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Sicurezza
 

25/05/2012

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SafeNet: “La sicurezza la facciamo supportando gli standard”

Da un lato il Software as a Service, dall’altro le esigenze dei clienti più maturi configurano una nuova domanda di soluzioni di sicurezza

Da un lato il Software as a Service, dall’altro le esigenze dei clienti più maturi configurano una nuova domanda di soluzioni di sicurezza

 

 

Nel 2012, il mondo della sicurezza informatica si incamminerà su una strada già percorsa da tempo da diverse altre tecnologie ICT: l’abbandono da parte delle aziende utenti di soluzioni basate su tecnologie proprietarie di singoli fornitori per privilegiare invece quelle che adottano protocolli e standard comuni certificati ai più alti livelli.


Ne è convinta SafeNet, come spiega Orlando Arena, regional sales director, Italy: “Da un lato l’interesse verso il Software as a Service da parte delle piccole e medie aziende anche in Italia aprirà la problematica di come assicurare lo steso livello di sicurezza per le applicazioni sia interne sia esterne. Dall’altro, i clienti ormai più maturi, chiedono di dominare la tematica della sicurezza in modo sempre più indipendente dai fornitori”.

 


Il fattore SaaS

 


In questo senso quindi va letto il passo compiuto dall’azienda con il recente rilascio della nuova versione della sua console di gestione della sicurezza: SafeNet Authentication Manager. Una delle novità più importanti sta infatti nell’adozione del protocollo Saml, che consente di interfacciare la piattaforma alle applicazioni disponibili in modalità Software as a Service adottate dal cliente. Procedere invece con modalità di accesso e di autenticazione diverse può essere molto rischioso: “Se si continuano a mantenere diverse modalità di accesso e di protezione dei dati per i diversi silos applicativi presenti in azienda, l’arrivo del Software as a Service non può che moltiplicare i fattori di inefficienza, ma anche innalzare la complessità di tutto il sistema della sicurezza”, spiega Orlando Arena.


Il supporto del protocollo Saml, secondo il fornitore, consente di far evolvere l’infrastruttura per assicurare lo stesso livello di sicurezza ai servizi IT sia interni che esterni: “Nel momento in cui l’utente si autentica attraverso il token SafeNet, che può essere software o hardware, la nostra piattaforma passa le credenziali, in modo automatico e completamente trasparente per l’utente, verso l’applicazione esterna che, verificati i dati, consentirà l’accesso”.


L’adozione di standard sarà un approccio che verrà sempre più premiato dalle aziende utenti, e non solo perché queste soluzioni sono validate da enti terzi altamente qualificati: “Muoversi su soluzioni di tipo proprietario significa fidarsi ciecamente del vendor, ma purtroppo in ambito sicurezza, nessuno può dirsi infallibile come hanno dimostrato recentemente anche dei casi dove gli hacker, purtroppo con successo, non hanno attaccato i sistemi dell’azienda cliente, ma quelli del suo fornitore di sicurezza”.

 

 

L’ownership del dato di sicurezza

 


Puntare sugli standard significa quindi per SafeNet garantire flessibilità nel tempo alla piattaforma di sicurezza del cliente, che per rispondere in modo adeguato a minacce sempre più pericolose dovrà adottare soluzioni specializzate anche di vendor diversi.


L’adozione di un secondo standard come Oath, significa quindi garantire l’interoperabilità tra sistemi diversi, ma anche rendere i clienti più indipendenti: “Nelle nostre soluzioni OTP diamo la possibilità ai clienti di programmare per conto proprio gli autenticatori. Questo significa che il database dei seed non viene più gestito in condivisione con il fornitore di sicurezza, ma l’ownership del dato è al 100% del cliente”.


R.V.
 

 

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