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Datacenter - Applicazioni
 

19/01/2016

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di Raffaela Citterio

Software-defined storage: le strade dell’I/O parallelo

Una tecnologia efficace e conveniente che consente di sfruttare al meglio i sistemi multi-core. L'approccio di DataCore e il caso del Comune di Bologna.

Quanti sfruttano appieno la potenza dei processori multi core, ormai ampiamente diffusi? E quanti sono in grado di gestire adeguatamente i flussi di I/O negli attuali contesti in cui i dati continuano a crescere a un ritmo esponenziale? “Sono tematiche spesso sottovalutate, che il nostro software per l’I/O parallelo adattativo consente di superare efficacemente”. A parlare così è George Teixeira, fondatore e CEO di DataCore, società che più di 16 anni fa decise di scommettere su una gestione dello storage software based, intuendo per tempo quella che oggi è una tendenza sempre più diffusa, cavalcata da brand storici e da start up nate intorno al concetto di iperconvergenza. “Solo la nostra soluzione, però, è in grado di sfruttare appieno le potenti e convenienti piattaforme server multicore oggi disponibili, risolvendo il più importante problema dello storage: i colli di bottiglia nelle fasi di I/O”, prosegue Teixeiria.

Fare di più con meno
Le soluzioni per la virtualizzazione dello storage e per la SAN virtuale convergente di DataCore di fatto liberano gli utenti dalle fatiche della gestione manuale dello strorage. “L’unione di processori multicore a densità sempre più elevata, di un’efficiente progettazione di CPU/memorie e del software per l’I/O parallelo adattativo di DataCore porta a una nuova categoria di server di storage e di sistemi iperconvergenti in grado di cambiare in maniera significativa le metriche delle prestazioni dello storage - continua Teixeiria. Non a caso abbiamo avviato delle partnership con Cisco, Dell, Fujitsu, Lenovo e Huawei per la realizzazione di nuove architetture di riferimento ‘Proven Design’ per server di ogni dimensione configurati in questo modo”. Nel corso dell’ultima edizione del MWorld Europe 2015 DataCore ha illustrato lo stato dell’arte delle tecniche utilizzate per accelerare le prestazioni e ottenere la sempre maggiore densità di virtual machine necessaria a rispondere alle notevoli esigenze di I/O delle applicazioni di livello enterprise, evidenziando anche l’ottimizzazione delle prestazioni ottenibili con i carichi di lavoro che prevedono intense operazioni di elaborazione dati e di I/O, tipici per esempio nei principali sistemi di online transaction processing (Oltp), analytics in tempo reale, business intelligence e datawarehouse. Risultati molto significativi si sono ottenuti in applicazioni business critical basate su Microsoft SQL Server, SAP e Oracle, ampiamente diffuse. 

Sfruttare appieno i benefici della virtualizzazione
DataCore naturalmente continua a seguire con attenzione le innovazioni introdotte da VMware in tema di virtualizzazione. Molti amministratori VMware, ad esempio, guardano con grande interesse alla potenza e al controllo a livello di dettaglio offerti dai vSphere Virtual Volume (VVOL). La maggior parte degli attuali sistemi di storage, però, non li supporta: i produttori, infatti, non sono materialmente in grado di modificare gli apparati esistenti con la nuova interfaccia VM-aware. “Noi offriamo la possibilità di sfruttare i benefici dei VVOL su soluzioni di EMC, IBM, HDS, NetApp e altri vendor e su tutte le batterie flash affiancando ad essi il nostro software di virtualizzazione dello storage SANsymphony-V, giunto alla decima release”, spiega Teixeiria. La stessa cosa vale per lo storage collegato direttamente (DAS, DIrect-Attached Storage) organizzato in pool da DataCore Hyper-converged Virtual SAN. In questo modo gli amministratori vSphere possono autonomamente mettere a disposizione volumi virtuali sui pool di storage virtuale: basta che specifichino la capienza e la categoria del servizio, senza dover conoscere ogni aspetto dell’hardware sottostante 

L’andamento del mercato italiano
Il mercato italiano mostra di apprezzare l’approccio di DataCore, come conferma Remi Bargoing, da poco più di due anni country manager della filiale italiana: “Le nostre soluzioni per la virtualizzazione dello storage - software defined per vocazione - permettono di gestire una mole di dati in continua crescita con meno risorse e in modo semplice. Un approccio che non può che essere apprezzato dalle organizzazioni italiane pubbliche e private di ogni dimensione, come confermano le referenze che possiamo vantare, da Conad al Comune di Bologna sino ad arrivare al ministero dell’Economia e della Finanza (con un flusso di 500.000 TB di dati gestiti), solo per citarne alcuni”. Per accelerare la penetrazione di mercato la collaborazione con business partner qualificati e motivati è fondamentale, ed è anche in questa direzione che Bargoing sta indirizzando sforzi e investimenti. Attualmente in Italia l’ecosistema di DataCore è composto da 2 distributori (Ready Informatica e Icos) e da circa 35 rivenditori a valore certificati, in grado di aggiungere valore alla proposizione del vendor, adattandola alle specifiche esigenze di ogni singola azienda. “Da parte nostra - conclude Bargoing - forniamo tutto il supporto pre e post vendita necessario, sia dal punto di vista tecnico che commerciale”. Se dal punto di vista tecnico la tecnologia di I/O parallelo sta facendo la differenza, da quello commerciale il punto di forza è la flessibilità, perché anche su questo fronte la priorità di DataCore, come dice Bargoing, “è quella di venire incontro alle esigenze dei clienti. Non a caso stanno suscitando molto interesse alcune formule contrattuali particolarmente vantaggiose, anche pacchettizzate, che abbiamo messo a punto per agevolare la transizione verso il nostro modello di storage software defined e iperconvergente”.

La modernizzazione dello storage nel Comune di Bologna
Un esempio concreto del valore delle soluzioni DataCore viene dal Comune di Bologna che ha scelto SANsymphony-V 0 per modernizzare la propria infrastruttura storage. L’infrastruttura del Comune (che conta 4.300 dipendenti, 3.500 postazioni informatiche e 50 uffici distribuiti sul territorio), è composta da 2 server farm posizionate nelle 2 sedi principali, nelle quali si concentrano tutte le risorse, i sistemi di rete, i server, ridondati per garantire la continuità operativa indispensabile. 250 sono i server gestiti dei quali 200 circa virtualizzati tramite VMWare su blade HP e IBM. Tutte le sedi sono collegate in banda larga. Qualche tempo fa è sorte l’esigenza di aumentare la potenza della piattaforma tecnologica, compresa la sostituzione di hardware giunti al termine del loro ciclo di vita, per gestire nuovi servizi IT, incrementare le performance e garantire ’indispensabile business continuity, il tutto in un’ottica di contenimento dei costi. La prima risposta architetturale è stata quella di ridondare le due server farm, seguita dall’aumento della potenza dei sistemi con componenti tecnologiche virtualizzate e della capacità di storage. Dopo attente valutazioni è stata esclusa la classica soluzione di potenziamento dell’hardware e ci si è orientati verso un approccio dello storage software defined. A seguito di approfondite verifiche sui livelli funzionali offerti, il Comune ha deciso di adottare SANsymphony-V10, soluzione che si è dimostrata la più adatta a venire incontro alle esigenze del Comune. Sono state così messe in alta affidabilità 60 istanze Oracle, 10TB di posta elettronica e 200 macchine virtuali. Il Comune di Bologna ha virtualizzato con DataCore storage IBM, Netapp, Nexsan, dischi flash HGST con 4 livelli di Tier sui due nodi metropolitani, ottenendo tutti i benefici attesi.

 

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