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23/05/2017

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di Mark Catchlove

I 6 trend della progettazione dell’ufficio

Uno studio condotto da Herman Miller a livello globale conferma che le organizzazioni più avanzate, con i loro design partner, stanno progettando ambienti di lavoro sulla base di nuovi riferimenti culturali.



Considerato l’insieme dei cambiamenti che attualmente caratterizzano il come, dove e quando oggi lavoriamo, dobbiamo forse sorprenderci del fatto che le organizzazioni stiano esplorando una varietà di nuove soluzioni di design degli uffici per indirizzare le sfide in atto? La società americana Herman Miller, produttore di arredi per ufficio, ha studiato 120 ambienti di lavoro evoluti di aziende operanti in diversi settori in tutto il mondo. Interessante notare che tutte le realizzazioni condividono alcuni tratti distintivi che indicano la direzione abbracciata da progettisti e organizzazioni nella progettazione degli spazi lavorativi. Durante lo studio sono emersi importanti cambiamenti di seguito evidenziati.

1 - Da sale conferenze sovradimensionate a spazi meeting su misura
Le sale riunioni grandi e tradizionali, con lunghi tavoli rettangolari e sedie allineate ai lati, sono ancora diffuse in molti uffici contemporanei. Tuttavia, la ricerca mostra che la maggior parte di esse sono sottoutilizzate: le persone impiegano soltanto 2/4 sedie in spazi progettati per ospitarne tra le sei e le dodici. Questo comporta che gli investimenti attribuibili allo spazio occupato da queste grandi sale non sono sfruttati in maniera efficace. Emerge con evidenza che le più importanti organizzazioni stanno riprogettando i propri spazi per ridistribuirli in un contesto strutturato che prevede sale riunione più piccole, configurazioni maggiormente definite e spazi di incontro. Molte di queste realtà sono quindi riuscite a sfruttare con maggiore efficienza gli spazi a disposizione, soddisfacendo maggiormente i dipendenti grazie a un supporto superiore delle diverse modalità di lavoro in gruppo.

2 - Dai percorsi obbligati alla connessione desiderata
In passato, le aree di circolazione erano considerate come un “male” necessario e progettate in modo che le persone potessero muoversi comodamente, e il più velocemente possibile da un estremo all’altro dell’ufficio. In molti si stanno tuttavia rendendo conto che questi spazi possono essere molto più di un “corridoio” di transito, se pianificati con obiettivi precisi possono diventare spazi connettivi attivi. Le organizzazioni evolute stanno facendo posto agli spazi di questo genere attraverso la riduzione del numero di uffici privati, delle sale riunioni sovradimensionate e delle postazioni di lavoro assegnate ma sottoutilizzate. Stanno nel contempo promuovendo una maggiore connessione, considerando attentamente la visibilità e la prossimità tra le aree chiave di attività, per facilitare la condivisione delle informazioni e la costruzione di relazioni tra persone e tra i diversi team.

3 - Da aree ricreative periferiche a piazze centrali
Per molto tempo le aree ricreative hanno riflesso la cultura dell’azienda: come la natura del lavoro cambia per adattarsi a una più ampia varietà di attività che possono essere considerate social, così le aziende iniziano a comprendere il valore di far incontrare le persone usando questo tipo di ambienti. La ricerca mostra che le grandi organizzazioni stanno creando hub culturali e ampie piazze centrali che si trasformano vivaci spazi condivisi in cui sono disponibili comode sedute e servizi attraenti che aiutano le persone a sentirsi più coinvolte e a migliorare i legami con i colleghi.

4 - Da sale riunioni standard a una varietà di ambienti specializzati
Osservando un qualsiasi ufficio nel mondo noteremo persone che compiono svariate attività durante la giornata. La maggior parte di esse sono di natura sociale e collaborativa, come lavorare insieme a un progetto, conversare, oppure mettere insieme un’idea per un nuovo prodotto. Per sostenere questa grande varietà di attività molti uffici offrono un solo tipo di spazio di gruppo – le sale riunioni – il che genera una sfida. Il nostro studio ha mostrato che le organizzazioni che guardano al futuro stanno creando dei luoghi di lavoro con un’ampia offerta di ambienti, ognuno specificamente progettato per supportare le diverse persone nelle rispettive attività. Tali ambienti offrono maggiore supporto alle persone e un uso più efficace degli spazi aziendali.

5 - Da postazioni assegnate ad aree condivise di lavoro
La tecnologia ha reso le persone libere di lavorare in qualunque punto dell’ufficio, e molte di esse stanno traendo vantaggio da questa opportunità. Negli studi sull’utilizzo degli spazi si rileva che il 60 % del tempo le postazioni di lavoro individuali risultano non occupate. Ma mentre questa libertà rappresenta un’opportunità per i lavoratori, dal punto di vista degli spazi emergono aree con postazioni assegnate nettamente sottoutilizzate.
Le grandi organizzazioni prese in esame si stanno spostando dalla mentalità della “postazione di lavoro” a quella delle “aree di lavoro”. Anziché assegnare una scrivania a ciascuna persona, queste realtà hanno creato aree di lavoro condivise per garantire alle persone un’offerta variegata di spazi dove svolgere attività individuali. Questo approccio non impedisce che rimangano postazioni di lavoro assegnate più adatte per alcune persone o per alcuni tipi di lavoro, ma le aree di lavoro condivise fanno un uso più efficiente dello spazio e coprono in modo più adeguato le modalità di lavoro oggi più diffuse. 

6 - Dalla privacy come lusso alla privacy on-demand
Nonostante le attività lavorative siano diventate più interattive e comunitarie, la necessità di privacy non è scomparsa. Le idee migliori nascono quando i singoli membri di un gruppo possono lavorare concentrati su determinate attività e riunirsi per condividere i progressi o sviluppare idee. Questo significa che tutti hanno bisogno di accedere a una varietà di ambienti, specialmente quelli dove è possibile pensare, progettare, abbozzare progetti o rilassarsi. Le postazioni di lavoro o gli uffici privati non possono più fornire questo genere di privacy. La ricerca mostra che gli uffici privati restano inutilizzati nel 77 % dei casi e che molte organizzazioni stanno ripensando i loro uffici privati per trasformarli in ambienti più piccoli, confortevoli e meglio attrezzati. Queste realtà stanno facendo un uso più efficace dei propri spazi, valorizzando esplicitamente il lavoro delle persone in azienda.

 

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