Estate 2020
Servizi
 

10/09/2013

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Servizi cloud segreti e fuori controllo IT

I dipendenti italiani sono i più propensi a utilizzare servizi cloud in azienda senza autorizzazione

 

Ebbene sì: due terzi (66%) dei dipendenti italiani userebbero o acquisterebbero servizi e prodotti cloud senza un’autorizzazione ufficiale da parte dell’IT aziendale e metà di loro (49%) lo ha già fatto. In questo l’Italia è pima in Europa, dove invece il 45% userebbe servizi cloud ‘clandestini’ e il 36% li usa già. A dirlo è la ricerca condotta da Vanson Bourne e commissionata da VMware, in cui si legge inoltre che il 37% dei responsabili IT in Europa (parliamo di aziende tra i 100 e i 5000 dipendenti di UK, Francia, Germania, Olanda, Italia, Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia) sospetta acquisti di servizi cloud senza autorizzazione da parte di persone interne all’azienda.
Tuttavia, la ricerca VMware indica che questo trend non è percepito come negativo, anzi molte aziende riconoscono che questa spesa – una media di 1,6 milioni di euro per ogni organizzazione in Europa nel 2012 – può portare benefici al business.
Il dato in un certo senso più curioso è proprio questo: la maggior parte dei decision maker (72% in Europa, 78% in Italia) presa dal sospetto che in azienda si faccia uso di cloud non autorizzato pensa che questo sia vantaggioso: circa uno su due in Europa (51%) e il 43% in Italia hanno dichiarato che l’atteggiamento di accedere direttamente al cloud senza l’autorizzazione dell’IT aiuta il business a rispondere più rapidamente alle richieste dei clienti e circa un terzo (31% in Europa, 24% in Italia) ha detto che consente all’azienda di migliorare la crescita e lo sviluppo.

 

 

Dubbi sulla sicurezza
 

Tuttavia, in Italia, il 54% degli intervistati pensa che il cloud nascosto incrementi le minacce alla sicurezza, creando un conflitto fra la domanda crescente di flessibilità da parte dell’IT e la necessità di mantenere il controllo e ridurre il carico di gestione. “La ricerca parla di una spesa sbalorditiva in azienda per il cloud non autorizzato, ma non necessariamente si tratta di denaro sprecato. I dipendenti dichiarano di aggirare spesso il reparto IT per acquistare servizi cloud e lavorare in maniera più efficiente per il bene dell’azienda - ha commentato Alberto Bullani, regional manager VMware, Italia. L’IT ha raggiunto un punto critico in cui ignorare la realtà della spesa per il cloud non autorizzato non è più possibile. I responsabili IT devono fare i conti con questa realtà, fornendo la flessibilità che lo staff richiede e, al tempo stesso, gestendola in modo sicuro”.

 

 

Non sono noccioline…
 

No, le cifre di cui si parla sono tutt’altro che noccioline. Quasi un terzo (23%) dei dipendenti in Europa ha scaricato e pagato per prodotti cloud e ha dichiarato di aver speso circa 2.270 euro. Il 14% ha sborsato più di 5.000 euro (a testa) nel 2012. In cima alla lista c’è ancora l’Italia, che in compagnia di Germania e Paesi Bassi si conferma il Paese più spendaccione: il 22% degli italiani ha speso più di 5.000 euro, seguito dal 19% degli olandesi e il 17% dei tedeschi. In Italia, i responsabili IT hanno stimato che l’equivalente del 20% del budget IT è stato speso in servizi e prodotti cloud non autorizzati nel 2012, più di 2 milioni di euro, la cifra più alta in Europa.

 

 

Come ci si fa un baffo dell’IT
 

La ricerca ha evidenziato non soltanto il perché ma anche il come i dipendenti italiani scavalcano il protocollo IT. Le motivazioni degli intervistati vanno dal mantenere la competitività lanciando una nuova offerta di prodotti e servizi (18%) al trovare modi di lavorare più efficienti e veloci (30%). Molti (69%) pagano questa spesa per il cloud nascosto con il budget della divisione (25%), la imputano come una spesa (49%) o pagano con carta di credito aziendale (36%).

 

 

Più dialogo per riprendere il controllo
 

La ricerca rivela che i responsabili IT italiani stavano già pianificando di implementare quei servizi o applicazioni cloud in ogni caso (31%). Sembrerebbe quindi esserci una possibilità per un allineamento fra le business unit e il dipartimento IT, dando ascolto alle richieste dei dipendenti per dar forma alla futura strategia IT. “Sebbene siano in molti nelle aziende europee a riconoscere i benefici del cloud nascosto, è necessario darsi da fare - ha aggiunto Bullani. Circa la metà dei responsabili IT in Europa chiede un maggior dialogo con i dipartimenti coinvolti. È bello vedere i dipendenti prendere l’iniziativa per guidare la crescita e l’innovazione, ma questo ha un prezzo. Un approccio proattivo dell’IT con appropriati livelli di gestione, sicurezza e visibilità può assicurare che il cloud nascosto diventi un fattore competitivo e non una minaccia per il business”.


 

Cloud ibrido ed era multi-device


Durante il VMware Forum dello scorso maggio a Milano VMware ha ribadito il proprio obiettivo di estendere il Software-Defined Data Center con un’offerta di servizio di cloud ibrido che consentirà ai 480.000 clienti di sfruttare i benefici del cloud pubblico, senza cambiare le applicazioni esistenti, usando un modello comune di gestione, orchestrazione, networking e sicurezza.
Nel corso del 2013 VMware lancerà VMware vCloud Hybrid Service attraverso il canale e lavorerà con il proprio ecosistema di partner per accelerare la transizione al cloud dei propri clienti. È stata anche creata una nuova Business Uniti di Servizi di Hybrid Cloud, di cui Bill Fathers è senior vice president e general manager.
Sempre nel corso del Forum, VMware ha dimostrato come stia aiutando i propri clienti a connettere gli utenti ai propri dati, applicazioni e desktop con la nuova VMware Horizon Suite, la piattaforma pensata per la forza lavoro mobile che usa la virtualizzazione per trasformare silos di dati, applicazioni e desktop in servizi IT centralizzati che possono essere facilmente forniti agli utenti e gestiti sui loro dispositivi. VMware Horizon Suite è stata lanciata a febbraio 2013 e consente ai clienti VMware di far fronte alle crescenti esigenze dei dipendenti che lavorano fuori ufficio senza sacrificare controllo e sicurezza.

 

 

Le aree aziendali più ‘corsare’


Secondo i responsabili IT intervistati, le aree aziendali o i dipartimenti che più di tutti scelgono di utilizzare cloud non autorizzati sono nell’ordine:
- marketing/pubblicità/comunicazione (43% in Europa, 31% in Italia);
- vendite (33% in Europa, 20% in Italia);
- ricerca e sviluppo (31% in Europa, 43% in Italia);
- finance (23% in Europa, 22% in Italia).

Sempre secondo i responsabili IT, in azienda i prodotti o servizi più utilizzati (pagati o gratis) senza autorizzazione dell’IT sono nell’ordine:
- servizi di condivisione di dati e file (55% in Europa, 60% in Italia);
- servizi Email Cloud (47% in Europa, 46% in Italia);
- instant messaging (44% in Europa, 53% in Italia);
- video conferencing (37% in Europa, 42% in Italia);
- social network professionali (22% in Europa, 23% in Italia).
 

 

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