Estate 2019
Mobile/Wireless
 

01/07/2014

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Tablet e smartphone per gli ambienti critici

I device consumer non sono sempre utilizzabili in tutti gli ambiti enterprise. Nelle attività di manutenzione e controllo di impianti industriali, per esempio, una scelta poco accorta può creare molti problemi. Ecco perché è utile considerare i dispositivi mobili ‘rinforzati’

 

Smartphone e tablet, ovvero i nuovi device che caratterizzano l’attuale era del mobility computing, si stanno diffondendo sempre di più nelle aziende italiane anche in ambiti applicativi particolarmente critici. Ovvero in tutti quelle situazioni, come può essere una rete di manutentori che opera su impianti dispersi in un certo territorio, che molto facilmente possono mettere a rischio e sotto sollecitazione i device mobili in modo più ‘pesante’ rispetto ai normali ambienti d’ufficio e in viaggio. Tipicamente il personale mobile di un servizio di field force, come sono per l’appunto i manutentori, operano spesso all’esterno e devono affrontare, insieme ai loro device, ogni tipologia di clima; oppure questi operatori sono a contatto e devono intervenire su impianti, infrastrutture, macchinari poco accessibili, oppure installati all’interno di ambienti caratterizzati da elevata temperatura e umidità, ovvero al di sopra degli standard per un idoneo utilizzo di un device consumer.
 Nonostante per queste necessità esista un’offerta di sistemi rinforzati, che gli specialisti chiamano in gergo ‘rugged’, molte aziende hanno selezionato e continuano a selezionare per questi ambiti di utilizzo i device mobili più popolari nel mondo consumer. I sistemi rugged nascono per affrontare meglio tutta una serie di criticità e per fare questo adottano le soluzioni tecnologiche più d’avanguardia e quindi costano di più dei device consumer più popolari. Ma è giusto guardare solo al parametro del costo, quando si deve pianificare l’investimento in terminali per la field force automation che poi devono interagire con efficienza ed efficacia, ovvero in tutte le situazioni immaginabili, con le applicazioni aziendali remote? Questo speciale intende dare qualche spunto di riflessione proprio per spiegare come mai la risposta a questa domanda è semplicemente: no.

 

Le ragioni di chi privilegia i device consumer


Le ragioni di chi privilegia i device consumer sono molteplici e certo, anche il fattore moda ha il suo peso. Questa però è una ragione che viene indicata, non a torto, come positiva: infatti si indica nella popolarità dei device consumer un valore aggiunto che si traduce nell’immediata possibilità di utilizzo di questi device da parte del personale della propria azienda, che si traduce in costi di formazione molto bassi se non inesistenti. Inoltre, i propugnatori di queste scelte fanno presente che, oltre al fattore costo, in caso di smarrimento o danneggiamento irrimediabile di un tablet o smartphone consumer, fatte salvo tutte le procedure studiate a monte per garantire la protezione delle informazioni aziendali, il processo di sostituzione, con relativo riacquisto di un nuovo dispositivo, è un’operazione semplice e realizzabile in tempi relativamente rapidi. Mantenere poi a questo scopo un piccolo magazzino di device di ricambio ha comunque un costo di capitale immobilizzato comunque inferiore rispetto al caso dei sistemi rugged.
Detto questo, non solo esiste una florida offerta di tablet e smartphone rugged, ma anche i vendor di device mobili consumer si stanno attrezzando con il rilascio delle prime gamme ‘rinforzate’ dei loro dispositivi, e stanno fiorendo da più parti le soluzioni ‘semi-rugged’ che offrono componenti di rinforzo adattabili ai device standard. Certo è una nicchia di mercato, presidiata per lo più da operatori storici, ma l’offerta non manca, e la domanda di device mobili in genere più ‘robusti’, dicono all’unanimità gli analisti di mercato, è in crescita.



Un vademecum da tenere in considerazione


Per chi attualmente si sta ponendo la domanda, o se la porrà nei prossimi tempi, se sia meglio acquistare device mobili di tipo consumer oppure se vale la pena investire in tablet e smartphone rugged, può essere utile scorrere le seguenti indicazioni da tener presente prima di fare la propria scelta, da effettuare sicuramente con libertà, ma anche in piena consapevolezza. Chi invece questa scelta l’ha già fatta potrà confrontare i criteri che vengono illustrati con quelli da lui adottati, e quindi decidere se la sua è stata una decisione ben ponderata, oppure affrettata.

La maggiore disponibilità dei device mobili rugged


Qual è il fattore principale che può portare un’azienda a premiare nella sua scelta le piattaforme rugged rispetto a un device mobile? Il vero valore aggiunto che può indirizzare le preferenze di chi deve investire è sicuramente la maggiore disponibilità che i sistemi rafforzati possono offrire rispetto ai device consumer. Insomma non è una questione solo di maggiore robustezza dei ‘case’ che proteggono l’oggetto. 
Chi realizza device rugged gioca la carta della maggiore disponibilità su diversi fronti. Il primo è quello dell’autonomia energetica. Tutti i costruttori di sistemi rugged adottano le migliori soluzioni tecnologiche – partendo dai processori per finire con le batterie – per assicurare al lavoratore mobile che fa un uso sostanziale dello strumento un’autonomia minima di almeno 8 ore, ma anche 10. Di solito però questa può essere portata anche a 20 ore se si sceglie l’opzione di adottare batterie ad alta capacità. Un livello sicuramente più elevato, quando si fa un uso intensivo del device, rispetto alle piattaforme consumer la cui autonomia, in questi casi, mediamente si colloca al di sotto delle 6 ore. Un secondo elemento importante per determinare il fattore ‘maggiore disponibilità’ su cui puntano i costruttori di piattaforme mobili rugged è la maggiore qualità dello schermo integrato in questi device. Rispetto ai dispositivi consumer, questi hanno due plus in più. Per prima cosa l’interazione tra l’utente e le app del device mobile è resa possibile anche quando la persona indossa dei guanti, a protezione dal freddo oppure perché è in visita presso un impianto industriale o a una macchina di produzione che prevedono determinate regole di comportamento.
Il secondo plus è invece la qualità del fattore luminosità. Molti di noi hanno prima o poi provato a utilizzare un tablet o uno smartphone ‘consumer’ in uno spazio aperto in una bellissima giornata di pieno sole... Ebbene ogni tentativo è stato subito frustrato: la visibilità dello schermo è totalmente annullata. I sistemi rugged sono invece dotati di schermi che assicurano una buona visibilità del loro contenuto anche in queste condizioni. Tale accortezza, generalmente si riflette poi anche nel sistema integrato per fotografare e realizzare video. La maggiore disponibilità si traduce certo in filtri che consentono di fare foto e video anche in pieno sole ma sul fronte opposto, ovvero quello del ‘buio’, anche in flash molto più potenti che consentono di illuminare bene l’oggetto da riprendere anche in condizioni di scarsissima visibilità.

La prima domanda fondamentale


Dietro la maggiore disponibilità dei device mobili rugged ci sono quindi scelte tecnologiche d’avanguardia e di qualità che naturalmente si riflettono sul prezzo di tali dispositivi, che risulta molto più elevato di quello dei dispositivi consumer. In fase di scelta, ogni azienda deve quindi sostanzialmente porsi questa prima domanda fondamentale: “Per le esigenze di efficienza e di efficacia del nostro business legato ai processi che coinvolgono i lavoratori mobili della mia organizzazione, siamo disposti a riconoscere un maggiore impegno di risorse per beneficiare del valore aggiunto assicurato dalle tecnologie che consentono la piena disponibilità del device che andremo a utilizzare?” Tale domanda è fondamentale per chi oggi deve compiere una scelta operativa molto stringente sul tema del workforce managament; chi invece può permettersi il lusso di aspettare allora il tema diventa un altro. Ovvero, in tempi relativamente brevi, due o tre anni, le prestazioni assicurate dalle tecnologie oggi integrate nei sistemi rugged arriveranno a un livello di costo che consentirà la loro integrazione anche nei dispositivi consumer, e questa nuova generazione di device verrà offerta al mercato in fasce di prezzo paragonabili a quelle attuali. Lo scenario è credibile, ma anche i fornitori di sistemi rugged miglioreranno le prestazioni dei loro sistemi con le soluzioni tecnologiche più avanzate... Quindi il punto rimane sempre quello di trovare il giusto equilibrio tra quelle che potranno essere le proprie esigenze future e ciò che verrà offerto dal mercato nel momento in cui si sarà chiamati a prendere determinate decisioni.



Condizioni ambientali critiche, ovvero?


I sistemi rugged vengono presentati come dispositivi resistenti all’acqua, alla polvere, agli urti, alle corrosioni, ai campi elettromagnetici, alla pressione improvvisa di oggetti molto pesanti, e altro ancora. I dispositivi elettronici adottati al loro interno resistono a intervalli di temperatura e di umidità molto più estesi di quelli certificati per i device consumer. Ma quali possono essere gli ambienti critici, o semplicemente anche i casi che mettono più a rischio il buon funzionamento di un dispositivo ‘normale’? Quando si parla di ambienti critici, non dobbiamo ovviamente pensare solo ai casi estremi un po’ suggestivi da film: vulcani, deserti, oppure cascate, oceani e quant’altro. Un ambiente critico può essere rappresentato dalle strutture che ospitano le vasche di un acquedotto o di un depuratore; le condutture e le valvole di un impianto industriale dove corre acqua, vapore o altri fluidi ad alte temperature; oppure una grossa ventola utilizzata per asciugare del materiale prodotto in un determinato ciclo di lavorazione; un macchinario che produce centinaia o migliaia di pezzi all’ora e il cui liquido lubrificante schizza in diversi punti; i tralicci dell’alta tensione... gli esempi sono potenzialmente migliaia. Questi sono ambienti critici con cui hanno a che fare anche in Italia decine di migliaia di lavoratori che si occupano del controllo e della manutenzione di apparati, manufatti, centraline elettriche, e quant’altro, presenti nelle vicinanze dei casi descritti. Qualcuno obietterà che sono comunque ambienti ‘estremi’ o comunque lontani da una realtà più consueta fatta di mobile worker che si muovono con lo scopo di raccogliere ordini andando a visitare i loro clienti di riferimento in uffici, studi, negozi. Questo è certamente vero, ma dimenticare in auto per diverse ore, in una giornata estiva particolarmente calda, il proprio smartphone consumer, con la temperatura dell’abitacolo che facilmente può superare i 50 gradi centigradi, può far scoprire a molti anche come la propria auto può banalmente diventare un ambiente ‘critico’.



Il fattore TCO


Dopo aver visto le caratteristiche tecnologiche e di robustezza dei sistemi rugged, affrontiamo in conclusione il discorso sul costo di gestione/possesso. Come si sa, l’investimento in una qualsiasi risorsa deve essere valutato prendendo in considerazione non solo il costo iniziale, ma tutti quelli correlati al suo utilizzo durante il ciclo di vita più o meno lungo che l’azienda ipotizza. 
Nel caso dei sistemi mobili, i promotori dei sistemi rugged in questo caso fanno notare diversi aspetti che devono sicuramente essere presi in considerazione. Prima di tutto se si prevede un utilizzo intenso del device che verrà affidato alla propria field force è plausibile che la vita di un device consumer stia mediamente al di sotto dei tre anni, mentre il ciclo di vita di un dispositivo rugged arriva normalmente ai cinque anni. Un secondo aspetto da tenere in considerazione è poi il fatto che i device consumer, nell’arco ipotizzato di tre anni di utilizzo, hanno comunque una probabilità molto più elevata dei sistemi rugged di andare incontro a malfunzionamenti e rotture.
A parità di utilizzo si può dire quindi che un parco di device mobili di 100 unità avrà sicuramente più casi di sostituzione da gestire in un arco medio di tre anni di 100 unità rugged il cui ciclo di vita può raggiungere anche i cinque anni.
Concludendo, il suggerimento è, una volta verificata la necessità per le proprie esigenze di avvalersi della maggiore disponibilità offerta dai sistemi rugged, e una volta verificati in quali ambienti questi verranno utilizzati, di spendere dieci minuti per sedersi a un tavolino e fare quattro conti con carta e matita, o sul vostro tablet consumer.

 

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