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Sicurezza
 

21/12/2016

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Skill shortage sulla sicurezza: un tema da affrontare

I dati di una ricerca globale condotta sui professionisti della cyber security evidenziano come i problemi legati agli attacchi derivano spesso da una mancanza di competenze e personale in grado di affrontarli.

Il 54% dei professionisti della cyber security ammettono che la propria organizzazione ha vissuto almeno un evento di sicurezza nel corso dell’ultimo anno anche se nella maggior parte dei casi si è stato legato a problematiche ‘umane’ come ad esempio la mancanza di staff sufficiente a disposizione, di formazione nonché di assegnazione di priorità da parte della dirigenza a cui far riferimento. Il dato è contenuto in uno studio globale realizzato dalla Information Systems Security Association (ISSA) e da Enterprise Strategy Group (ESG).

A supporto ulteriore dello scenario poc'anzi descritto, il 69% ha affermato che lo skill shortage globale a livello di cyber security ha di fatto avuto un impatto sull’organizzazione in cui operano generando eccessivi carichi di lavoro, livelli di competenze non appropriati, un elevato ricambio e una forte carenza specialmente nelle aree security analytics, application security e cloud security. Il 92% ritiene inoltre che un’organizzazione media risulta in qualche modo vulnerabile a un certo tipo di cyber attacco o breccia nei dati.

Altri punti evidenziati dalla ricerca riguardano quindi il contributo di problematiche organizzative e legate alle persone rispetto al fenomeno degli incidenti di sicurezza e il fatto che la maggior parte delle aziende stanno oggi percependo l’effetto di uno skill shortage globale sul tema. Nel contempo emerge l'attenzione alla infrastrutture critiche con il 62% che le ritiene molto vulnerabili agli attacchi, il 66% che la strategia di cyber security a livello amministrativo tenda su questo punto a essere incoerente e incompleta, mentre l’89% desidera maggiore aiuto dai rispettivi governi.

 

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