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20/07/2012

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Tavola rotonda: il valore della rete è sempre più strategico

Un distributore e quattro network vendor a confronto sui temi più di attualità

 

 

 

 

Un distributore e quattro network vendor a confronto sui temi più di attualità

 

 

Raffaela Citterio

 

 

Byod (bring your own device), mobility, cloud, social enterprise... Le sfide che l’industria ICT è chiamata oggi ad affrontare sono tante, ma c’è una cosa che le accomuna tutte: qualunque sia il modello evolutivo scelto, le reti su cui viaggiano applicazioni e servizi, fisse o wireless che siano, devono essere sempre più performanti, stabili, affidabili, flessibili, sicure e rispettose delle normative.

 

Non a caso il settore del networking, nella sua accezione più vasta, è tra quelli che risente meno dell’attuale momento di crisi, perché è in grado di abilitare nuovi modelli di business, incentrati su un’interattività sempre più spinta, spesso senza aggravio di costi, o, quanto meno, attraverso soluzioni in grado di garantire un ritorno dell’investimento in tempi rapidi.


EDSlan, distributore a valore che da oltre vent’anni interpreta al meglio le evoluzioni del turbolento mondo ICT, ha intuito per tempo questo trend, puntando su brand e  tecnologie che in ambito networking hanno permesso tassi di crescita molto sostenuti come dimostrano i numeri: nel 2011, infatti, il giro d’affari di questa Business Unit ha registrato un incremento del 50% rispetto all’anno precedente, e anche nei primi mesi del 2012, nonostante un contesto macroeconomico sempre più instabile, continua a registrare tasso di crescita ancora a due cifre.


Punto di forza del VAD, oltre a un portafoglio ampio e articolato in grado di venire incontro a qualsiasi tipo di esigenza, è da sempre la sua capacità di fare sistema, vale a dire di stimolare un dialogo e un confronto costante e costruttivo con tutti gli anelli che compongono la filiera ICT, dai vendor a chi opera in prima linea - rivenditori a valore, system integrator, installatori ecc.


Un esempio concreto viene dalla tavola rotonda che ha deciso di organizzare per dibattere i temi caldi con cui chi si occupa di reti deve confrontarsi, a cui hanno aderito quattro tra i maggiori brand che ha in portafoglio: Allied Telesis, Alcatel-Lucent Enterprise, Brocade e Huawei.

 


Dare al mercato le risposte che cerca

 


Qualsiasi dibattito non può che iniziare da una disanima del contesto in cui si opera, oggi sicuramente ricco di ostacoli, purtroppo anche – o soprattutto - di carattere finanziario, ma il messaggio che è emerso, fortunatamente, risulta orientato, nonostante tutto, a un cauto ottimismo.

 

“Molte aziende italiane – ha sottolineato Sergio Gianotti, da poco più di due mesi head of enterprise sales di Huawei Italia – hanno una forte vocazione internazionale, e si stanno attrezzando, o intendono farlo, per cogliere le opportunità di business che si possono trovare al di fuori dell’area di crisi che ha investito i paesi occidentali. Non dimentichiamo, infatti, che ci sono molti Paesi che continuano a registrare forti tassi di crescita, ed è lì che bisogna andare per continuare a essere protagonisti; il nostro compito è quello di aiutarle ad attrezzarsi nel modo migliore”.

 

Una visione condivisa da Elena Bonvicino, channel territory representative di Brocade, che ha voluto porre l’accento anche sulla necessità di rivolgersi alle aziende più come consulenti che come soli fornitori di tecnologia. “Oggi - ha detto – le nuove implementazioni devono attivare o ottimizzare processi in grado di generare nuovo business. Più che la tecnologia, che ha indubbiamente fatto passi da gigante, bisogna saper garantire risposte mirate a interlocutori indubbiamente più attenti e preparati rispetto al passato, ma ancora abbastanza confusi di fronte ai nuovi modelli di fruizione dell’IT che si stanno affermando”.

 

 

 

 

Secondo Mauro Rizzi, senior solution specialist di Alcatel-Lucent Enterprise, “stiamo anche assistendo a una evoluzione in cui le aziende si focalizzano sulla user experience fornita agli utenti, che deve sempre essere al top, in qualsiasi momento e in qualsiasi contesto. La filosofia AFN (Application Fluent Network) con la quale realizziamo tutti i nostri prodotti parte proprio da questo presupposto, essendo basata su un’architettura ridondata all’interno della quale la rete è in grado di adattarsi dinamicamente all’applicazione, all’utente e al device utilizzato, fornendo una user experience ottimale e, nel contempo, semplificando tutte le attività di configurazione e gestione”.

 

“Il nostro compito, in qualità di vendor – ha aggiunto Giovanni Prinetti, solution manager di Allied Telesis – deve essere anche quello di fare cultura, sensibilizzare le aziende su alcune criticità spesso sottovalutate, penso ad esempio ai temi della sicurezza e dell’alta affidabilità. È vero che le reti oggi possono supportare una mole di traffico sempre maggiore, ma devono essere disegnate in modo adeguato, superando una impostazione frammentata ancora oggi molto diffusa. La prima cosa da fare, secondo noi, è un attento assesment della situazione esistente a cui far seguire un programma di network consolidation in grado di fornire una visione univoca di tutto ciò che insiste sulle reti aziendali per poter fornire la soluzione ideale”.

 

 

Coniugare innovazione e cost saving

 


Quando si parla di nuovi progetti i riflettori vengono puntati inevitabilmente sul budget, soprattutto in un momento in cui l’attenzione ai costi è diventato l’assillo di tutti i decision maker, inclusi i responsabili ICT.


“L’ICT delle aziende, sia pubbliche che private, può essere paragonato a un diamante dalle molte sfaccettature – commenta Gianotti di Huawei – capace di recuperare le risorse necessarie dalle inefficienze dei processi esistenti per sviluppare soluzioni realmente in grado di aggiungere valore, come ad esempio quelle legate alla mobilità, che naturalmente necessitano di architetture di rete di ultima generazione. Anche l’industria ovviamente deve fare la sua parte, coordinandosi meglio. Alcuni comparti restano ancorati a modelli di business tradizionali, penso ad esempio al mondo del software, dove alcuni operatori non hanno ancora percepito le opportunità offerte dal mondo open”.


Per ottimizzare e razionalizzare realmente le risorse, sia a livello economico che di skill, bisogna che le aziende abbraccino una visione realmente unitaria dei propri asset ICT. 


“Il mondo delle reti, quindi il networking, e quello dei dati, vale a dire il datacenter, spesso sono ancora separati, con responsabilità e risorse distinte – fa notare Bonvicino di Brocade – anche perché nella maggior parte dei casi, parlano protocolli differenti, il primo Ethernet e il secondo Fiber Channel. Siamo presenti in entrambi i segmenti e riteniamo che la cosa migliore sia quella di adottare quanto di meglio offre ciascuna tecnologia, al fine di eliminare le inefficienze. Ad esempio, grazie alla tecnologia di Ethernet Fabric abbiamo trasferito il concetto della “Fabric” proprio del Fiber Channel all’interno del mondo Ethernet; questo consente una maggiore interazione fra i device e l’automazione dell’interazione fra infrastruttura e sistemi. Adottando tale approccio si garantisce una sostanziale riduzione dei costi grazie alla possibilità di veicolare molteplici tipologie di traffico (Ethernet, FC, FCoE) su un’unica piattaforma tecnologica”.


Poiché il datacenter, con l’avvento di Ethernet, è entrato a pieno titolo nel mondo networking, i vendor si sono attrezzati. “Sempre in base al modello AFN, che vede le applicazioni al centro delle nostre architetture – ha evidenziato Rizzi di Alcatel-Lucent Enterprise – abbiamo messo a punto soluzioni ad alta densità di porte, modulari e scalabili, corredate da software di gestione che consentono di gestire centralmente, in modo semplice e veloce, l’intera infrastruttura. Un design più compatto consente una maggiore efficienza energetica sia dal punto di vista dei consumi che da quello del raffreddamento, meno layer, quindi meno macchine da alimentare, e, nel contempo, un incremento significativo delle performance e dell’affidabilità”.


“Secondo noi è tutto l’ecosistema che deve venire incontro alle esigenze di ottimizzazione che esprime il mercato – ha aggiunto Prinetti di Allied Telesis – per quanto ci riguarda, stiamo investendo molto con i nostri partner tecnologici per poter offrire soluzioni sempre più complete ed integrate, prestando grande attenzione anche alla componentistica, a partire dagli alimentatori, che possono contribuire in maniera importante all’efficientamento energetico. A livello tecnico, continuiamo tra l’altro a investire per offrire soluzioni active-active sempre più efficaci, al fine di permettere agli utenti di utilizzare sempre al meglio tutte le risorse di rete”.


Su un punto, poi, tutti sono d’accordo: l’importanza dei partner di canale. Tecnologie e strategie sono importanti, infatti, ma ancora più importante sono le realtà che operano in prima linea e conoscono a fondo il tessuto economico del proprio territorio.


I quattro vendor coinvolti nella tavola rotonda continuano quindi a investire per qualificare sempre meglio il proprio canale, grazie anche al supporto di un distributore a valore come EDSlan, soprattutto attraverso corsi di formazione e certificazione in grado di trasferire al meglio un bagaglio di conoscenze tecniche e commerciali sempre più sofisticate, perché le novità del mondo del networking non si fermano mai.


La virtualizzazione delle reti, e/o la dematerializzazione della gestione delle stesse, infatti, è ormai dietro l’angolo, anche a fronte di un coinvolgimento delle reti in ambiti sempre più vasti (basti pensare alla videosorveglianza, alla domotica, ai buiding intelligenti...). Solo chi saprà fornire soluzioni integrate corredate da servizi ad alto valore aggiunto potrà cogliere le nuove opportunità di business che si vanno delineando.

 

 

“Per fidelizzare i clienti, siano essi rivenditori e/o system integrator che operano in ambito di pubbliche amministrazioni o di mercato privato, oggi sempre più restii a vincolarsi ad un unico brand, riteniamo occorra, più che conoscere le caratteristiche o le funzionalità di un prodotto, capire quali siano i nuovi trend e gli scenari in cui il brand si posiziona nel mercato, per far quindi percepire al cliente che i vendor sono a tutti gli effetti abilitatori e generatori di nuove opportunità di business e non  una minaccia”,  ha concluso Rodolfo Casieri direttore commerciale di EDSlan.
 

 
TAG: Networking

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