Estate 2020
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11/12/2014

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Solo standard aperti per il cloud di IBM

Servizi e software open per abbattere le ‘isole’ che ancora oggi rendono i sistemi informativi incompatibili, poco sicuri e difficili da gestire

Lo sviluppo di standard di settore aperti si è rivelato un punto di svolta cruciale per il successo di molte tecnologie, come internet e i sistemi operativi. Anche il cloud ha imboccato con decisione questa strada, perché il modello di fruizione dell’IT abilitato dalla nuvola poggia proprio su compatibilità e interoperabilità, i principi basilari dell’open source. Giovanni Boniardi, senior cloud consultant di IBM Italia, ribadisce che “la storia ha di- mostrato che gli standard e l’open source portano grandi benefici al mercato e costituiscono un importante catalizzatore dell’innovazione. Per questo rappresentano oggi il punto di partenza della nostra strategia”. Un impegno che si declina in vari modi, primo tra tutti la partecipazione ai principali forum in cui si discutono i nuovi standard e se ne accelera il rilascio. Una testimonianza in tal senso viene, ad esempio, dalla collaborazione siglata di recente con Pivotal per collaborare insieme allo sviluppo della piattaforma Cloud Foundry.

 

La strategia ‘open’ di Big Blue, naturalmente, è entrata anche a pieno titolo nella sua offerta: all’inizio dell’anno, infatti, è stato lanciato IBM SmartCloud Orchestrator - una soluzione basata su open standard, incluso Open Stack - che velocizza e semplifica in maniera significativa la gestione del cloud aziendale combinando le risorse di calcolo, storage e rete attraverso  una interfaccia grafica semplice da utilizzare. IBM SmartCloud Orchestrator consente alle aziende di creare nuovi servizi cloud nel giro di minuti, unendo la potenza del delivery di servizi basata su modelli ‘pattern based’ con un ‘orchestratore’ grafico, che semplifica l’automazione del cloud. Automatizzando il rilascio delle
applicazioni e la gestione del ciclo di vita delle stesse nel cloud, inoltre, si riducono i costi operativi. Un portale self-service intuitivo, infine, consente agli utenti di fruire dei servizi cloud in modo semplice e veloce.


“È proprio grazie agli standard aperti e al cloud - commenta Boniardi - che le aziende possono sfruttare appieno le opportunità generate dalla correlazione delle informazioni generate da fonti sempre più eterogenee, basti pensare ai dispositivi mobili e ai social”. 

 

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