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31/03/2015

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Stampanti 3D FDM professionali italiane

Cresce anche in qualità l'offerta degli operatori nazionali attivi in questo mercato

Poiché la stampa 3D è particolarmente vantaggiosa nella produzione di oggetti unici o in piccola serie, complessi e di valore medio-alto, si adatta perfettamente alle necessità di moltissime industrie tipiche del made in Italy che producono oggetti pregiati in quantità ridotte, come artigianato (artigianato digitale), oreficeria, moda, restauro, industria meccanica, motociclistica, automobilistica, aerospaziale, medicale (protesi, odontotecnica), architettura/edilizia, industria alimentare, marketing, oggetti promozionali e giocattoli. Il mercato dell’offerta delle stampanti 3D è costituito, oltre che dai prodotti dei principali big player globali, come 3D Systems, Concept Laser, EOS, Parametrics, Stratasys, Ultimaker, VoxelJet, anche da una nutrita schiera di produttori italiani, che si stanno affermando anche a livello internazionale. La tecnologia di stampa più economica, che ha portato la produzione additiva alla portata anche di artigiani e piccole aziende, è quella basata sulla fusione/estrusione di filamenti o paste di materiali termoplastici, detta FDM (Fused Deposition Modeling) o FFF (Fused Filament Fabrication).

 

Le caratteristiche dei modelli attuali
Dopo una prima generazione di spartane macchine RepRap destinate al mercato dei maker, anche i produttori italiani hanno iniziato a sviluppare stampanti a estrusione con caratteristiche più elevate, adatte a un impiego professionale: parti meccaniche più robuste (telai metallici, motorini e ugelli più precisi e solidi); maggiore precisione, fino a 30 micron; ambiente di produzione chiuso e spesso termostatato; dimensioni
maggiori, fino a quasi un metro nel lato maggiore; possibilità di montare più estrusori per produrre oggetti composti da materiali e colori diversi, o anche siringhe per materiali in pasta o utensili per produzione sottrattiva. Inoltre sono state implementate quelle funzionalità che caratterizzano solitamente i prodotti più sofisticati e maturi, come: cambio materiale facilitato; tarature automatiche; possibilità di lavorare a ciclo
continuo; potenti unità di governo e cruscotti; possibilità di controllo remoto tramite app e webcam IP; opzioni di interfacciamento ampie e flessibili (USB, Ethernet e Wi-Fi e lettori di schede SD); infine, maggiori e migliori dotazioni software. I prezzi di queste stampanti professionali ‘nostrane’ sono tipicamente compresi tra i 2.000 e gli 8.000 euro.

 

I materiali utilizzati
Le stampanti FDM professionali generalmente offrono la possibilità di utilizzare una gamma di materiali più ampia di quella utilizzabile con le stampanti per maker, che generalmente si limitano a PLA e ABS. Infatti, gli estrusori delle stampanti professionali, quasi sempre intercambiabili per adattarsi ai vari materiali, permettono di utilizzare anche il nylon, più robusto e leggero del PLA, che consente di realizzare oggetti con superfici lisce e scorrevoli, adatte a parti che devono scorrere a reciproco contatto, come cerniere e filettature; il PLA Flex, simile alla gomma, con cui è possibile realizzare bracciali, guarnizioni, e altri oggetti gommosi; il LayWood, un filamento composto dal 40%-50% di legno riciclato che permette di stampare oggetti che hanno l’aspetto e l’odore del legno; il LayBrick, una miscela di gesso e co-poliesteri con cui si realizzano oggetti che hanno l’aspetto della pietra arenaria, ideale per modelli d’architettura e oggetti in pietra; il PET, adatto per prodotti leggeri e trasparenti. Anche l’argilla è utilizzata per produrre vasellame, componenti per edilizia e addirittura intere case. Alcuni produttori stanno lavorando a estrusori che consentono di utilizzare anche il PEEK (Polyether ether ketone), un materiale con eccellenti proprietà di resistenza meccanica, termica e chimica, che richiede temperature di fusione più elevate (circa 340 gradi centigradi) non raggiungibili con i normali estrusori di cui sono dotate le stampanti FDM a basso costo.

 

I principali produttori italiani
Qui di seguito una breve descrizione dei principali produttori italiani maggiormente impegnati nel campo delle stampanti FDM professionali e/o industriali.

 

Blue TeK (www.bluetekitalia.com). Offre le stampanti FDM Strato 3D con tutti i componenti meccanici ed elettronici sviluppati in Italia. Volume di stampa 280x170x170 mm. Materiali utilizzabili: ABS e PLA. 

 

Clevertek produce la famiglia di stampanti FDM industriali Kloner 3D (www.kloner3d.com), anche multiestrusore, con precisioni fino a 35 micron e volume di stampa fino a 510x460x600 mm. Materiali utilizzabili: ABS, PLA, PLA Flex, Nylon, LayWood, LayBrick, Hips, PET. Le stampanti sono fornite anche a noleggio con formula training-inclusive. La società offre inoltre il servizio di stampa 3D madeKLONER3D.

 

GiMax3D (www.gimax3d.com).
Stampanti FDM per maker (Maty) e professionali con doppio estrusore (Standard 2.0). Volume di stampa fino a 400x400x400 mm. Materiali utilizzabili: filamenti di PLA, ABS, Poly, Nylon, LayWood, PET, gomma, Hips, PVA. 

 

i3D.it (www.i3d.it). Stampanti FDM professionali con singolo, doppio e triplo estrusore (PlayMaker 1 ,2, 3). Volume di stampa fino a 340x280x320 mm. Materiali utilizzabili: PLA, ABS, PVA, gomma, Ninjaflex, T-glase, PLA Flex, LayWood, PET, PLA thermo, PLA UV. 

 

MeccatroniCore (www.meccatronicore.com).
Questa società trentina, che compare tra i soci fondatori di AITA (Associazione Italiana Tecnologie Additive – www.aita3d.it) produce le stampanti FDM professionali Leonardo Evo con doppio estrusore e tablet con connessione WiFi in dotazione. Volume di stampa fino a 402x302x302 mm. Materiali utilizzabili: ABS, PLA, Hips, PVA.

 

ShareBot (www.sharebot.it).
Produce stampanti FDM per maker (KiWi) e professionali (NG, XXL), anche con doppio estrusore, con un’area di stampa che arriva fino a 700x250x200mm. Materiali utilizzabili: ABS, PLA, Crystal Flex, Nylon, Pet, Poly, Thermosense, TPU. La Sharebot Academy organizza corsi di stampa 3D. Sharebot ha annunciato anche una stampante per fotopolimeri con tecnologia DLP (Voyager) e una per la sinterizzazione di polveri plastiche (SnowWhite). 

 

Wasp Project (www.wasproject.it) produce stampanti FDM per maker e artigiani digitali che permettono, oltre alla produzione additiva, di utilizzare utensili per la produzione sottrattiva. Disponibili sia nel tradizionale formato boxbot (PowerWasp) che nel formato ‘cilindrico’ Delta (DeltaWasp) possono utilizzare, oltre ai filamenti di plastica, anche argilla, impasti per ceramica e altri materiali fluido/densi. Le stampanti BigDelta arrivano fino a 6 metri di altezza e sono in grado di stampare intere case di argilla di piccole dimensioni in poche ore. Alcuni produttori italiani hanno iniziato ad affrontare le tecnologie di produzione additiva più professionali e impegnative come la fotopolimerizzazione (stereolitografia e DLP) e la sinterizzazione/fusione via laser di resine e metalli in polvere (SLS, SLM), ma di questo parleremo nei prossimi numeri di questa rubrica.

 

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