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25/01/2017

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Smartphone in Italia: come e perché

I dati della Global Mobile Consumer Survey 2016 di Deloitte tracciano alcune tendenze nell’utilizzo di dispositivi e reti mobili nel nostro Paese. Mezzo di distrazione, evasione e… chi lavora li controlla anche 200 volte al giorno e risponde alle email di notte.

I dispositivi mobili sono ormai diventai un oggetto di uso quotidiano applicato a svariate attività. Deloitte ha pubblicato in tal senso i dati della Global Mobile Consumer Survey 2016, una ricerca (scaricabile da qui) che ha coinvolto 30 Paesi per delineare i trend e le tendenze relative alle abitudini e ai comportamenti degli utenti connessi tramite smartphone e tablet. Relativamente all’Italia viene fatto in primo luogo notare come il nostro Paese sia quello europeo in cui si discute più spesso a causa del cellulare. “Quasi un italiano su tre viene infatti ripreso almeno una volta al mese dal proprio partner e persino dai propri figli perché sempre attaccato al terminale”, si legge nell’analisi di Alberto Donato, Partner Deloitte e TMT Industry Leader. “Inoltre, incuranti di offendere la sensibilità delle persone che abbiamo accanto, troviamo nel cellulare un mezzo di distrazione ed evasione dalla vita reale: l’Italia è infatti prima in Europa per il “gossip da smartphone”, utilizzato anche per cercare l’amante e tentare la fortuna con le scommesse online. ll cellulare non mette però zizzania solo tra moglie e marito ma anche fra vita privata e vita lavorativa. Renderci sempre reperibili ci spinge di fatto a sacrificare il tempo libero e le ore di sonno rispondendo alle email di lavoro anche durante la notte, commentano i ricercatori”. Più nel dettaglio emerge come le persone in carriera appena sveglie guardano immediatamente il cellulare, durante il giorno lo controllano oltre 200 volte e se si svegliano nella notte rispondono alle email di lavoro.Attività smartphone

 

Proseguendo con i risultati della ricerca, dal punto di vista operativo, gli italiani preferiscono affidarsi alle app per le attività innovative e i siti per quelle considerate “comuni”; l’unico settore in cui la scelta tra le app e i siti è indifferente è lo shopping online. Ma non solo. Deloitte spiega come la soluzione al dilemma sia fortemente influenzata dal modello e dalla marca dello smartphone. “In media in Italia si installano comunque solo 10 applicazioni sul rispettivo dispositivo e se non ne se ne scaricano un numero maggiore è perché non sono ritenute utili (57%) o per mancanza di spazio sul telefono (20%). Fronte privacy, tanto nel caso delle app, quanto nel caso dei siti, i dati sono alla mercé delle aziende e gli italiani non ne sono poi così consapevoli, viene fatto notare dagli autori”.

Lo studio ha anche analizzato il grado di soddisfazione per il proprio smartphone, con il 70% dei consumatori italiani che lo promuove a pieni voti, mentre fronte operatori telco viene evidenziato come i problemi legati alla qualità della connessione Internet sono tra le principali cause di malcontento che spingono gli italiani a cambiare operatore. “E gli intervistati suggeriscono alle compagnie telefoniche quali nuovi servizi offrire per conquistare maggiori consensi e clienti: Internet realmente illimitato, roaming gratuito in Europa e roaming gratuito nel mondo”.

Infine Deloitte rivela che, spinti dalla scarsa disponibilità nel nostro paese di reti Wi-Fi pubbliche e private a cui potersi connettere gratuitamente, gli italiani preferiscono le reti mobili 3G/4G al Wi-Fi assegnando al nostro paese un altro primato europeo. “Dalla survey emerge di fatto che la preferenza degli italiani verso le reti mobili si basa su tre motivazioni principali: le migliori performance del 3G/4G, la necessità di condividere in diretta i video con i nostri momenti più importanti e, infine, la sempre crescente diffusione dei wearable”, conclude l’analisi.

 
TAG: Mobile App

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