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26/05/2017

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Storage e data recovery: la rivoluzione grazie al cloud

Perché l’adozione estesa del cloud permette di rendere più agile il data recovery. E come raggiungerla, in cinque punti fondamentali.

Cloud - © ktsdesign – Fotolia.com

Le organizzazioni IT più agili sono quelle che rispondono alle esigenze di business in modo flessibile ed efficiente. L’agilità è fondamentale per portare i prodotti sul mercato in modo più veloce e per restare competitivi in uno scenario sempre più complesso. Per molte aziende, proprio l’agilità è uno degli obiettivi principali del passaggio al cloud. Ma essere davvero agili va oltre il normale corso delle attività di business. È altrettanto importante essere agili in caso di disastro e quindi nel disaster recovery. Non sono poi così tante le organizzazioni IT che prendono in esame l’agilità oltre il normale day-to-day.

Vincenzo CostantinoSecondo IDC, il costo medio del downtime può essere stimato in 100.000 dollari/ora. Lo stesso analista indica come, anche senza uno scenario di disastro, le aziende debbano registrare ogni anno tra 10 e 20 ore di downtime non pianificato. Con questi costi, è assolutamente critico che le organizzazioni IT siano in grado di ripristinare i dati in modo flessibile ed efficiente. Sempre IDC stima che il 50% delle aziende non abbia un adeguato piano di DR e non sia quindi in grado di superare un disastro importante, a causa dell’incapacità di ripristinare i sistemi IT.

In relazione a questo scenario, Vincenzo Costantino, EMEA South Technical Services Director di Commvault, ci spiega quali effetti ha avuto la rivoluzione cloud su temi cruciali quali storage e data recovery…

“In generale, il cloud ha reso data storage e data recovery più economici, e quindi maggiormente accessibili ad aziende di tutte le dimensioni. Ma una piattaforma cloud storage di per sé non consente direttamente un rispristino agile. Devono comunque essere effettuati degli script, e sono necessari assistenza e supporto manuali per rendere i dati facilmente recuperabili. Nella gran parte dei casi, le organizzazioni IT usano il cloud storage semplicemente come un livello storage offsite e poco costoso, senza poi porsi il problema di come verranno recuperati quei dati.”
La natura degli ambienti IT odierni complica ulteriormente le attività di data protection e recovery.  Sempre più spesso, le organizzazioni IT adottano servizi cloud esterni e li integrano con i loro ambienti privati, on-premise, per creare un cloud ibrido. In un reale caso di hybrid cloud, i dati si possono muovere tra il data center/private cloud locale, e i cloud privati e pubblici di terze parti, senza necessità di intervento manuale. “Proteggere i dati mentre si muovono tra questi ambienti eterogenei è già una sfida, ancor di più lo è ripristinarli in modo tempestivo”, spiega ancora Costantino. La risposta a come ottenere maggiore agilità nella protezione e nel ripristino dei dati sta nel cloud, ma non è sufficiente usare il cloud come obiettivo off-site per lo storage. Il manager indica cinque punti fondamentali da considerare per garantirsi una data protection e recovery nel cloud realmente agili.

1. Come base di tutto, il processo di ripristino deve essere completamente automatizzato: “Nelle operazioni quotidiane, i compiti tradizionalmente manuali vengono automatizzati nel cloud. Parallelamente, anche le attività di disaster recovery richiedono automazione.”

2. La soluzione deve essere presente e pervasiva nell’intero ambiente IT dell’organizzazione: “Questo aiuta a garantire che tutti i workload siano recuperabili, indipendentemente dal fatto che si trovino on-premise, in un cloud pubblico o privato.”

3. L’intero ambiente deve essere gestito tramite un’unica piattaforma: “Oltre a semplificare le attività di protezione e ripristino dei dati, disporre di una piattaforma unica evita la creazione di silo di dati che devono essere gestiti in odo separato, e quindi aumentano il rischio di esposizione.”

4. Devono essere disponibili diverse tecnologie per trasferire i dati offsite: “Questo garantisce che le organizzazioni IT possano rispettare SLA rigorosi legati alle applicazioni, parallelamente riducendo al minimo i costi, rischi e le complessità legati al backup dei dati.”

5. Infine, ma non per questo meno importante, la soluzione deve essere vendor-agnostic: “Questo consente alle organizzazioni IT di mantenere la possibilità di trasferire dati tra i diversi repository, on-site e nel cloud, oltre che la libertà di cambiare I fornitori di servizi in caso di necessità.”

 

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