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15/01/2015

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di Paola Cecco

Architettura in crescita in Europa secondo l’ACE

Anche se la domanda di servizi di architettura è ancora attenuata, con una produzione edilizia in continua caduta in diversi Paesi, è incoraggiante però verificare come siano più numerosi gli architetti che prevedono un aumento del loro lavoro nel 2015 rispetto a quelli che prevedono una diminuzione Estratto da Studio di settore 2014 ACE

Lo studio di settore ACE sulla professione di Architetto, pubblicato sul sito del Consiglio d'Europa degli Architetti, è un sondaggio biennale che raccoglie e analizza i dati statistici, sociologici ed economici sugli architetti europei, il mercato e le pratiche architettoniche.
Sulla base di risposte giunte da 18.000 Architetti in 26 paesi europei, la quarta edizione dello studio effettuato nel 2014 si è arricchita di nuove aree di ricerca, il che rende lo studio più completo sulla professione di architetto in Europa e un riferimento essenziale per tutti gli interessati alla professione e all’ambiente costruito. Lo studio permette di fare paragoni tra i paesi europei e quindi di gettare una nuova luce sulle situazioni nazionali. Aiuta a capire meglio come la professione sia stata colpita e trasformata dalla crisi economica e offre un quadro dettagliato della nuova realtà che la professione di architetto deve affrontare.
L’indagine conferma che nonostante la crisi degli ultimi anni il numero di architetti in Europa è in crescita, con un incremento del 6% dal 2012 e con circa 567.000 architetti europei; ben il 27% di essi proviene dall’Italia con circa 153.000 architetti, seguono la Germania (con circa 107.200), la Spagna (51.700), la Turchia (44.700), il Regno Unito (34.300) e la Francia (29.800). La professione diventa più paritaria: le donne rappresentano ora il 39% degli architetti. È sceso tuttavia il numero di donne giovani (di età inferiore ai 40 anni) rispetto alle indagini precedenti. Un segnale più positivo viene invece dal fatto che, secondo l’indagine del 2014, il tasso di disoccupazione nel settore sarebbe diminuito rispetto al picco del 2012 mentre maggiore è il numero di architetti impegnati a tempo pieno rispetto al 2012. La disoccupazione è scesa anche nei Paesi che nel 2012 ne erano significativamente colpiti, sebbene continui a essere un problema grave per una consistente minoranza di architetti in diversi Paesi dell’Europa meridionale.

Lo studio dell’ACE per il 2014 mostra che la domanda di servizi di architettura è ancora attenuata, con una produzione edilizia in continua caduta in diversi Paesi importanti. Da recenti statistiche disponibili risulta che in gran parte dell’Eurozona non si registrano variazioni o al limite si ha una contrazione nella produzione edilizia, mentre il grosso della crescita è circoscritto ai Paesi geograficamente periferici d’Europa. Nel complesso, la produzione edilizia è rimasta piatta negli ultimi cinque anni. L’indagine indica una riduzione delle proporzioni stimate del mercato dell’architettura pari al 5% a partire dal 2012. Il bacino di clienti degli studi di architettura continua a dipendere prevalentemente dal settore privato e in particolare dalla progettazione di case singole. Nel 2014 l’attività nel settore commerciale è stata inferiore rispetto al 2012, mentre è stata superiore nel settore pubblico. È incoraggiante notare come gli architetti siano più ottimisti quest’anno rispetto alle tre precedenti indagini: sono più numerosi gli architetti che prevedono un aumento del loro lavoro nel 2015 di quelli che prevedono una diminuzione.

L’architettura è una professione flessibile
L’indagine segnala che il numero di studi individuali è cresciuto del 22% circa dal 2012, mentre il numero di attività di tutte le dimensioni è sceso. L’architettura è infatti una professione flessibile, gli architetti possono sempre decidere di mettersi in proprio nel caso in cui vengano licenziati da studi di architettura più grandi o non riescano a trovare impiego. Quella dell’architetto è una professione che resiste: il reddito e i profitti di tutti gli studi, fatta eccezione per quelli individuali, sono aumentati. Gli utili complessivi si attestano a livelli molto simili a quelli registrati nel 2012; leggermente inferiori per soci e direttori, più o meno invariati per titolari unici e freelance e leggermente superiori per gli architetti stipendiati impiegati negli studi privati e per quelli del settore pubblico.
Il livello medio di utili per l’Europa nel 2014 è quasi identico a quello del 2012. Gli architetti guadagnano in media €29.070 al lordo delle imposte. Il tasso di diminuzione degli utili registrato tra il 2008 e il 2010 è migliorato significativamente tra il 2010 e il 2012. Sebbene la tendenza sia rimasta negativa, si nota un rallentamento del tasso di diminuzione. In base agli ultimi dati per il 2014, sembrerebbe che gli utili si siano stabilizzati ai livelli del 2012. Per la prima volta, l’indagine ha analizzato il tirocinio e il lavoro transfrontaliero dimostrando che l’architettura è una professione internazionale: il 18% dei soggetti ha svolto un tirocinio almeno parziale in un altro Paese, mentre il 35% ha preso in “seria considerazione” la possibilità di lavorare in un Paese europeo diverso lo scorso anno, sebbene soltanto il 5% si sia effettivamente trasferito.

LA PROFESSIONE DI ARCHITETTO NELL'EUROPA 2014
Alcune considerazioni emerse dal quarto studio di settore del Consiglio europeo degli architetti (Ace).
- Gli architetti europei sono resilienti, ovvero capaci di riorganizzare il loro lavoro in base alle esigenze di mercato, flessibili e aperti al mercato internazionale. La resilienza e la flessibilità sono evidenti dal fatto che per mantenere un certo profitto gli architetti europei abbiano privilegiato le pratiche di modesta entità, aumentate infatti del 22% dal 2012, piuttosto che concentrarsi su pochi grandi interventi, che infatti sono diminuiti. Così facendo il reddito medio europeo della professione si attesta sempre a circa 29 mila euro, al lordo delle imposte, come per il 2012.
- L'architettura è una professione internazionale: il 18% si è formato in un altro paese, il 35% ha preso in considerazione di lavorare in un altro paese anche se solo il 5% in realtà lo ha fatto.
- L’età media dei professionisti è superiore ai 40; infatti solo un terzo degli architetti ha meno 40, mentre i due terzi risultano superarli. I paesi con il maggior numero di giovani architetti sono il Portogallo, la Turchia e Grecia.
- Le donne che esercitano la professione sono più giovani dei colleghi uomini, il 46% delle donne ha un'età sotto 40, rispetto al 26% degli uomini. Inoltre le professioniste sono aumentate dal 2012 attestandosi attualmente intorno al 39% degli architetti europei.
- Il 78% degli architetti europei lavora a tempo pieno, il 15% lavora a part-time e 7% non lavora; la percentuale di quelli che lavora a tempo pieno però è aumentata rispetto al sondaggio del 2012, anche se rimane inferiore sia a quello del 2010 che al 2008.
- Un segnale positivo si riscontra anche nel tasso di disoccupazione che risulta essere minore di quello registrato nel 2012; anche se la situazione è migliorata soprattutto nel Nord Europa mentre al Sud risulta esserci ancora una situazione problematica; i livelli più elevati di disoccupazione si registrano infatti in Portogallo, Spagna e Grecia.
- La domanda di servizi di architettura rimane modesta con una maggiore crescita concentrata solo nella periferia dell'Europa. Rispetto agli anni precedenti sono più numerosi coloro che prevedono un aumento di lavoro (32,5%) rispetto a chi si aspetta un calo (23,7%); la maggioranza però non prevede alcun cambiamento nella situazione attuale (43%).

 

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