curiosità nelle persone del business e anche nei top manager e negli amministratori delegati delle aziende italiane. Per questo motivo quindi, grazie anche a quanto emerso dalla nostra tavola rotonda, siamo sempre più convinti che prima o poi il tema investirà ogni tipologia di business e ogni tipologia di azienda, e che l’IT di queste realtà comunque sarà chiamato, presto o tardi, a fare i conti con i suoi Big Data.

 

 

I partecipanti alla Tavola Rotonda Big Data

 

 

Vincenzo Guarino
Principal sales consultant
Oracle Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Todaro
Direttore divisione database & technology
Sap Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jean-Pierre Giannetti
Country manager
MicroStrategy Italy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca Venturelli
Direttore server & cloud
Microsoft Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stefano Maio
Sales director
QlikView Italy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guido Guerrieri
Executive partner
Reply

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Bellinzona
Amministratore delegato
Ecos, Dedagroup

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Borgonovo
Solution consultant manager digital marketing
Adobe Systems Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Ferraro
Information practice manager
SAS

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Sortino
Director unified infrastructure
EMC Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuliano Serventi
Presales manager
EMC Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giancarlo Sassi
Information management big data sales manager
Software Group IBM Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fredi Agolli
Country manager
Informatica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Gentile
SAP business development manager
Fujitsu Technology Solutions

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ruggero Vota
Coordinatore editoriale riviste ICT
Soiel International

 

 

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