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11/11/2016

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La Sanità chiama velocità e semplicità

Un’indagine realizzata da Netics in Italia su medici, infermieri e CIO mette al centro il tema delle tecnologie di comunicazione e collaborazione unificata, ancora assenti, come strumento per migliorare i servizi offerti.

Sono stati oltre oltre 500 i medici e infermieri intervistati in tutta Italia nell’ambito dell’indagine Netics intitolata ‘Verso lo Smart Work’. Focalizzata sul tema Unified Communication & Collaboration in Sanità e presentata da Paolo Colli Franzone, Direttore Generale di Netics in occasione dell'intervento Mitel in occasione di S@lute 2016, ha evidenziato la necessità in ambito sanitario di comunicazioni veloci e semplici per migliorare il servizio. L’indagine ha inoltre visto l’intervista a 22 CIO di altrettante aziende sanitarie o ospedaliere italiane, mirando a rappresentare la situazione di consapevolezza rispetto al tema da parte di un panel più abituato alla tecnologia. In realtà medici e infermieri hanno manifestato una conoscenza, seppure superficiale, delle tecnologie di UCC e un enorme interesse nei loro confronti. In molti casi, viene spiegato, i medici intervistati hanno rilevato come il CIO della struttura presso la quale lavorano tenda a suggerire soluzioni di fascia Enterprise, finendo quindi col favorire involontariamente lo Shadow IT, ossia l'utilizzo di servizi e soluzioni IT non ‘riconosciute’ dal sistema informativo aziendale.

La ricerca prosegue evidenziando come nelle strutture ospedaliere, l'aspetto relativo alla velocità dei collegamenti, intesa come capacità di entrare in contatto con una singola persona o con un gruppo di persone, assume una rilevanza fondamentale. Nel dettaglio delle dichiarazioni degli operatori sanitari intervistati, almeno il 10% del tempo lavorativo quotidiano viene speso nel “cercare persone” o “farsi trovare da persone”. In casi particolari, ad esempio nelle segreterie di reparto, nelle sale operatorie e nelle strutture di pronto soccorso, questo valore sale a oltre il 16%. Lo strumento principale (praticamente unico) utilizzato per la ricerca e la comunicazione coi colleghi è invece il telefono, utilizzato in coppia con cercapersone e/o telefoni cellulari in dotazione al personale. La situazione peggiora nettamente quando è necessario condividere informazioni, dati o immagini. Un altro dato che emerge dalla ricerca è poi che negli ospedali italiani sono praticamente ancora del tutto assenti soluzioni di Unified Communication & Collaboration e anche l'uso di risorse elaborative personali, come tablet e smartphone, risulta del tutto limitato.

Da questo punto di vista le soluzioni di Unified Communication & Collaboration si propongono come strumento in grado di aumentare in misura considerevole la produttività e l'efficienza/efficacia delle prestazioni erogate in un contesto ospedaliero e di integrazione ospedale/territorio. L’idea è in sostanza che tutti gli operatori a vario titolo coinvolti nella quotidianità ospedaliera e territoriale, laddove muniti di risorse elaborative, possono ‘trovarsi’ istantaneamente e altrettanto istantaneamente riescono non solamente a ‘conversare’, ma anche a condividere informazioni, dati più o meno strutturati ed elementi multimediali. Ecco che in moltissimi casi questa possibilità può rendere inutili gli spostamenti di persone, incrementando la produttività e i tempi di reazione a fronte di un qualsiasi evento.

“I nuovi modelli di diagnosi, terapia e cura e l'integrazione ospedale/territorio rendono sempre più di attualità il tema delle "Mobile Healthcare Platforms" - ha dichiarato Fabio Pettinari, Country Marketing Director di Mitel - e medici e altri operatori sanitari lavoreranno sempre di più in situazioni di mobilità e di collaborazione, dove l'elemento fondamentale diventa il "comunicare velocemente e in tutta sicurezza”.

 

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