Estate 2019
Mercati Verticali
 

12/03/2018

Share    

di Michele Ciceri

Sul treno di Impresa 4.0 la cedrata Tassoni

Investimenti di circa un milione di euro nella piccola azienda bresciana che quest’anno festeggia l’anniversario dei 225 anni di storia; un sistema di controllo a telecamere del prodotto finito, con una linea di produzione completamente automatizzata.

Tassoni

Tra le belle imprese italiane pronte all’appuntamento con il futuro c’è anche Cedral Tassoni, lo storico marchio reso celebre dall’iconica cedrata. Un’azienda piccola – 25 dipendenti in tutto – tuttavia capace di entrare nell’immaginario collettivo con 225 anni di storia e una bottiglietta che, caso più unico che raro, i consumatori conoscono quanto il suo contenuto. Nata a Salò, sponda bresciana del lago di Garda, la Tassoni è l’evoluzione di un’antica spezieria che ha navigato per due secoli grazie al successo di un monoprodotto le cui eccezionali caratteristiche sono state custodite e tramandate con cura. Un buon nome, massima cura per il prodotto e poca tecnologia: fino a qualche anno fa si poteva lavorare così, oggi non più. Così l’azienda ha avviato un piano di investimenti di circa un milione di euro nella direzione di Impresa 4.0 per aumentare la produzione, recuperare efficienza e ottimizzare l’impiego delle risorse: “Arriveremo ad automatizzare l’intera filiera produttiva – spiega il responsabile della produzione, Marco Beltrami – inserendo robot che si occupano di tutta la fase di controllo qualità e di packaging in maniera completamente interconnessa”. In 225 anni Cedral Tassoni non ha mai fermato gli investimenti in ricerca e sviluppo, concentrandoli soprattutto su selezione e lavorazione della materie prime. La sede dello stabilimento di produzione non è mai cambiata -– ancora oggi occupa il suo posto nel centro di Salò - e il gestionale arrivato nel 2011 è stato il primo approccio alla digitalizzazione. Dunque l’investimento iniziato a novembre del 2017 per Industria 4.0, solo in termini di iperammortamento e non finanziamenti in quanto l’azienda non ne ha necessità, sarà il più cospicuo in assoluto nella storia dell’azienda con oggetto la tecnologia, nello specifico nuove macchine ad alta automazione.


Elio AccardoMacchine ad altissima automazione
“Sono molte le facce della rivoluzione che da tre anni a questa parte sta interessando il nostro Gruppo. E i numeri ci confortano, visto che questo triennio ci ha visto crescere del 25% in termini di ricavi”, afferma l’amministratore delegato Elio Accardo, a guida dell’azienda bresciana dal 2014. “E una faccia è propria questa: si tratta di linee ad altissima automazione che ci consentiranno un miglioramento importante sulla produzione giornaliera e un migliore impiego del personale produttivo, anche considerando che già nel 2017 abbiamo dovuto frenare gli ordini perché la linea esistente non ci consentiva di soddisfarli. Non smetteremo di innovare, anzi: stimiamo che il peso della ricerca e dello sviluppo arriverà a incidere per un 5-6 per cento sui ricavi aziendali da qui a breve”. Elio Accardo, amministratore delegato Alcune migliorie arriveranno dall’inserimento di macchine di controllo di prodotto finito: un sistema dotato di telecamere di controllo per l’ispezione delle bottiglie piene e un sistema per il controllo di pressione di anidride carbonica in bottiglia chiusa. “Sono sistemi di automazione di nuova generazione che consentono di verificare l’integrità e la conformità alle specifiche del prodotto, scartando i pezzi difettosi con una precisione impossibile prima”, spiega Marco Beltrami.

A essere interessata dalla trasformazione sarà anche la linea di confezionamento, con una nuova macchina per inserire il prodotto in cluster da sei e da quattro pezzi e una incartonatrice wrap-around. “Linee che saranno collegate in teleassistenza con il produttore per immediati interventi da remoto, quando necessari, e dotate di sensori che consentiranno a Tassoni di fare anche manutenzione predittiva”, sottolinea il responsabile della produzione. Le nuove macchine installate o in via di installazione nella fabbrica della Tassoni sono di fabbricazione italiana, tedesca e francese. Nel caso del sistema a telecamere di controllo (fabbricazione tedesca) si tratta (per il produttore) della prima installazione di questo tipo in Italia, il che fa di Cedral un pioniere. Per quanto riguarda l’infrastruttura di rete, nella prima fase non si sono resi necessari interventi importanti perché l’inserimento del primo pezzo è avvenuto sull’infrastruttura esistente. “Ma il conto lo faremo alla fine – dice Beltrami – una volta che le nuove macchine saranno pronte per andare in produzione”. Sono stati gli incentivi del piano Calenda a far scattare la molla? “In realtà si trattava di investimenti già previsti perché considerati indispensabili – aggiunge Beltrami – diciamo che questa opportunità ha anticipato la nostra decisione”.

Tassoni

Marco BeltramiEspansione e nuovi prodotti
Significativi i saving previsti, dalla riduzione di straordinari a quella dei servizi di manutenzione con la garanzia di una maggiore efficienza di linea che porterà la produzione a 200.000 pezzi giornalieri controllata da pochi operatori e una riconversione del personale su mansioni a maggiore valore aggiunto. Il passo successivo sarà sulla logistica, in un brillante percorso che vede Cedral Tassoni pronta al salto a cui tutte le imprese sono chiamate, verso automazione e internazionalizzazione. Perché il mercato estero, che al momento è il 4-5% del fatturato, sta crescendo rapidamente e apre a opportunità di sviluppo molto importanti. E anche perché Cedral Tassoni negli ultimi anni ha aperto nuovi mercati, aggiungendo nuovi prodotti al suo listino, diviso tra bibite, sciroppi e spirits. Tra questi Tonica Superfine Tassoni (la prima tonica con aroma naturale di cedro), Mirto in Fiore (bibita dal gusto tipico, tannico e astringente delle bacche di mirto) e, infine, Pescamara (un nuovo soft drink che si ispira alla ricetta di un dolce tipico della tradizione piemontese).

 

TORNA INDIETRO >>