Prossimi eventi Soiel
Datacenter - Applicazioni
 

30/05/2013

Share    

SUSE ritorna indipendente sul mercato

La posizione della società in un momento in cui Linux e software open source riscuotono un crescente successo

Da quando, nell’aprile del 2011, SUSE è tornata ad essere una business unit indipendente all’interno Adel Gruppo Attachmate, per questo pioniere della distribuzione Linux di classe enterprise il barometro è tornato a segnare bello stabile. “Qualunque professionista IT che voglia applicare le ultime tendenze in tema di cloud o big data - sottolinea Gianni Sambiasi, che, con la carica di sales manager, ha la responsabilità del mercato italiano - non può non tenere conto delle possibilità offerte dall’open source”. SUSE, focalizzata da oltre 20 anni sull’eccellenza nell’ingegneria del software, sull’innovazione e sulla cura dei rapporti con clienti e partner, è nella posizione ideale per guidare la comunità Linux verso l’open cloud, grazie anche a un’organizzazione particolarmente flessibile ed efficiente. Ristabilito il quartier generale a Norimberga, da dove tutto ha avuto inizio nel 1992, l’azienda è oggi ancora più vicina al mercato europeo, con cui ha un forte legame. Nel vecchio continente e in particolare in ambito scientifico universitario, infatti, non è raro scoprire, tra gli addetti ai lavori, una predilezione per SUSE. Storicamente SUSE è molto presente nell’ambito della ricerca scientifica, da cui la sua leadership nel modo HPC (high performance computing), che ora si sta rapidamente espandendo oltre questi ambiti ‘tradizionali’: è infatti presente nel mondo industriale e rappresenta la piattaforma ideale per i nuovi ambiti strategici come quello del Big Data.
Il nuovo assetto organizzativo sta portando risultati tangibili, visto che le previsioni di un analista indipendente come Forrester Research parlano di una prospettiva di crescita nell’ordine del 30% per i prossimi anni, che rappresenta per altro il tasso di incremento registrato in Italia negli ultimi due anni, nettamente superiore al +18% fatto segnare dal mercato di riferimento nel suo complesso. Un dinamismo che si riflette positivamente anche in termini occupazionali, come testimoniano le 47 posizioni aperte a livello internazionale, un segnale in netta controtendenza rispetto all’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da una forte incertezza.

L’open source è diventato mainstream


In un momento in cui Linux e il software open-source hanno ormai raggiunto un livello di maturità tale da garantire prestazioni paragonabili, se non addirittura superiori, ai sistemi operativi proprietari più diffusi, SUSE, dunque, è nella posizione ideale per esprimere tutto il suo valore.
Grazie a un portafoglio incentrato su SUSE Linux Enterprise, la piattaforma più interoperabile per il mission critical computing, SUSE permette alle aziende di fornire servizi di computing efficaci, performanti e cost effective in ambienti fisici, virtuali e cloud.
Attualmente la strategia della società si focalizza su tre direttrici principali: l’enterprise computing, in continuità con il business storico, il cloud computing e l’integrazione di sistemi.
“In questo momento - dice Sambiasi - molte aziende che avevano sistemi business critical basati su Unix stanno migrando a Linux: da questi progetti open source, però, devono nascere ambienti robusti, affidabili ed efficienti come i precedenti, se non di più. Il nostro compito è proprio quello di fornire soluzioni di classe enterprise a questa tipologia di clienti, garantendo una efficace manutenzione del software, con una road map a 10 anni, e un supporto tecnico certificato con livelli di servizio molto stringenti. In questo modo la scelta dell’open source non è più dettata solo da motivi di budget, per altro importanti, ma anche tecnici e strategici. È ormai acclamato, infatti, che il modello open source, sposato ormai da tutti i principali vendor hardware e software, consente di usufruire di tecnologie sempre allo stato dell’arte grazie a community estremamente dinamiche e motivate con cui SUSE ha un dialogo continuo da oltre 20 anni”.

Il valore delle partnership tecnologiche


Per garantire servizi di supporto altamente affidabili la collaborazione con i vendor hardware e software è fondamentale. Con oltre 10.000 applicazioni e 13.500 piattaforme hardware certificate SUSE è nella condizione ideale per garantire la perfetta interoperabilità con tutti le principali soluzioni presenti sul mercato. Per quanto tutte le partnership tecnologiche siano importanti, alcune sono particolarmente significative.
“Tutta la storia di SUSE è caratterizzata da solide collaborazioni di settore che continuano a prosperare ancora oggi”, ricorda Sambiasi
Vale la pena ricordare la partnership con IBM, avviata nel 1999, che ha portato a una serie di lungimiranti progetti, tra cui la cooperazione per trasportare il codice Linux su mainframe; un anno più tardi, SUSE è stata l’unica azienda a offrire un sistema operativo Linux per mainframe IBM enterprise-ready.
Nello stesso periodo SUSE cominciava a collaborare con il SAP LinuxLab, diventando il primo fornitore ad essere designato ‘SAP Global Technology Partner’. La collaborazione con SAP continua oggi su molti fronti, il più importante dei quali è rappresentato da SAP HANA (high performance analytic appliance), soluzione basata esclusivamente su SUSE Linux che consente di conservare e analizzare le informazioni in memory senza immagazzinarle in tabelle statiche all’interno dei database tradizionali. Un’altra tappa fondamentale, per quanto riguarda le partnership tecnologiche, è costituita dall’accordo di collaborazione con Microsoft, che risale al 2006, da cui è nata una struttura di ricerca comune per migliorare l’interoperabilità di Linux con Microsoft Windows. SUSE, infine, collabora in maniera proattiva con altri leader mondiali di tecnologia come, Dell, Fujitsu, CISCO, HP, Intel, Oracle e VMware aiutando i clienti a risolvere le complesse sfide in ambito IT.

È il momento del cloud


La nuova frontiera dell’IT è rappresentata dal cloud computing, che costituisce il secondo pilastro della strategia SUSE. “L’open source è cresciuto enormemente anche nel mercato del cloud computing - evidenzia Sambiasi - in particolare con OpenStack, il progetto studiato per aiutare le aziende a sviluppare le proprie soluzioni cloud based. Iniziato con la partecipazione di poche centinaia di sviluppatori oggi ne conta oltre 1400. Il nostro impegno all’interno di questa fondazione è testimoniato, tra l’altro, dalla nomina a presidente, lo scorso settembre, di Alan Clark, director of industry initiatives, emerging standards and open source di SUSE”. Nel 2012 infatti numerose aziende hanno cominciato a implementare soluzioni basate su OpenStack, tra cui spicca SUSECloud, piattaforma cloud automatizzata che consente la rapida implementazione e semplifica la gestione quotidiana di una infrastruttura Iaas (infrastructure-as-a-service) cloud privata. “Siamo certi che nel 2013 questo trend continuerà e che l’open source troverà sempre maggiore applicazione negli ambienti cloud, data la sua flessibilità e capacità di adattamento a infrastrutture IT pre-esistenti”, dice ancora Sambiasi.
Strettamente correlato al tema del cloud è quello dei big data: anche in questo caso Linux contribuisce all’affermazione di questo nuovo paradigma attraverso la sua struttura, in quanto soluzione ottimale per supportare il carico di lavoro di un numero elevato di processori e gestire efficacemente attività di computing su larga scala distribuite su progetti estesi. “L’open source nel suo insieme, e le nostre soluzioni in particolare, fornendo alle aziende livelli di scalabilità e flessibilità sempre più elevati, consentono realmente di tradurre moli sempre crescenti di dati analitici in reale conoscenza a supporto del business, con costi accessibili a tutti rispetto a la passato”, afferma Sambiasi. Questi trend porteranno presumibilmente anche a un’accelerazione nella diffusione di SUSE Studio, lanciato alla fine del 2011, la soluzione SUSE che permette di creare software appliance.

Un mercato in espansione


Il sistema operativo SUSE, infine, è spesso embedded nei dispositivi più disparati. “Pochi sanno - sottolinea Sambiasi - che il 70% dei registratori di cassa negli Stati Uniti sono basati sulla nostra piattaforma open source, così come le molte centrali telefoniche, e molti apparecchi elettromedicali. Anche numerose soluzioni adottate dal mondo automotive e persino alcuni progetti aerospaziali utilizzano la nostra piattaforma, testimoniando una presenza sempre più pervasiva dell’open source nei mercati verticali più disparati. Quando Linux può essere scelto come sistema operativo, insomma, SUSE può giocare un ruolo di primissimo piano”.
Per far fronte alle richieste di un mercato in forte crescita il supporto del canale è fondamentale. “Ne siamo perfettamente consapevoli - assicura Sambiasi - ed è per questo che investiamo in maniera consistente anche in questa direzione: la ritrovata autonomia si è riflessa positivamente anche sul nostro ecosistema”.
Lo strumento principale attraverso cui SUSE si interfaccia con il canale è il PartnerNet, un programma articolato teso a qualificare al meglio i business partner attraverso una ampia gamma di servizi ad alto valore aggiunto. Particolare attenzione è riservata ai programmi di formazione e certificazione, il più interessante dei quali è sicuramente l’On-demand Training. Particolarmente interessante è il fatto che SUSE equipara le certificazioni rilasciate dal Linux Professional Institute, un organismo indipendente che ha sviluppato uno standard globale per la certificazione Linux, alle proprie, e viceversa, a ulteriore riprova della volontà di valorizzare, oltre ai servizi resi disponibili, anche, e soprattutto, la community.
“L’entusiasmo che ha caratterizzato la nascita di SUSE non è mai venuto meno - conclude Sambiasi; - oggi che il mondo enterprise ha superato ogni preclusione nei confronti del modello open source siamo nella condizione ideale per affiancare organizzazioni pubbliche e private di ogni dimensione nel loro percorso di crescita e sviluppo”.

Una presenza consolidata sul mercato italiano


Anche in Italia il modello open source sta conquistando quote di mercato sempre maggiori, come testimoniano le numerose referenze che vanta SUSE nel nostro Paese. Negli ultimi anni molte aziende hanno scelto di migrare i loro sistemi mission critical sull’infrastruttura open source targata SUSE, ottenendo benefici tangibili in termini di incremento dell’efficienza e riduzione dei costi. All’interno di aziende del calibro di Calzedonia, Cir Food, Faac e RCS Media Group, ad esempio, sono stati realizzati progetti tesi a portare applicazioni SAP business critical su SUSE Linux Enterprise Server, con piena soddisfazione dei clienti grazie alla semplicità di utilizzo e alla rapidità di implementazione di tale architettura, nonché a un supporto tecnico altamente qualificato erogato congiuntamente da SUSE e SAP.
Gestione dei sistemi Linux e spesso anche necessità di dimostrare conformità a normative e standard, sono naturale conseguenza dell’adozione di soluzioni open source come Linux. Vale la pena sottolineare, in questo caso l’esperienza di SIA, leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici nelle aree dei pagamenti, della monetica, dei servizi di rete e dei mercati dei capitale. Per l’infrastruttura dei servizi di monetica, SIA già da tempo ha scelto SUSE Linux Enterprise Server for System z, in quanto la combinazione SUSE/IBM garantisce il necessario in termini di affidabilità, prestazioni e sicurezza. L’esigenza di conformità allo standard PCI-DSS (payment card application data security standard), più di recente, ha portato SIA a scegliere SUSE Manager come strumento di gestione delle istanze SUSE Linux. SUSE Manager permette di automatizzare il tracciamento e il controllo dei processi del sistema operativo, assicurando così la conformità a stringenti policy e normative. Oggi con 8,1 miliardi di transazioni annue relative a carte, incassi e pagamenti, 63 milioni di carte gestite e 22,3 miliardi di transazioni sui mercati finanziari, SIA trasporta in rete 11,2 mila miliardi di byte di dati.

 

 

TORNA INDIETRO >>