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31/08/2012

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Progetti e sistemi VoIP: sulla soglia di una seconda giovinezza

Quella della tecnologia del Voice over IP è una delle storie più di successo dell’ICT, ma quel che più conta è il fatto che anche in un periodo di crisi prolungata come l’attuale, su questo fronte le attività continuano ad andare avanti con un certo ritmo. Intendiamoci, anche in questo settore si sente la crisi generale, ma come dicono i molti esperti di questo mercato: “Nel VoIP c’è ancora molto da fare”.

 

 

 

 

A dispetto della crisi generale, questo mercato riesce a mantenersi ancora in salute

 

 

Ruggero Vota

 

 

Quella della tecnologia del Voice over IP è una delle storie più di successo dell’ICT, ma quel che più conta è il fatto che anche in un periodo di crisi prolungata come l’attuale, su questo fronte le attività continuano ad andare avanti con un certo ritmo. Intendiamoci, anche in questo settore si sente la crisi generale, ma come dicono i molti esperti di questo mercato: “Nel VoIP c’è ancora molto da fare, e i ritorni per le aziende sono facilmente quantificabili”. Anche se le difficoltà non mancano, quindi, in generale tutti si attendono che, nonostante oltre dieci anni di crescita, questo mercato porti ancora dei frutti molto ricchi. Ma a fronte di questa ‘inerzia’ esistono anche dei fenomeni nuovi che potrebbero portare il VoIP a tassi ancora più soddisfacenti. Il primo è il fatto che sempre più PMI sono interessate al tema, il secondo che la rivoluzione della mobilità rappresentata soprattutto da tablet e smartphone, può contribuire a un rilancio generale del VoIP, ma a questa si aggiungono anche gli altri temi che stanno caratterizzando la nostra epoca: cloud computing, collaborazione e video comunicazione. Sulla possibile ‘seconda giovinezza’ di queste soluzioni tecnologiche abbiamo quindi interpellato alcuni dei principali operatori del settore che operano nel nostro Paese.

 

 

Le prospettive del mercato

 


Per prima cosa abbiamo chiesto ai nostri intervistati, quali sono secondo loro le prospettive per il futuro del mercato italiano delle soluzioni VoIP.

 

“In questo momento economico difficile la clientela prosumer - studi professionali, SoHo, micro e piccole aziende - ottimizza la propria infrastruttura IT per incrementare la propria competitività – dichiara Gianni Garita, sales manager di AVM per l’Italia. Adottare il VoIP si rivela sempre più spesso un valido strumento. Le aziende che impiegano le nostre soluzioni all-in-one, affiancano i servizi VoIP alla telefonia fissa o sostituiscono la linea tradizionale con il VoIP per risparmiare sui costi della telefonia e avvalersi di nuove funzionalità per la comunicazione. L’innovazione, tradotta in una infrastruttura di rete di nuova generazione che consente di fruire più semplicemente di nuove tecnologie per le telecomunicazioni, incentiva l’attuale dinamismo del mercato del VoIP in Italia, beneficiandone”.

 

 

 

 

“Quello della telefonia over IP è un mercato ormai maturo che nel nostro Paese ha raggiunto una certa stabilità – afferma Michele Dalmazzoni, collaboration leader di Cisco Italy. Di contro, quello della Video Collaboration è un settore in controtendenza rispetto all’andamento piatto del mercato nazionale dell’ICT e che meglio di altri è in grado di resistere al momento di crisi, anche se non è sostenuto da infrastrutture di rete adeguate a un Paese sviluppato come l’Italia. Oggi una piattaforma di call control deve essere in grado di gestire anche il video e applicazioni di UC che integrano tutti i servizi: voce, video, chat, presence e desktop sharing. È inoltre fondamentale la possibilità di offrire questi servizi su qualunque tipo di dispositivo: dal pc al Mac, da iPad ad Android, fino a qualunque tipo di smarphone. Cisco Jabber è il primo prodotto che offre questa possibilità al mercato. Nuovi paradigmi di collaborazione si stanno inoltre affermando grazie alle piattafome cloud come Cisco WebEx che da oggi è anche una piattaforma social”.

 

 

“Nonostante l’ICT in Italia, nel suo complesso, continui a soffrire un momento di difficoltà, segnato soprattutto dalla situazione delicata in cui versa il tessuto delle PMI, tra il primo trimestre del 2011 e il rispettivo del 2012 abbiamo visto aumentare sensibilmente la nostra quota di mercato, in controtendenza rispetto ai nostri due principali concorrenti – racconta Gianfranco Ulian, head pre & sales operations di Siemens Enterprise Communications. Nello stesso periodo abbiamo riscontrato un aumento significativo nel numero di linee IP distribuite, oltre il 25%. La spinta all’innovazione delle medie e grandi imprese, suprattutto quelle pubbliche, ci fa ben sperare per consolidare la conquista di quote di mercato e confidando in un aumento ancora più sostenuto delle soluzioni VoIP”.

 

 

 

 

 

 

 

“Il mercato italiano del VoIP è in una posizione di vantaggio rispetto all’Europa continentale o ai mercati d’oltre oceano: qui il VoIP si è affermato in ritardo, presentando ora i frutti dell’opera di evangelizzazione della clientela condotta dai produttori e dagli stessi carrier – è l’opinione di Fabio Albanini, managing director snom technology Italia. Il nostro mercato è in piena evoluzione e vede un progressivo affiancamento del VoIP alle numerose proposte di soluzioni di Unified Communications e Collaboration che ne favoriscono ulteriormente la diffusione. La crisi ha indubbiamente investito anche questo mercato, ma se da un lato spinge le aziende a soprassedere su grossi progetti infrastrutturali, dall’altro le motiva a migrare al VoIP proprio per contenere i costi iniziali e operativi legati alle infrastrutture di telefonia tradizionale”.

 

 

 

 

 

“Certamente, per quanto riguarda il VoIP stiamo vivendo una fase di continui progressi – spiega Stefano Osler, amministratore delegato di Wildix. La crisi economica che stiamo vivendo deve essere contrastata con un’arma molto efficace: la ricerca. Ora più che mai vengono premiate tutte quelle aziende che, nonostante le difficoltà, investono in ricerca e sviluppo, offrendo significativi contributi a una tecnologia sempre in crescita. Il mercato italiano del VoIP chiede novità ed è necessario non solo soddisfare questa esigenza, ma anche anticipare le richieste future, puntando i riflettori sul cloud, sul video e sulla collaboration, per dimostrare che la comunicazione è oggi uno strumento che abilita i processi di business e non serve solo a trasmettere la voce. La unified communication facilita e ottimizza i processi decisionali all’interno di un’azienda, aumentando di fatto la produttività e l’efficienza nelle attività lavorative”.

 

 

 

Perplessità e barriere

 


Una spiegazione di come mai il VoIP abbia ancora una forte potenzialità di espansione, sta nel fatto che probabilmente molte realtà si sono tenute lontane da una implementazione di queste tecnologie per una serie di motivazioni, questo pur essendo consapevoli dei vantaggi che andavano invece così a perdere. Con i nostri interlocutori abbiamo quindi cercato di capire da che cosa sono state determinate le motivazioni del ‘non’ investimento nel VoIP e come stanno operando per superarle.


“Rileviamo un grande interesse della nostra clientela verso l’adozione del VoIP come alternativa alla telefonia tradizionale, ma nel contempo riscontriamo perplessità sulle modalità di implementazione di tale servizio – spiega Gianni Garita. Per questo motivo conduciamo insieme ai nostri partner, carrier e rivenditori, numerosi workshop su tutto il territorio nazionale. Il VoIP è ormai una tecnologia matura e AVM offre una soluzione funzionante attraverso cui le aziende possono fruire del VoIP senza dover modificare l’infrastruttura esistente, che viene al contrario integrata in modo rapido e trasparente nel nostro centralino. La totale assenza di rischi infrastrutturali favorisce attualmente la crescita del numero di contratti VoIP siglati a posteriori dell’acquisto delle nostre piattaforme”.


“È un problema che riguarda l’adozione delle nuove tecnologie in generale e il ritardo che il nostro Paese paga nei confronti degli altri Paesi europei – dichiara Michele Dalmazzoni. Purtroppo questo ha gravi conseguenze sulla produttività del nostro sistema Paese ma, di convesso, rappresenta una possibilità per quelle aziende che vogliono aumentare la propria efficacia per contrastare la crisi. Tuttavia, se si parla delle tecnologie innovative in ambito collaboration, una delle principali barriere all’adozione di soluzioni di collaboration è certamente la semplicità d’uso. Per citare un esempio concreto, Amplifon era stata inizialmente scoraggiata dall’utilizzo della videoconferenza in azienda proprio per la complessità del sistema. Successivamente, per supportare il coordinamento delle attività commerciali e interagire con i colleghi in Europa, Nord America, Australia, India, Nuova Zelanda e Asia-Pacifico, il quartier generale di Milano ha deciso di adottare nei propri uffici una soluzione di videocomunicazione fornita da Cisco, tramite cui è stato possibile migliorare la collaborazione e accelerare i processi decisionali. Inizialmente usato dai soli manager senior e di medio livello, il sistema ora consente di organizzare incontri virtuali con facilità, ed è stato esteso a tutto il personale”.


“Talvolta ci si dimentica che l’impatto di requisiti relativi al traffico voce sulla rete è piuttosto significativo in termini di banda e prestazioni e ha degli effetti economici anche sul semplice aspetto dell’alimentazione – spiega Gianfranco Ulian. I vecchi telefoni digitali e analogici vengono alimentati direttamente dal sistema telefonico e non hanno assorbimenti elevati; oggi anche i nostri telefoni IP che in assoluto sono i più ‘green’ consumano sensibilmente di più e hanno bisogno di una infrastruttura PoE che può impattare significativamente sui costi. Non parliamo della voce su WiFi, dove anche l’infrastruttura per garantire la copertura appropriata deve essere significativamente rinforzata e talvolta, in alcune soluzioni presenti sul mercato, lo standard 802.11n richiede ancora più potenza”.


“Riscontriamo solo di rado una carenza di conoscenze sui vantaggi del VoIP mentre spesso rileviamo timori legati all’adozione del ‘nuovo’ – racconta Fabio Albanini. Per quanto la tecnologia VoIP sia ormai matura, mettere mano a un servizio aziendale critico quale la telefonia non è una decisione banale. Superato questo scoglio, rileviamo incertezze sulla capacità della rete interna esistente di supportare il traffico voce su IP o dubbi sulla banda Internet necessaria per un’implementazione VoIP su ampia scala, punto dolente per il nostro mercato rispetto a Paesi in cui la VDSL è ormai una ‘commodity’. Si rivelano parzialmente frenanti anche le perplessità legate alle soluzioni da adottare, open o proprietarie, e alla rispettiva capacità di integrazione con le risorse esistenti e con applicazioni UC”.


“Molte aziende non comprano soluzioni di comunicazione avanzata perché hanno paura di non veder soddisfatto il ritorno dell’investimento a breve termine – è la valutazione di Stefano Osler. Alcuni pensano che introdurre nuovi strumenti sofisticati comporti un notevole dispendio di risorse economiche e di tempo nella formazione del personale. Le soluzioni di comunicazione unificata, come per esempio quelle proposte da Wildix, sono state ideate proprio per semplificare i processi lavorativi fin dal primo minuto dopo la loro installazione in azienda. Non solo, ottimizzare la comunicazione significa anche ridurre le distanze tra un lavoratore e un collega, tra l’azienda e i propri clienti e questo genera un ‘accelerazione dei processi lavorativi nonché il miglioramento dell’immagine aziendale”.

 

 

VoIP e mobility computing

 


Venendo ai nuovi fenomeni che caratterizzano l’attuale epoca dell’ICT, abbiamo posto ai nostri intervistati una domanda sicuramente di attualità: ha senso pensare di portare il VoIP nell’ambito delle nuove piattaforme del mobility computing come smartphone e tablet? Di seguito le risposte che abbiano raccolta che dimostrano come non tutti gli opertori la pensano esattamente allo stesso modo.


“Il mercato degli smartphone in Italia è il più grande in Europa – dichiara Gianni Garita. La nostra clientela lo impiega come strumento di lavoro a tutti gli effetti. Abbiamo quindi sviluppato una App gratuita per iPhone e Android con cui trasformiamo lo smartphone in un telefono IP in grado di effettuare e ricevere chiamate sulla linea fissa o VoIP quando si è in ufficio, chiamare con il cellulare i numeri presenti nella rubrica integrata nel FRITZ!Box senza doverli duplicare sul cellulare, consultare l’elenco delle chiamate condotte, ricevute e perse, sostituendo di fatto anche in studio il telefono tradizionale. Oltre a ciò è disponibile per Android un widget (FRITZ!App Ticker), che consente di visualizzare tutti i dati inerenti le chiamate ricevute e perse come i messaggi in segreteria anche da remoto”.


“Assolutamente si e lo abbiamo fatto: Cisco Jabber è la risposta all’esigenza di collaboration voce, video e dati in mobilità – racconta Michele Dalmazzoni. Siamo ormai a pieno titolo nell’era Post PC e tra le tendenze che certamente meritano maggiore attenzione possiamo citare il cosiddetto fenomeno della ‘consumerizzazione dell’IT’, e in particolare la tendenza a utilizzare anche nelle relazioni professionali gli strumenti personali. È il trend espresso dall’acronimo Byond (Bring Your OwN Device). I tablet sono l’esempio eclatante di questo trend. È importante assecondare queste necessità di mobilità e collaboration perché i vantaggi di business sono chiari: dalla possibilità di lavorare conciliando vita privata e professionale, alla possibilità di accedere e condividere le informazioni senza limiti e preclusioni o vincoli temporali in ambiti di community. E molto altro ancora”.


“Ha assolutamente senso, ma bisogna essere capaci di farlo – spiega Gianfranco Ulian. Noi integriamo un client mobile VoIP all’interno di client di unified communication e collaboration garantendo la stessa user experience indipendentemente dal device fisso o mobile e dal sistema operativo in uso. Poichè il fenomeno del Byod è inarginabile abbiamo deciso di cavalcarlo. Da tempo stiamo proponendo l’accesso alle funzioni di presence, collaboration anche dai device mobili, meglio tablet che smartphone; riscontrando un elevatissimo interesse da parte dei nostri interlocutori soprattutto per la flessibilità che ci differenzia e l’apertura agli standard che contraddistingue la nostra proposizione OpenScape”.


“Osserviamo il fenomeno del Byod molto attentamente e abbiamo già dotato i nostri centralini di funzionalità che consentono l’uso dei cellulari come regolari interni – afferma Fabio Albanini. Tuttavia non crediamo in un’integrazione completa degli smartphone nell’infrastruttura di telefonia aziendale a breve termine: sebbene sia possibile effettuare chiamate via internet attraverso la rete 3G o UMTS, si tratta di funzioni di base, i device mobili non presentano, a oggi, le caratteristiche chiave per la telefonia VoIP e per le piattaforme UC contemplate nei telefoni IP professionali. Riteniamo quindi che occorrano ancora alcuni anni di sviluppo, una forte ‘deregulation’ e un’implementazione definitiva di IPv6, prima che i telefonini possano offrire le funzionalità di un telefono IP professionale tramite rete mobile”.


“Wildix ha superato da tempo la formula ‘mobility extension’, guardando alla sua naturale evoluzione: la ‘mobility enterprise’, ovvero la possibilità di avere a disposizione ovunque tutti i servizi di comunicazione che si hanno in azienda – dichiara Stefano Osler. È impensabile, oggi, trascurare il fattore ‘mobilità’: l’economia si muove su scala globale e il mercato non è contenuto da alcun perimetro. La collaboration permette a ogni utente di portare con sé l’intera azienda, attraverso strumenti come smartphone o tablet. Tutti i servizi sono a disposizione in ogni luogo grazie all’architettura web della soluzione Wildix. Nessuna installazione, nessun client, significa nessuna limitazione a un particolare dispositivo. Quello della mobilità è un concetto cardine su cui s’impernia tutta la comunicazione del futuro”.
 

 

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